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Morti da parto: nascono le linee guida per ridurle

Metà dei decessi è dovuto a un'emorragia

Sanihelp.it – L'emorragia post partum è la prima causa di morte da parto e copre il 52% dei casi, secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità. Nella maggior parte dei casi è dovuta ad atonia uterina, ovvero mancanza di capacità contrattile delle pareti dell’utero che, dopo il parto, dovrebbe aiutare i vasi sanguigni a chiudersi. Anche secondo l’Organizzazione mondiale della sanità le emorragie gravi durante e dopo il parto sono tra le principali cause di mortalità materna nel mondo: succede nel 27% dei casi. 


Per ridurre questi numeri agghiaccianti, nascono le prime linee guida italiane sulla prevenzione dell’emorragia post partum, frutto del progetto di sorveglianza coordinato dall’Italian Obstetric Surveillance System del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Prevenzione della Salute dell’Iss.

Tra i focus individuati dalla linea guida l’identificazione precoce del rischio della donna come, per esempio, precedenti emorragie del post partum o tagli cesarei, una gravidanza gemellare o un bambino di peso superiore a 4 chili alla nascita. Tra i punti centrali una migliore comunicazione tra professionisti, la donna e i suoi familiari sin dall’esordio del quadro clinico, ma anche l’appropriatezza all’indicazione del cesareo e il monitoraggio della donna durante il post partum. La versione divulgativa del documento sarà diffusa nei servizi sanitari frequentati dalle donne in età riproduttiva per permettere loro di affrontare un’eventuale emergenza.

Grazie al sistema di sorveglianza della mortalità materna coordinato dall’Iss in 8 regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia) che coprono il 73% dei nati in Italia, è stato calcolato che tra il 2006 e il 2012 su 100 donne morte a seguito di complicazioni ostetriche della gravidanza e del parto, 43 sono decedute per emergenze emorragiche. 

Il rapporto di mortalità materna stimato nel nostro Paese (9/100.000 nati vivi) si colloca nei valori medio-bassi europei, in analogia a quanto stimato in Francia e nel Regno Unito. Al contrario, la proporzione di decessi materni ascrivibili a complicazioni emorragiche è superiore rispetto a quella rilevata in altri Paesi economicamente avanzati. 

La diminuzione di frequenza delle morti materne da emorragie post partum dal 43% al 26% registrata tra il 2013 e il 2015 rispetto al periodo precedente è un primo risultato delle iniziative messe in campo a livello nazionale.

Cosa possono fare le donne per ridurre i rischi? Prima di intraprendere una gravidanza, informarsi su eventuali patologie croniche di cui si soffre o di cui si hanno precedenti in famiglia (diabete, ipertensione arteriosa). Scegliere un ospedale con un numero annuo di nascite superiore a mille.
Durante la gravidanza, seguire un corso di accompagnamento alla nascita (preferibilmente nella struttura dove si partorirà). Partorire nello stesso centro dove è stata seguita la gravidanza: in caso contrario, prendere contatto in anticipo con l’ospedale in cui si è scelto di far nascere il bambino.


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