Sanihelp.it – Trascorrendo gran parte del tempo libero all’aria aperta, nei parchi, nei prati, al fiume o in mare, i bimbi sono il bersaglio preferito di zanzare, tafani, api, vespe, calabroni e zecche.
Gli insetti, che colpiscono le zone più esposte e scoperte del corpo, come viso, braccia, gambe, caviglie e mani, si dividono in due tipologie: imenotteri, come api, calabroni e vespe, e insetti che succhiano il sangue per sopravvivere, come tafani e zanzare.
Una volta che l’insetto punge, la saliva iniettata provoca il rilascio dell’istamina da parte dell’organismo, provocando dolore pungente, bruciore e prurito. In generale le lesioni da puntura provocano un sovra-slivellamento della cute, che si presenta arrossata, dove solitamente è possibile notare una crosticina puntiforme, che corrisponde al diametro del pungiglione.
Nelle situazioni più gravi, ma comunque rare, le reazioni allergiche possono arrivare addirittura a provocare shock anafilattico, come nel caso della puntura di ape o del calabrone.
«Con pochi accorgimenti è possibile evitare il problema o ridurne gli effetti negativi», spiega la professoressa Susanna Esposito, Presidente SITIP, Società Italiana Infettivologia Pediatrica, e Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica, presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano.
In particolare la SITIP consiglia di:
1. Evitare indumenti di colore scuro; meglio vestiti con maniche lunghe, pantaloni lunghi, calzini e scarpe chiuse.
2. Non spruzzarsi profumi o lozioni forti ma cospargere più volte la pelle con lozioni a base di sostanze ad azione repellente per gli insetti; disporre di insetticidi di pronto e facile impiego.
3. Non lasciare all’aperto cibi di scarto e non sostare in vicinanza di bevande o cibi molto dolci.
4. Fare attenzione a quando si cucina o si mangia all’aperto, specie nei mesi estivi e in aperta campagna e tenere chiuse le finestre di casa, i finestrini dell'auto e i contenitori dei rifiuti.
5. Sistemare le zanzariere alla finestra della camera dei più piccoli o sulla culla.
6. Usare cautela in vicinanza di luoghi che più frequentemente sono sede di nidi di api, vespe e calabroni, come in vicinanza dei produttori di miele, in campagna nel periodo di maturazione della frutta e durante la vendemmia.
7. Evitare di uscire al tramonto o all’alba, momenti in cui solitamente gli insetti (soprattutto le zanzare) pungono più frequentemente.
8. Adottare precauzioni quando i bambini praticano sport all’aperto, dato che sudore e l’anidride carbonica emessa con il respiro attraggono gli insetti.
9. Spiegare al bambino che non deve mai lanciare oggetti contro un alveare, né provare a farlo cadere; spiegargli che se viene circondato da uno sciame deve allontanarsi molto lentamente, senza tentare di scacciare gli insetti; infatti i movimenti bruschi li eccitano e li rendono ancora più aggressivi.
10. Far rimuovere da personale esperto nidi di api, vespe o calabroni eventualmente presenti nei pressi della casa.
11. Infilare il bordo dei pantaloni all’interno delle calze quando si cammina attraverso cespugli ed erba incolta.
12. Non lasciare i sottovasi del balcone pieni d’acqua, dopo aver innaffiato i fiori.
13. Nelle situazioni che possono essere a rischio (zone tropicali, paludose) far indossare ai bambini maniche e pantaloni lunghi (non farli camminare mai a piedi scalzi).
14. Fare in modo che il bambino non gratti né sprema né incida la sede della puntura.
15. Non somministrare farmaci per bocca, se non su indicazione del medico.
«Per quanto riguarda gli insetticidi – sottolinea la professoressa Esposito – è bene evitare quelli chimici, che possono causare lacrimazione agli occhi e irritazione alle vie respiratorie. Se capita di utilizzarli, è importante aerare la stanza per almeno mezz’ora.
Possono invece essere lasciati accesi, anche tutta la notte, piccoli apparecchi elettrici che emettono ultrasuoni, onde sonore non fastidiose per l’orecchio umano, ma intollerabili per gli insetti. Vanno bene anche i classici zampironi o le candele alle essenze naturali, come la citronella e il geranio. Vanno usati solo all’aperto e devono essere posizionati in luoghi dove i più piccoli non riescano a raggiungerli», conclude l'esperta.
In caso di shock anafilattico:
1. Rimuovere prontamente il pungiglione in caso di puntura di ape (si può prevenire o ridurre gli effetti della puntura): il sacco di veleno attaccato al pungiglione si svuota entro 2-3 minuti.
2. I soggetti a rischio, che hanno presentato reazioni precedenti, dovrebbero essere sempre muniti di preparazioni di adrenalina predosata in siringa auto-iniettabile.
3. Agire prontamente e condurre il bambino al più vicino pronto soccorso, perché il farmaco di scelta è l’adrenalina, che va iniettata intramuscolo o per via endovenosa in maniera ripetuta.
4. Altri farmaci da somministrare (anche contemporaneamente) sono cortisonici e antistaminici.
5. Ulteriori provvedimenti terapeutici sono da considerare in presenza di edema della glottide, broncospasmo e ipotensione persistente.
6. L’immunoterapia specifica con veleno purificato di imenotteri è in grado di prevenire successive reazioni sistemiche nel 95% circa dei casi di soggetti trattati; deve essere prescritta in ambiente ospedaliero.