Sanihelp.it – «Se sei incinta, stai pensando di avere un bambino o stai allattando, non bere alcolici, potrebbero provocare danni al tuo piccolo. Parlane con il tuo ginecologo». Con queste parole l’attrice Francesca Cavallin, da pochi mesi mamma del suo secondo bambino, interviene nello spot della campagna Se aspetti un bambino, l’alcol può attendere, ideata da Assobirra in collaborazione con Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia.
Giunta alla terza edizione, la campagna punta a sensibilizzare le donne sui rischi del consumo di alcol durante la gestazione e sulla loro prevenzione. Manca ancora, infatti, sufficiente consapevolezza: stando un’indagine Doxa condotta su oltre 800 donne tra i 18 e i 44 anni (di cui 412 incinte e/o con figli piccoli e 425 senza figli), il 65% delle donne che ha avuto un figlio si mostra informata sui rischi e sa che in quei mesi è meglio non bere alcolici. Ma tra il dire e il fare come al solito c’è di mezzo il mare: una donna su tre comunque non sospende il consumo di alcolici nei nove mesi e il 67% non considera rischioso bere bevande alcolici ogni tanto.
Il bambino che deve nascere non è in grado di difendersi dall’alcol consumato dalla madre che può così interferire con il suo sviluppo causandogli una serie di danni, patologie fetali alcol correlate, per le quali non esistono cure.
Perché smettere completamente e da subito? Perché l’alcol danneggia il feto sin dal concepimento e soprattutto non c’è una quantità sicura: sono troppe le differenze nell’organismo donna e donna nella gestione dell’alcol, per cui la vera prevenzione consiste nel bandire alcolici per tutti i nove mesi e anche durante l’allattamento. Per maggior informazioni sul tema alcol e gravidanza, è possibile visitare il sito internet realizzato ad hoc per la Campagna: Seaspettiunbambino.it