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Scuola: 10 segnali per capire se tuo figlio è un bullo

Le dritte degli esperti per scuola e casa

Sanihelp.it – A febbraio di ogni anno si celebra il Safer Internet Day, Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, per la quale quest’anno in Italia il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha lanciato una nuova campagna contro bullismo e cyberbullismo. Questi fenomeni infatti non riguardano solo la vita reale, a scuola o a casa. 


​«Perché un ragazzo dovrebbe diventare un cyber bullo? – si chiede la dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy – Il motivo è che il dominio sull’altro, il fatto di provocargli stati d’animo spiacevoli e umilianti e assoggettarlo a sé facendo leva sulla paura, è un surrogato della stima di sé.

Il bullo ​o la bulla costruiscono un senso di potere personale sulle spalle della debolezza provocata negli altri. Chi si comporta da bullo, contrariamente alle apparenze, non è una persona forte e sicura di sé ma esprime insicurezza, scarsa autostima e immaturità. Come le vittime, ha bisogno di aiuto e non di essere condannato o isolato. La cura per questi ragazzi è «fargli sentire l’amore incondizionato di chi si prende cura di loro, cosa a cui non sono per nulla abituati, a cui non credono, per cui resistono».

Quali sono i 10 comportamenti che devono far suonare un campanello d’allarme ai genitori, perché è possibile che il figlio sia o stia per diventare un bullo?

1. È spesso nervoso e impulsivo o si chiude in lunghi silenzi. «Le caratteristiche di un bullo sono la spavalderia e la negazione della propria fragilità. Ma il ragazzo potrebbe anche chiudersi in lunghi silenzi, in una sorta di ritiro sociale, come se vivesse solo covando risentimento e aspettando la possibilità di esercitare il proprio potere perverso».

2. È aggressivo e incapace di esprimere in modo costruttivo i propri stati d’animo. Un ragazzo che passa molte ore da solo, è sempre davanti al computer, fa battutine sarcastiche sulla purezza delle ragazze o sull’affidabilità degli adulti, reagisce ai rimproveri sbattendo le porte e dicendo parolacce, «sta celando nel suo cuore qualcosa che va compreso».

3. In famiglia ci sono storie di abusi, anche solo verbali. «Sappiamo che tutti coloro che usano comportamenti di abuso hanno imparato a sottomettere l’altro dalla loro storia familiare. Gli abusanti, tra cui i bulli​, sono stati umiliati, hanno subito umiliazioni dai genitori o dagli educatori. Non hanno potuto sviluppare un potere personale pieno e rispettoso verso l’altro. Devono rubare la stima di sé ai più deboli, perché l’unico modo che hanno per sentirsi potenti e validi è l’abuso di potere su chi sentono debole. E si sentono legittimati a farlo perché anche loro l’hanno subito».


4. Frequenta cattive compagnie. «Il genitore deve abbandonare l'atteggiamento polliannico di vedere tutto ciò che riguarda il figlio come roseo e innocente. ​I ragazzi hanno bisogno di confrontarsi con i pari, dunque il genitore deve controllare che compagnie frequenta non per soffocarlo ma per garantirgli un ambiente sicuro».

5. Cerca disperatamente di essere membro di un gruppo. A volte un ragazzo o una ragazza possono diventare bulli «non perché non hanno ricevuto rispetto e amore dagli adulti ma perché si lasciano influenzare dal gruppo. Hanno bisogno di appartenenza. Dovremmo  attivarci per costruire delle occasioni sane di stare in gruppo».

6. Prova imbarazzo davanti a gesti d’affetto. I bulli «non reggono l’emozione di essere amati e devono fuggirla come un paradiso perduto».

7. Sta sveglio fino a tardi per usare pc e smartphone. Per il bullo, «andare in Rete è fonte di piacere, necessario a nutrire una stima di sé fragile, fittizia. Si va in Rete per cercare di affermare il proprio potere, mentre ciò che si evita è sentire la propria fragilità e la propria paura».

8. Passa troppo tempo in chat o sui social. «Le chat e i social educano i ragazzi a un potere manipolativo, virtuale e impersonale che non passa più dalla relazione umana e dalla negoziazione dei sentimenti. E quindi diventa un ambiente ideale per i bulli».

9. Non rispetta le regole. Il bullismo spesso è figlio di un’educazione carente sul piano del rispetto delle regole. «Se i genitori non intervengono quando le regole di casa, della famiglia e riguardanti la scuola vengono violate, il bambino, a lungo andare, può cominciare a pensare che questo comportamento non solo sia tollerabile e accettabile, ma anche vantaggioso».

10. Il suo rendimento a scuola è scarso. «Ciò accade in particolare per i bulli gregari, che agiscono sotto istigazione del gruppo e che con i loro atti di bullismo ottengono già tutto ciò che desiderano: accettazione da parte del gruppo, notorietà, visibilità, stima. Non hanno più bisogno di impegnarsi nello studio per ottenere dalla società la stessa gratificazione che possono avere in modo più semplice e rapido».

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