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Nausea in gravidanza: disponibile il primo farmaco

Un problema per 8 future mamme su 10

Sanihelp.it – La nausea colpisce fino all’80% delle donne in gravidanza e nel 50% dei casi è associata a episodi di vomito. Fenomeni molto comuni nel primo trimestre, che fanno parte di una serie di sintomi di adattamento materno alla nuova condizione. «Le cause ancora oggi non sono del tutto chiare – afferma Irene Cetin, Direttore UOC di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano – A scatenarla potrebbero essere in primo luogo i cambiamenti ormonali. Uno dei principali fattori che provoca questo malessere è infatti l’aumento dei livelli della gonadotropina corionica umana (Beta-hCG) – un ormone prodotto già pochi giorni dopo il concepimento – che raggiunge i massimi livelli nel sangue materno al terzo mese di gravidanza, per poi decrescere».


Come è stato gestito fino a oggi questo disturbo? «Si tratta per lo più di una terapia sintomatica – risponde l'esperta – Fino a oggi sono stati fatti diversi tentativi come l’assunzione di vitamina B6 che sembra agire sul senso di nausea, mitigandolo. Anche lo zenzero viene spesso utilizzato. In realtà il suo meccanismo non è del tutto chiaro, sebbene alcune evidenze suggeriscono che inibisce i recettori della serotonina ed esercita i suoi effetti antiemetici direttamente sul sistema gastrointestinale».

Da oggi però questi disturbi possono essere alleviati grazie alla combinazione di doxilamina succinato 10 mg e piridossina cloridrato (vitamina B6) 10 mg, la prima e unica associazione antiemetica specificatamente indicata per la nausea e vomito in gravidanza. «I risultati degli studi clinici condotti su oltre 200.000 donne hanno dimostrato che questo farmaco, efficace sin dalla sua prima somministrazione, è sicuro e ben tollerato per le donne in attesa – dichiara Cetin – Il nuovo trattamento è raccomandato dalle Linee Guida ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) come terapia farmacologica di prima scelta. La sicurezza fetale è stata dimostrata in numerosi studi epidemiologici».

Generalmente, la nausea compare tra la quarta e la nona settimana di gestazione, raggiungendo l’apice tra la settima e la dodicesima. Nella maggior parte dei casi, tende a sparire dopo il terzo mese di gravidanza, tuttavia circa il 15% delle donne in dolce attesa continua ad avvertirne i sintomi anche in seguito. In generale, ancora oggi, i ginecologi tendono a sottovalutare questo sintomo e a considerarlo una normale conseguenza della gravidanza, ma sappiamo bene che, in alcuni casi, le nausee delle prime settimane possono essere molto fastidiose. «Sebbene infatti la presenza di nausea e vomito non sia stata mai associata ad esiti avversi, la qualità di vita della gestante può risultarne gravemente compromessa», aggiunge Cetin.

La gravidanza non dovrebbe stravolgere i ritmi abituali e può rappresentare anche l’occasione per migliorare il proprio stile di vita, adottando per esempio un’alimentazione più equilibrata, fattore molto a rischio in condizioni di nausea. In alcuni casi infatti le donne possono assumere comportamenti alimentari che tendono a escludere alcuni cibi e quindi associarsi a carenze nutrizionali proprio nelle prime settimane, periodo durante il quale si programma l’espressione dei geni fetali.

«Nonostante si tratti, nella maggior parte dei casi, di un disturbo poco preoccupante dal punto di vista clinico, può interferire e impattare anche nella vita familiare, sociale e lavorativa della futura mamma. Dal punto di vista emotivo e psicologico i disturbi dei primi mesi possono portare la donna a sentirsi molto ansiosa e preoccupata anche sull’esito finale della gravidanza e, in alcuni casi, dissimulare il problema o accettarlo passivamente per paura di essere discriminata o etichettata – dichiara Elsa Viora, Presidente Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani – In questo senso la figura del ginecologo risulta importante: deve informare la donna che, pur trattandosi di disturbi spiacevoli che interessano la maggioranza, non devono essere nascosti, trascurati né diventare debilitanti».

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