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Biberon: oggi sono più sicuri

Stop al bisfenolo A

Sanihelp.it – Una decisione della Commissione europea per la sicurezza degli alimenti (EFSA) ha messo al bando una sostanza, il bisfenolo A, dai biberon di plastica per bambini. Il motivo è la presunta tossicità di questo componente, in seguito ad alcuni studi effettuati in materia.


Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica usata per produrre plastiche e resine. L’esposizione attraverso gli alimenti è dovuta al suo impiego in talune materiali, per esempio nel policarbonato, un tipo di plastica rigida trasparente utilizzato per produrre recipienti per uso alimentare come le bottiglie per bibite, i biberon, le stoviglie di plastica e i recipienti di plastica.

La popolazione è esposta a questa sostanza perché questa può migrare dai contenitori ai cibi o alle bevande, soprattutto se queste vengono riscaldate a temperature elevate o se il contenitore è usurato o crepato.
I bambini sono più esposti al rischio perché il loro consumo di alimenti e bevande, riferito al peso corporeo, è molto più elevato rispetto agli adulti. Infatti i fabbisogni dei piccoli sono maggiori in termini sia di calorie che di acqua.

L’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti è autorizzato nell’Unione europea, che ha fissato per questa sostanza una dose giornaliera tollerabile (DGT) di 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso. La DGT è una stima della quantità di una sostanza, espressa in base al peso corporeo, che può essere ingerita ogni giorno per tutta la vita senza rischi apprezzabili.

Il BPA appartiene a un gruppo di sostanze chimiche potenzialmente in grado di interagire con i sistemi ormonali dell’organismo: è capace infatti di imitare gli estrogeni, con effetti sulla fertilità, la riproduzione e il sistema endocrino che sono stati oggetto di numerosi dibattiti scientifici.

La Commissione europea ritiene che, allo stato attuale della ricerca scientifica, esistono delle incertezze sulla pericolosità dell'esposizione al bisfenolo-A per i bambini che utilizzano biberon di policarbonato e, in attesa di chiarimenti, ha adottato il principio di precauzione, secondo cui il bisfenolo A è da non utilizzare per la fabbricazione di questi prodotti.

La restrizione è in vigore dal 1° maggio 2011; inoltre, dal 1° luglio biberon con BPA non potranno neppure essere importati e commercializzati nel nostro Paese. Pertanto tutti i biberon con queste caratteristiche presenti sul mercato dovranno essere ritirati entro la metà del 2011.


Ma le mamme possono stare tranquille: i dati tossicologici presi in considerazione dall’EFSA hanno concluso che il rischio associato è molto basso poiché l’esposizione è inferiore alla dose tollerabile giornaliera stabilita. Per esempio, un bambino di tre mesi alimentato con biberon che pesa circa 6 kg dovrebbe consumare più del quadruplo del normale numero di biberon al giorno prima di raggiungere la DGT.

Intanto, a seguito di questi eventi, si stanno diffondendo sempre di più nel nostro paese i biberon BPA free, fabbricati con materiali alternativi che si possono acquistare nei negozi o su Internet.

Un suggerimento per ridurre l’esposizione al BPA può essere di usare biberon di vetro nei primi mesi di vita, per poi sostituirli con quello di plastica quando il bambino cresce e rischia di ferirsi giocandoci. La scelta può allora cadere su plastiche quali il poliammide, il polipropilene e il polietersulfone, che non rilasciano il BPA.
Per chi usa invece contenitori o biberon di policarbonato, è opportuno disfarsi degli articoli non appena la plastica comincia a presentare il caratteristico aspetto a ragnatela, che favorisce il passaggio delle sostanze chimiche.

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