Sanihelp.it – Oltre 800 mila morti tra i bambini di tutto il mondo potrebbero essere prevenute grazie a una maggiore diffusione dell’allattamento materno. La metà dei casi mondiali di dissenteria e circa un terzo delle infezioni respiratorie potrebbero essere prevenuti. Periodi di allattamento più prolungati migliorano la salute materna aumentando la distanza fra una gravidanza e l’altra.
Per ciascun anno di allattamento una donna diminuisce del 6% la possibilità di contrarre cancro al seno e avrebbe benefici anche contro il rischio di cancro alle ovaie. Ogni anno 20 mila casi sono prevenuti. Sono alcune delle conclusioni emerse dalla ricerca Breastfeeding Series pubblicata sulla rivista The Lancet e presentata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: dimostra come migliori risultati ai test di intelligenza tra i bambini e gli adolescenti sono associati a un lungo allattamento materno, che favorisce un aumento del quoziente intellettivo fino a 3 punti con conseguenze favorevoli sui risultati durante gli studi, maggiori guadagni sul lavoro e a più produttività.
Tuttavia, alle donne manca il supporto di cui hanno bisogno per allattare. I principali ostacoli derivano dal limitato periodo di maternità concesso alle neo mamme. Il tasso di allattamento esclusivo per 6 mesi, infatti, è pari solo al 35,7% dell’intera popolazione mondiale. L’obiettivo globale previsto dall’OMS per tutti i Paesi è di incrementarlo fino al 50% entro il 2025.
All’11°Simposio Internazionale sull’Allattamento al Seno e la Lattazione organizzato da Medela, è stato ribadito che i bambini allattati al seno beneficiano delle sostanze uniche contenute nel latte materno. Oltre al contenuto energetico ottimale e alla composizione di nutrienti più adatta per il bambino, il latte materno contiene una molteplicità di sostanze bioattive come ormoni, fattori di crescita e componenti antinfiammatorie e immunomodulanti. Quanto al contenuto di zuccheri semplici (oligosaccaridi) il latte umano presenta caratteristiche uniche: nessun altro latte contiene questi zuccheri in quantità e complessità comparabili.
Fino a poco tempo fa si riteneva che questi oligosaccaridi servissero solo da nutrimento per i microorganismi presenti nell'intestino. Invece, come illustrato dal professor Lars Bode (San Diego / Stati Uniti), gli oligosaccaridi impediscono che gli agenti patogeni aderiscano alle mucose, svolgono un'azione antibatterica e influiscono positivamente sul sistema immunitario. In questo modo proteggono dalle infezioni, tra cui l'enterocolite necrotizzante, molto temuta nei nati prematuri.
L'elevato contenuto di acidi grassi a catena lunga risulta utile per lo sviluppo cerebrale. L'acido docosaesaenoico (DHA) e l'acido arachidonico (AA), due acidi grassi a catena lunga polinsaturi, sono presenti in quantità superiori rispetto a quelle contenute nel latte artificiale. Insieme, rappresentano circa il 20% del contenuto di acidi grassi nel cervello e svolgono un ruolo importante nella formazione del tessuto nervoso.
Il gruppo di lavoro del dottor Sean Deoni (Providence/Stati Uniti) ha dimostrato che il cervello dei lattanti nutriti esclusivamente con latte materno è sensibilmente più sviluppato nelle regioni responsabili del linguaggio, dell'emotività e delle funzioni cognitive.
In tutto il mondo le malattie croniche non trasmissibili (malattie cardiovascolari, cancro, malattie respiratorie e diabete mellito) causano oltre 38 milioni di decessi all'anno. La professoressa Donna Geddes (Crawley / Australia) ha sottolineato che la prima infanzia gioca un ruolo chiave nella prevenzione. Studi dimostrano che i bambini allattati al seno crescendo sono più di rado in sovrappeso – principale causa di cardiopatie e diabete – rispetto ai bambini allattati artificialmente.
A ciò contribuiscono diversi fattori, per esempio la composizione del latte materno e gli ormoni che hanno la funzione di controllare l'appetito. Diverse ricerche indicano che la durata dell'allattamento influisce sia sul peso del lattante sia sul rischio di sovrappeso in età successiva.
L'allattamento influisce positivamente anche sulla salute della madre: l'utero riacquisisce più rapidamente il proprio volume dopo il parto e il peso si normalizza più in fretta. Favorisce il metabolismo anche a lungo termine e riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
Per quanto riguarda infine i nati prematuri, l'alimentazione con il latte materno, per esempio somministrato mediante sondino, va considerata lo standard di riferimento. Alcune ricerche condotte in Francia sottolineano il valore delle numerose sostanze contenute nel latte materno.