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Dentifrici al fluoro: tutta la verità

Troppo fluoro può causare una malattia

Sanihelp.it – Fluoro sì o fluoro no? Nella querelle sollevata dallo studio del Cochrane Oral Health Group londinese, secondo il quale i genitori dovrebbero acquistare dentifrici con forti concentrazioni di fluoro se vogliono prevenire le carie nei loro figli, interviene anche il Codacons, l’associazione nazionale a difesa dei consumatori.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che l’impiego del fluoro, un minerale fondamentale per lo sviluppo sia osseo che dentale, rappresenti il metodo più efficace per la prevenzione della carie. Il fluoro è un sale minerale molto diffuso in natura: è presente nel suolo, nelle acque e in alcuni cibi (tè, pesce azzurro, verdure), ma la quantità che il nostro organismo ricava dagli alimenti non supera il 40% del fabbisogno totale. Da qui la necessità di inserire il fluoro nei dentifrici per bambini.

I ricercatori inglesi sostengono però che i dentifrici con basse concentrazioni di fluoro – meno di 1.000 parti per milione – sono efficaci nel prevenire le carie quanto quelli senza fluoro. Quelli invece ad alta concentrazione di fluoro sarebbero in grado di ridurre del 24% le carie.

Il problema è che un’eccessiva assunzione di fluoro può causare una malattia chiamata fluorosi, che si manifesta con macchie bianche sullo smalto dei denti, spesso irreversibili. Secondo gli studi, il rischio di fluorosi è limitato ai bambini d'età inferiore ai nove anni: lo smalto, da quel momento, non è più soggetto a rischi poiché la sua maturazione pre-eruttiva è completata.

Per quanto nella ricerca londinese si ammetta che utilizzare un dentifricio al fluoro può portare a un aumento del rischio di sviluppare fluorosi e che, quindi, per i bambini con meno di sei anni d'età è raccomandato un dentifricio a basso contenuto di fluoro, il Codacons sottolinea come poi, per tutti gli altri, la ricerca finisca con il sostenere che il rischio di carie e le sue conseguenze, come i dolori e l'estrazione del dente, sono superiori al rischio limitato di fluorosi.

L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che la fluorosi dentale e scheletrica (con aumentata fragilità ossea) sono le conseguenze più documentate dell’eccessiva ingestione di fluoro, ma sono stati descritti anche effetti sistemici sulla tiroide e una possibile associazione con insorgenza di osteosarcoma.

Per questo, allo scopo di avere un quadro completo dei possibili rischi, la Commissione Europea ha chiesto al Comitato Scientifico della DG Sancho Scher un parere scientifico, che è ancora in corso di elaborazione.


Insomma, il fluoro potrà anche essere utile contro la carie, ma sugli effetti nocivi sono in corso altri studi che vanno ben oltre la fluorosi. Molti studiosi, per esempio, si stanno interrogando se gli effetti nocivi del fluoro riguardino solo i minori oppure se esista una correlazione tra la presenza di fluoro e alcuni tumori come quelli alle vie orali.

Aspettando i risultati di queste indagini, ricordiamo che le Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva emanate nel maggio del 2007 dal Ministero della Salute raccomandano la somministrazione di fluoro attraverso l’uso di paste dentifrice a basso contenuto di fluoro (500 ppm) dai 3 fino ai 6 anni, due volte al giorno. Dopo i 6 anni, l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro due volte al giorno è di fondamentale importanza nella prevenzione della carie.

Il 2 aprile 2008 inoltre il Ministero ha emanato anche un decreto che stabilisce che i dentifrici contenenti tra lo 0,1% e lo 0,15% di fluoruro devono riportare obbligatoriamente in etichetta la dicitura Controindicato nei bambini.

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