Sanihelp.it – Uno studio pubblicato sulla rivista Reproductive Toxicology e condotto presso l’università di Adelaide in Australia ha sottolineato come l’uso continuativo della marijuana durante la gestazione aumenta il rischio di partorire prematuramente con tutte le gravi conseguenze di disabilità che ne conseguono per il nascituro.
Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver analizzato i dati relativi a 5588 gestanti di Australia, Nuova Zelanda, Irlanda e Inghilterra: il 5,6 di loro ha dichiarato di aver fatto uso di marijuna prima o dopo l’inizio della gravidanza; quelle che hanno continuato a far uso della sostanza d’abuso fino alla 20.ma settimana di gestazione hanno evidenziato una probabilità fino a 5 volte superiore alle altre di partorire prematuramente, anche tenendo conto dei fattori di rischio per la situazione come età, consumo di alcol, fumo di sigaretta e status sociale ed economico.
Dallo studio è anche emerso che tanto maggiore è stato il consumo di marijuana durante la gestazione tanto maggiore è stata la probabilità che il bambino nascesse prematuro e di molte settimane, aumentando così il rischio per il nascituro del ricorso all’unità di terapia intensiva neonatale con tutti i rischi di disabilità collegati.