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Giorgia Surina: un romanzo sulla maternità da single

Procreazione assistita

Sanihelp.it – Durante il lockdown Giorgia Surina, attrice e speacker radiofonica, si è data alla scrittura e da poche settimane è in libreria la sua prima fatica letterariaIn due sarà più facile restare svegli (Giunti Editore). SI tratta di un romanzo, un racconto di amicizia al femminile e di maternità: le due protagoniste sono due amiche che, alla soglia dei quarant’anni, si trovano con un forte desiderio di avere un figlio ma senza un partner con cui realizzarlo. E allora perché non ricorrere entrambe alla procreazione medicalmente assistita (PMA) con il seme di un donatore sconosciuto e crescere poi insieme i figli?


«Un atto di puro egoismo? Una straordinaria pazzia? Sono molti i dubbi, le domande e le paure alle quali dovranno trovare una risposta le protagoniste di questa storia» si legge nella presentazione del romanzo che punta così ad accendere i riflettori e avviare un dibattito sulla PMA e sul tema della maternità da single. «Era un obiettivo prioritario per me»ha confessato l’autrice in una recente intervista a Vanity Fair. «La storia è inventata e spero piaccia ovviamente, ma desideravo che il libro avesse anche un'utilità sociale. La Legge 40 sulla procreazione assistita è molto tranchant e sono troppe le donne che nel nostro paese perdono un'opportunità di maternità, desiderandola tantissimo».

Ospite da Serena Bortone a Oggi è un altro giorno ha ricordato anche come molte donne single vadano in Spagna per sottoporsi all’inseminazione artificiale da donatore sconosciuto, pratica in Italia non legale: «Ho intervistato tante ragazze che hanno fatto un figlio anche senza un compagno. Per loro è stato un atto di coraggio e di amore» ha aggiunto. L’autrice ha infatti raccolto decine e decine di testimonianze femminili per raccontare la sua storia.

Giorgia Surina ha 47 anni, è single e non ha figli e in proposito alcuni anni fa, sempre interpellata da Vanity Fair, aveva dichiarato:« L’arrivo di un bambino sarebbe il regalo più bello che la vita potrebbe farmi, ma nonostante l’età non provo nessuna paranoia o ansia rispetto alla maternità. Sono serena e tranquilla, perché sono convinta che le cose arrivino quando devono arrivare».

Oggi non fa mistero che «molti degli stati d'animo e delle paure  delle protagoniste sono anche le mie, di oggi e di ieri». Del resto, sono in molte, quando l’età avanza, ad avvertire una pressione sociale oltre che spesso familiare ad avere un figlio. «Una donna non è una donna solo perché può diventare madre o meno, è una donna e basta» ha recentemente ribadito in una intervista a Fanpage. «Per me è importante capire che ci sono donne diverse. È importante che si arrivi a non giudicare. Come io non giudico chi fa un figlio a 20 anni non vorrei che qualcuno giudicasse me perché fino a questo momento quel passaggio non è arrivato, per mille motivi».

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