Sanihelp.it – Dopo lunghi giorni di attesa e di rumors, il 2 maggio, alle 8 e 34, finalmente è nata la principessa di Cambridge che, come da annuncio di ieri 4 maggio, si chiama Charlotte Elizabeth Diana. A dare la notizia è stato un tweet dall’account di Kensington Palace.
Il parto è stato naturale ed è avvenuto dopo poco più di un paio d’ore di travaglio: Kate, infatti, era stata accompagnata alla Lindo Wing del Saint Mary's Hospital di Londra attorno alle sei del mattino da William che ha poi assistito alla nascita della sua secondogenita, così come aveva fatto per George. La piccina pesa 8,33 libbre, circa 3 chili e 700 grammi.
E a tempo di record, a poche ore dal parto, la neomamma si è presentata in pubblico con la bimba in braccio e a fianco del marito, all’uscita dell’ospedale per il rientro a casa ed è apparsa da subito fresca e rilassata. Merito di quello che i media inglesi hanno definito team Kate, uno stuolo di alleati, tra cui la parrucchiera di famiglia, che si è presentata in ospedale con gli attrezzi del mestiere. Ma Kate ha sfoggiato anche un make-up curato e discreto e un vestito pensato per distogliere l’attenzione dal pancino.
La dimissione lampo e la presenza impeccabile della duchessa non hanno mancato anche di alimentare qualche teoria di complotti e dietrologie, provenienti dalla Russia. L’ipotesi, tanto choc quanto poco credibile, è che la bimba sia nata prima di quanto dichiarato e da una madre surrogato: Kate, quindi, avrebbe portato un finto pancione per nove mesi.
La principessa Charlotte è la quarta in linea di successione, dopo Carlo, William e il fratellino George, la prima tra le donne (le principesse di York, Beatrice e Eugenie, sono rispettivamente settima e ottava). E anche se Kate dovesse avere un terzogenito maschio, quest’ultimo non la scavalcherà, grazie al Succession to the Crown Act, la nuova legge britannica ( approvata ad aprile del 2013 e valida per i nati dopo il 28 ottobre 2011), che per gli eredi al trono non fa più distinzione tra maschi e femmine e fa valere solo l’ordine di anzianità.