Sanihelp.it – Durante il periodo della maternità è importante curare con più attenzione la qualità della dieta. Alcuni studi però dimostrano che, proprio in questo arco di tempo, l’apporto di determinati nutrienti risulta talvolta inadeguato ai fabbisogni della donna.
Le maggiori carenze riguardano acido folico, ferro e vitamina D. Anche il DHA (acido grasso della serie Omega 3) riveste un ruolo fondamentale e dovrebbe essere presente nell’alimentazione in quantità adeguate. In generale le possibili carenze nutrizionali sono correlate a condizioni particolari, stili di vita e abitudini scorrette.
«Le donne più a rischio di carenze nutrizionali durante la gravidanza sono quelle più giovani, che fumano, le donne con BMI inferiore o superiore ai range di normalità o con gravidanze ravvicinate. Tuttavia, anche le diete sbilanciate per i ritmi lavorativi e la tendenza ad alimentarsi velocemente sono determinanti», afferma Irene Cetin, Ginecologa, Direttore dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia, Clinica Ostetrica e Ginecologica Ospedale Luigi Sacco, Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche, Università degli Studi di Milano.
Un recente studio ha evidenziato che in media le donne gravide assumono pesce meno di 1 volta alla settimana (la raccomandazione è di 1-2 volte a settimana) e frutta e verdura in quantità medie inferiori alle 2 porzioni al giorno, mentre le raccomandazioni indicherebbero almeno 5-7 porzioni.
In gravidanza, per raggiungere le dosi giornaliere consigliate dei vari nutrienti, i consigli sono. Ripartisci le calorie giornaliere in 5 pasti: colazione, spuntino a metà mattina, pranzo, merenda, cena. Bevi almeno 2 litri di acqua al giorno e limita al massimo l’uso del sale. Elimina insaccati e salumi. Mangia carne magra o pesce fresco, ben cotti, almeno 4 volte alla settimana. Consuma più volte al giorno frutta e verdura fresche e di stagione, pulite o sbucciate con cura.
Al fine di sopperire ad eventuali carenze, solo laddove la dieta non risulti sufficiente e dietro consiglio del medico, è possibile completare la dieta con integratori alimentari.
Durante l'allattamento, è bene compensare le spese energetiche sostenute per la produzione di latte. Non serve una dieta speciale, è sufficiente seguire un’alimentazione varia ed equilibrata.
In uno scenario che negli ultimi 7 anni ha visto aumentare in Italia il numero di donne che allattano al seno fino ai 9/10 mesi, è ancora più importante accrescere nella madre la consapevolezza della necessità di una nutrizione completa e adeguata: la concentrazione di numerosi nutrienti nel latte materno dipende, infatti, dalla corretta alimentazione della mamma.
Elvira Verduci, Pediatra, Ricercatore Universitario, Clinica Pediatrica Ospedale San Paolo, Dipartimento Scienze della Salute, Università degli Studi di Milano, sottolinea: «Durante la gravidanza e l’allattamento al seno il DHA (presente principalmente nel pesce azzurro) risulta di fondamentale importanza per lo sviluppo cerebrale e dell’apparato visivo nel feto e nei lattanti».
La dieta della donna in questo periodo dovrebbe quindi prevedere l’assunzione regolare di cibi ricchi di DHA ed eventualmente prendere in considerazione l’utilizzo di integratori per sopperire a possibili carenze. In gravidanza l’effetto benefico è ottenuto con l’assunzione giornaliera di 200mg di DHA.