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Bebè, ecco le cure del primo mese

La cura del neonato

Sanihelp.itIl nuovo nato è finalmente entrato a casa. Genitori felicissimi, ma ovviamente, inutile nasconderlo, anche preoccupati. Persino gesti semplici come quello della pulizia possono infatti suscitare ansia. Serve qualche consiglio per sentirsi più sereni e poter così dedicare al bebè le giuste attenzioni che non sono solo semplici pratiche di igiene, ma momenti chiave per rafforzare il legame tra il piccolo e i genitori.


Il moncone  E’ la parte che suscita maggior preoccupazione. Importante innanzitutto sapere che una corretta medicazione della parte è necessaria per evitare infezioni. Gli studi recenti hanno dimostrato che con le corrette misure igieniche, tenendo il cordone asciutto, pulito e coperto con garze sterili, si riducono i tempi di essicamento e di caduta del moncone.

Occorre quindi eseguire le medicazioni tre volte al giorno, con particolare cura e facendo sempre ben attenzione che il moncone non si inumidisca; se per qualsiasi ragione succede, meglio procedere a un’altra medicazione. Una volta caduto il moncone, è necessario medicare la cicatrice ad ogni cambio del pannolino con un disinfettante e coprirla con una garza. Rimosse le crosticine, si applica una garza asciutta e dopo tre, quattro giorni, a cicatrizzazione completa, si può procedere tranquillamente a fare il bagnetto.

La testina  Che abbia pochi o tanti capelli, non importa: la testina del piccolo si può lavare mentre si fa il bagnetto con una spugna morbidissima, meglio se naturale, imbevuta di acqua massaggiando con delicatezza il cuoio capelluto. Volendo si può procedere alla pulizia anche senza fare il bagnetto soprattutto se il neonato suda molto: importante durante l’operazione è tenere sempre il capo leggermente indietro per evitare che l’acqua, ed eventualmente lo shampoo (ne basta pochissimo), scivoli sul viso e sugli occhi. Importante poi controllare che l’acqua non sia fredda ma neppure troppo calda: tenerla in una brocca semplifica l’operazione. Si può approfittare del momento della pulizia per fare un delicato massaggio al cuoio capelluto procedendo con leggeri movimenti circolari dei polpastrelli: è rilassante e fatto verso sera aiuta a conciliare il sonno.   

Il sederino. Nei primissimi giorni di vita basta usare acqua corrente tiepida e proseguire poi usando un detergente delicatissimo a base di amido di riso e altre sostanze naturali emollienti. Quello che conta è lavare il sederino ad ogni cambio del pannolino per preservare il delicato equilibrio della zona e prevenire efficacemente irritazioni e rossori.

Nulla vieta di passare il culetto del piccolo sotto l’acqua corrente facendo attenzione che sia tiepida e che non diventi improvvisamente calda. Mentre si esegue il lavaggio attenzione al movimento della mano che nelle bambine deve andare sempre dal davanti al dietro per evitare che i germi fecali si trasferiscano nella zona genitale provocando irritazioni e infezioni. Sempre nelle bambine importante anche ricordarsi di detergere la zona vulvare, tra le grandi e piccole labbra. Nei maschetti che presentano ancora la parte terminale del pene coperta da una sottile pellicina è bene lavare solo la zona esterna. Nei più grandicelli, invece, si può abbassare delicatamente il prepuzio e lavare anche la punta del pene per rimuovere eventuali depositi di smegma (una sostanza secreta dai genitali, mischiata a cellule cutanee, sebo e materiali umidi provenienti dalle urine).

Le orecchie La parte è molto delicata che va pulita solo all’esterno, a livello del padiglione auricolare, facendo attenzione che la pressione non sia mai eccessiva e senza mai spingersi nel condotto uditivo. L’acqua può bastare per il lavaggio mentre per asciugare l’orecchio (è importante sempre farlo con particolare cura) si può usare un panno di cotone molto morbido. Attenzione ai bastoncini di cotone che si devono usare solo per pulire il padiglione auricolare e nulla più. In ogni caso è bene tenere presente che il cerume rappresenta una protezione naturale per le orecchie dei piccoli che non vanno quindi pulite tutti i giorni ma solo un paio di volte a settimana.


La bocca. Normalmente non è necessario pulire la bocca nei neonati ma se la mamma lo desidera può prendere una garza imbevuta di soluzione fisiologica e passarla delicatamente sulle gengive e nel cavo orale per togliere eventuali residui di latte. Quando poi spuntano i primi dentini si può usare lo spazzolino senza dentifricio finché il piccolo non è in grado di sciacquare la bocca. Quando il bambino riesce a lavarsi i denti da solo è bene che lo faccia sempre sotto l’occhio attento dei genitori: importante controllare che proceda in modo corretto pulendo con cura entrambe le arcate dentali. In ogni caso la pulizia dei denti dovrebbe sempre vissuta come un gioco non come una costrizione altrimenti si rischia di sortire l’effetto inverso a quello desiderato. Tutto questo è valido quando non ci sono particolari problemi: in presenza di patologie infettive della bocca o se il piccolo accusa dolore è necessario rivolgersi al pediatra per sapere come comportarsi con la terapia e anche con la pulizia.

Il naso Quando il bebè è appena nato è sconsigliato fare lavaggi nasali o usare gli aspiratori che, oltre ad essere inefficaci, possono compromettere la delicatissima mucosa del naso che, troppo sollecitata, non fa altro che produrre altro muco. I piccoli per altro possiedono una naturale capacità, attraverso starnuti e rigurgiti, di risolvere da soli il problema delle secrezioni eccessive. Solo se si notano problemi respiratori è bene rivolgersi al pediatra che può consigliare adeguate strategie di pulizia del naso ed eventuali farmaci, se necessario.

Gli occhi  Per pulirli basta una garzina sterile inumidita con acqua fisiologica. Una volta al giorno è sufficiente ma se l’occhietto si sporca spesso e presenta secrezioni filanti è necessario il parere del pediatra.

In ogni caso mai esagerare. La pelle dei neonati ha uno spessore di circa il 20% in meno rispetto a quella dell’adulto; in più è poco protetta perché manca del film idrolipidico e della secrezione sebacea, ha un pH più elevato e minori difese naturali. E’ una cute fragile che facilmente perde equilibrio e idratazione, diventando secca, squamosa, a volte irritata e arrossata.

Occorre quindi prestare particolare attenzione a tutti i gesti di pulizia, sia nel modo con cui si eseguono, sia nella scelta dei prodotti dermocosmetici che si utilizzano. Nel bagnetto, ad esempio, dieci minuti di immersione sono sufficienti: una sosta più lunga in acqua finisce infatti per impoverire eccessivamente la cute. Importante infine dedicare attenzione all’asciugatura, in particolare dove ci sono pieghe cutanee, perché la pelle che resta umida diventa ancora più fragile e soggetta ad irritarsi.

Altra buona regola: mai usare prodotti di pulizia per adulti, anche se sono delicati, perché la cute fragile dei neonati ha bisogno di essere pulita e trattata solo con formule specificamente create per le sue caratteristiche, nate da studi specifici e testate per garantire la massima tollerabilità. Al momento dell’acquisto importante controllare che abbiano un pH neutro per un’azione lavante delicata e rispettosa del fragile equilibrio cutaneo dei più piccoli e una composizione studiata per non irritare la pelle e gli occhi nel caso degli shampoo.

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