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Gravidanza: quattro consigli anti-gonfiore

Piccoli disturbi digestivi

Sanihelp.it – Le future mamme devono farci un po’ l’abitudine: quei nove mesi della dolce attesa possono essere costellati anche da qualche disturbo indesiderato.


Durante i mesi della gravidanza si fa strada un cambiamento radicale nell’equilibrio dell’organismo; tra gli organi e apparati che possono soffrire in questo periodo c’è l’apparato digerente.
Questi disturbi, ritenuti dagli esperti fisiologici nelle donne incinte, interessano una donna su tre, cioè un terzo delle gestanti, e consistono in: senso di nausea nel primo trimestre, sensazione di acido in bocca, particolarmente frequente a partire dagli ultimi tre mesi, e senso di pesantezza allo stomaco soprattutto dopo i pasti e che si manifesta con fastidiosi gonfiori e dolori addominali.

Perché questi malesseri? La responsabilità va attribuita a due condizioni della dolce attesa: il profilo ormonale con i picchi di progesterone e l’ingrossamento dell’utero.

Il profilo ormonale è caratterizzato da picchi di progesterone che via via si fanno più netti e predispongono alla fisiologica lassità, un rilassamento del tono dello sfintere esofageo inferiore. Si tratta della valvolina posta in fondo all’esofago prima dell’inizio del cardias, la prima parte dello stomaco. Lo sfintere ha difficoltà a chiudersi bene e questo innesca il problema della risalita dei succhi gastrici e dei residui di cibo in esofago.
L’ingrossamento dell’utero è dovuto alla crescita del feto, per questo il disturbo diviene più importante nelle ultime settimane della gestazione.

Come convivere allora con questi fastidi, sapendo che per tutta la gestazione sono sconsigliati i farmaci? «Occorre attuare i rimedi, le regole alimentari e lo stile di vita che contrastano questi piccoli disturbi senza provocare danni al bambino e alla futura mamma – spiega la dottoressa Lydia Soletti, specializzata in Chirurgia dell'Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva – Il nostro organismo, peraltro, mette in atto il meccanismo fisiologico dell’ipersalivazione: la saliva, infatti, contiene un’alta percentuale di bicarbonato, che contrasta l’acidità che si forma in esofago con la risalita dei succhi gastrici».

Ecco alcuni consigli:

1) A tavola: optare per pasti leggeri e non abbondanti, limitare l’uso di fritti e condimenti ricchi di grassi come intingoli e sughi, che richiedono una digestione lunga e faticosa e possono predisporre al rallentamento dello svuotamento dello stomaco. Limitare e quando i disturbi si sono già manifestati eliminare i cibi acidi o che incrementano l’acidità: pomodori e salse di pomodori, spezie, agrumi, tè e caffè, menta e cioccolato, vino e alcolici.


2) Dopo i pasti: non coricarsi subito dopo aver mangiato perché la digestione viene rallentata e, soprattutto, viene favorita la risalita dei succhi gastrici verso l’esofago. Consiglio valido sia per il pasto di mezzogiorno sia alla sera. Far passare almeno un’ora tra la fine del pasto e il momento di coricarsi. Optare per una breve passeggiata subito dopo il pasto.

3) Nei momenti di relax: scegliere un cuscino che consenta di tenere la testa più elevata del solito, almeno di 20 centimetri.

4) Durante la giornata: non utilizzare un vestiario troppo stretto sulla vita che potrebbe esercitare una pressione sullo stomaco e favorire disturbi e dolori. Evitare gli sforzi di qualunque genere, anche soltanto spostare una borsa della spesa a stomaco pieno.

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