Sanihelp.it – Anche gli edifici si ammalano, e molto più frequentemente di quanto ci si aspetti.
La patologia ha anche un nome: Sick Building Syndrome, cioè sindrome da edificio malato, ed è caratterizzata dal fatto che oltre il 30% delle persone che lo frequentano manifestano problemi di salute che scompaiono solo dopo aver lasciato quell’ambiente per qualche giorno.
Scarsa manutenzione e ristrutturazioni che stravolgono il progetto originale insieme all’attività di coloro che occupano l’edificio sono i fattori che favoriscono la nascita di questa strana malattia.
Di che cosa ci si può ammalare? Cefalea, irritazione a occhi, naso e gola, tosse secca, prurito, vertigini, nausea, difficoltà a concentrarsi, fatica inspiegabile.
Non esiste una causa univoca, i fattori sono molteplici e derivano sia dall’ambiente esterno che dall’ambiente interno. Ecco qualche esempio.
- Inquinanti chimici da fonti esterne. Gas di scarico, polveri sottili e qualsiasi tipo di inquinante dell’aria possono entrare in un edificio da porte e finestre e garage sotterranei.
- Inquinanti chimici da fonti interne. Sono tantissime le fonti di produzione di inquinanti che possono essere rintracciate all’interno dell’edificio. Adesivi, tappezzerie, moquette, macchine fotocopiatrici, fumo da tabacco, utilizzo di stufe, camini e caloriferi, prodotti per la pulizia e per la cura personale e pesticidi. Tutti questi elementi insieme contribuiscono a diffondere tra i locali di un edificio i composti volatili organici, come la formaldeide, che sono cancerogeni e possono causare diversi tipi di malattie.
- Inquinanti biologici. Gli umidificatori, i pannelli di scolo e tutti i luoghi dove si può accumulare acqua possono essere il rifugio perfetto per la proliferazione di batteri, virus e pollini. Questi microrganismi causano febbre, rossori, tosse, dolori muscolari e reazioni allergiche. Uno dei più diffusi batteri in ambienti chiusi è la legionella, principale causa della malattia del legionario.
- Ventilazione inadeguata. Negli anni settanta la crisi petrolifera costrinse i progettisti a costruire stabili che permettessero un maggiore risparmio energetico, quindi più sigillati a livello termico. Questo ha portato a un basso livello di ventilazione che, se non aiutato da efficienti impianti (di condizionamento e di riciclo dell’aria), fa diminuire il livello di comfort e di salute di coloro che lavorano all’interno di un edificio.
Ma come si fa a curare un palazzo? L’approccio più efficace è quello di rimuovere tutte le fonti di inquinamento interno. I prodotti inquinanti vanno usati con più razionalità: per esempio in periodi in cui l’edifico è meno abitato. Condizionatori, riscaldamento e impianti di ventilazione devono essere conformi a precisi standard: l’Unione Europea ha diramato normative ad hoc e anche apposite associazioni americane per la definizione di standard come ARI, ANSI e ASHREE definiscono i corretti parametri da seguire.
Bisogna sempre ricordare, comunque, che un edificio vive anche attraverso le persone che lo abitano. Il loro comportamento influisce sulla salute globale dell’ambiente interno, per esempio evitando di fumare.