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Piccoli al sole, le dieci regole da rispettare

Estate al sole

Sanihelp.it – Pur fondamentale per una crescita sana, il sole va preso con grande cautela in età pediatrica. Ecco i dieci consigli perché i piccoli possano godere al meglio la bella stagione senza correre rischi.


1. I neonati non devono stare al sole 

Fino ai sei mesi di età è da evitare totalmente l’esposizione diretta ai raggi solari. I neonati infatti non hanno ancora sviluppato i naturali meccanismi di protezione dai possibili danni provocati dai raggi. Hanno una pelle sottile, fragile e indifesa: i melanociti, le cellule che producono melanina, sono immaturi e incapaci di sviluppare l’abbronzatura che è lo scudo naturale contro il sole. Attenzione quando i bimbi sono così piccoli anche al riverbero solare, sia al mare che in montagna: in sostanza non è una buona idea camminare sul bagnasciuga con il bebè in braccio quando c’è il sole neppure se si è usata la crema solare che per i neonati non offre sufficiente protezione. Neppure l’ombrellino della carrozzina protegge a dovere: meglio stare all’ombra e portare il piccolo a spasso nelle ore più fresche.  

2. I bambini vanno sempre protetti  

Il sistema di difesa della cute al sole non è ancora del tutto sviluppato nei bambini che vanno quindi sempre protetti quando stanno al sole usando una crema solare in modo da schermare i raggi evitando eritemi e scottature. Oltre ad essere molto fastidiose per i piccoli e rovinare la vacanza, le ustioni solari rappresentano un insulto di cui la pelle conserva memoria anche negli anni a venire: è stato verificato infatti che i soggetti che hanno subito scottature nell’infanzia sono maggiormente soggetti allo sviluppo di tumori della pelle in età adulta.

3. Esclusivamente solari per bambini

La cute particolarmente delicata e fragile e hanno quindi bisogno sotto il sole di formule protettive studiate per le loro esigenze. Le caratteristiche di un solare per bimbi? La presenza di un sistema filtrante alto (SPF 50) realizzato con filtri fisici costituiti da minuscole particelle minerali che riflettono i raggi solari, impedendo loro di raggiungere l’epidermide. Fondamentale nei solari per i più piccoli anche la buona resistenza all’acqua e al sudore vista la vivacità delle giornate dei piccoli e una facilità di utilizzo per semplificare al massimo il compito dell’applicazione alle mamme. Altra caratteristica dei solari per i bambini è quella di limitare al massimo la presenza di sostanze potenzialmente allergizzanti come il profumo e di arricchire la formula con principi attivi addolcenti e lenitivi come l’aloe, la vitamina B5, l’acqua termale, il bisabololo.


4. Occorre applicarli bene 

I solari vano applicati già prima di uscire di casa, su tutto il corpo, nessun punto escluso ricordandosi anche delle orecchie e del collo del piede, della parte appena sotto il costume che rischia di scottarsi se il tessuto si sposta mentre il bimbo gioca e della parte posteriore delle gambe. Le formulazioni in spray sono sicuramente di aiuto in questo compito non sempre semplice: importante ricordare che oltre a metterle ovunque vanno usate in dose piuttosto generosa perché possano davvero proteggere al meglio.

5. Bisogna rimettere il solare ogni due ore 

Dopo un paio di ore dall’applicazione i solari perdono di efficacia. Vale per tutti e in modo particolare per i bambini che giocano, si rotolano nella sabbia, entrano ed escono dall’acqua. Ecco perché per offrire alla pelle la giusta protezione è importante che le mamme rinnovino l’applicazione del solare ogni paio di ore e sempre dopo il bagno perché, anche se resistente all’acqua il solare, perde comunque di efficacia soprattutto se l’immersione è prolungata. 

6. Mai nelle ore centrali della giornata

Anche se protetti dallo scudo di un solare, i bambini non dovrebbero mai stare al sole dalle dodici alle sedici, le ore in cui il sole è più diretto e quindi più pericoloso. La precauzione vale in modo particolare per i più piccoli che oltre ai danni del sole possono soffrire per il caldo visto che il loro sistema di termoregolazione è ancora immaturo e non permette un’adeguata traspirazione necessaria per disperdere il calore.

7. Ci vuole anche un cappellino

Proprio perché i piccoli rischiano facilmente un colpo di calore, al sole è opportuno che indossino sempre un cappellino per proteggersi dal caldo, meglio se con la visiera per evitare che i raggi arrivino sul viso e colpiscano gli occhi. Buona regola sarebbe anche quella di bagnare spesso la testa del piccolo e di abituarlo dai due anni a portare gli occhiali da sole, l’indispensabile protezione per gli occhi dai raggi ultravioletti che ne tempo possono causare seri problemi.

8. L'ombrellone non protegge 

Tenere il piccolo sotto l’ombrellone non lo mette del tutto al riparo dai rischi del sole per via delle radiazioni riflesse. E sempre in tema di raggi riflessi attenzione quando il piccolo è in acqua o seduto su una sabbia chiara perché il riflesso intensifica ancora di più la potenza dei raggi ed espone ad un maggior rischio di scottature.

9. La protezione serve in tutte le occasioni

Il solare non è un prodotto da mare. Va messo al piccolo in tutte le condizioni di esposizione. In montagna, innanzitutto, anche perché l’altitudine aumenta la potenza, e quindi la pericolosità, dei raggi ma anche in campagna, al lago, in piscina. Persino quando i bimbi giocano in un parco in città sarebbe opportuno proteggere le parti scoperte per evitare qualsiasi rischio di arrossamenti e scottature.

10. Al tramonto è utile il doposole

Nelle formulazioni specifiche studiate per loro attenua infatti le sensazioni di calore e i piccoli fastidi dovuti a una giornata tra sole, mare e caldo; in più apporta idratazione alla cute e la aiuta a mantenersi morbida senza la secchezza che può facilmente dar vita a irritazioni e rossori. Va messo in dose generosa sempre dopo la doccia serale, la più accurata della giornata, che richiede acqua tiepida e un detergente delicato per portare via sudore, sabbia, residui di solari che restando sulla pelle di notte possono infastidirla.

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