Sanihelp.it – Si chiama Stefano Belisari, ha una moglie, Camilla, e due figli gemelli di 8 anni, Ulisse e Dante. Stiamo parlando della voce dello storico gruppo ormai in via di scioglimento Elio e le storie tese, quello che tutti universalmente conoscono come Elio. Sempre molto riservato per quanto riguarda le questioni private, da qualche mese a questa parte ha però scelto di raccontare un po’ più di sé e in particolare del figlio Dante, autistico. Una scelta che nasce proprio dal desiderio di sollevare il velo che circonda l’autismo e aiutare le famiglie, come la sua, alle prese tutti i giorni con questa condizione.
Dopo varie interviste rilasciate negli ultimi mesi, si è rivolto anche a Michele Serra, di Repubblica, uno che, come dice lui, leggono in molti perché «dobbiamo far sapere un po’ di cose sull’autismo». Il tutto con il sostegno dello psicologo Lucio Moderato, direttore dei Servizi per l’autismo alla fondazione Sacra Famiglia, a Cesano Boscone, considerato massimo esperto in materia, nonché fratello di colui che ha in cura proprio il piccolo Dante.
Elio e la moglie si sono accorti piuttosto presto che qualcosa nel figlio non andava, complice la presenza di un gemello che non manifestava gli stessi problemi nello sviluppo cognitivo. L’autismo è una sindrome che può avere molteplici sfaccettature, un «deficit dello sviluppo neurologico che produce forti limitazioni nelle relazioni umane, tendenza alla chiusura, alla maniacalità, alla specializzazione ossessiva. Fino alla totale incomunicabilità e asocialità; alla incapacità di provvedere a se stessi; con sofferenze pesanti, a volte insostenibili, per le famiglie» come ricorda Serra.
La diagnosi non è facile, ma è fondamentale e deve essere precoce, perché prima si affronta l’autismo con opportune terapie cognitivo-comportamentali, prima e meglio si riesce a conviverci. «L’autismo non è una malattia, è un disturbo dello sviluppo cognitivo. Ed è una condizione genetica, come nascere senza braccia o con le gambe corte. È insensato dire: ti guarisco. È giusto dire: faccio di tutto perché tu possa vivere ugualmente, migliorare anche di molto non solo la tua qualità della vita, anche quella della tua famiglia. È un processo abilitativo-esistenziale» ricorda Moderato.
Ma è qui che cominciano i problemi, come evidenzia Elio: «Se hai un tumore vai all’oncologico, se ti rompi una gamba vai in ortopedia, ma se tuo figlio è strano, scende dal passeggino e comincia a correre come un pazzo, e tu passi le giornate a inseguirlo col terrore che finisca sotto una macchina, o che ai giardinetti salti addosso a un pitbull che lo sbrana, e il pediatra ti dice che probabilmente è autistico, non sai dove sbattere la testa. Il bambino urla nei negozi, la gente guarda male i genitori perché pensa che è maleducato. Non si volta quando gli parli, e l’esame audiometrico non serve a niente. Conosco persone che sono finite ovunque, cadute nelle mani di chiunque».
Il rischio è proprio quello di incappare in ciarlatani: «Ci sono i teorici della chelazione, che attribuiscono l’autismo ai metalli pesanti nell’organismo e lo curano con altri metalli pesanti, facendo gravi danni. Quelli che dicono che tutto dipende dalla dieta, e propinano beveroni da ottocento euro a botta. Quelli che colpevolizzano i genitori dicendo che l’autismo è frutto del disamore» continua Elio.
E non solo: «Mi sono reso conto che le associazioni di genitori sono un grande casino, circoli sparsi, niente di strutturato a livello nazionale, e invece sarebbe decisivo arrivare finalmente a un’uniformità, a una coerenza di azione» sottolinea il cantante, che si è impegnato in una raccolta firme da portare al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per chiedere di attuare le leggi esistenti, che sono buone leggi, regionali e nazionali. Esistono le strutture, esistono i metodi riabilitativi, i soldi ci sono, la speranza è di fare della Lombardia una regione-guida nel trattamento dell’autismo e nel sostegno alle famiglie.
Elio ci è riuscito, non senza scontrarsi anche con quanti insistevano sulla relazione, ampiamente smentita, tra autismo e vaccini. Anche lo psicologo sottolinea: «se si sospendono le vaccinazioni i casi di autismo rimangono gli stessi, i casi di poliomielite aumentano a dismisura».
Sulle cause si sa ancora poco, se non che entra in gioco la predisposizione genetiche, ma anche l’influenza ambientale, e la diagnosi non è facile, perché non si basa su esami specifici. Il cervello umano resta ancora in parte difficile da decifrare, ma, come conclude Serra, facendosi portavoce di Elio: «ogni cervello umano corrisponde a una vita, ed è di quella vita che ci si deve prendere cura. Si può fare».