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Igiene orale: meglio cominciare presto

Cura del neonato

Sanihelp.it – Le mamme si chiedono spesso quando cominciare ad occuparsi dei dentini del piccolo. Ancora prima che spuntino, è la risposta, dedicando attenzioni puntuali alle gengive del neonato ma anche prendendo un appuntamento dal dentista durante l’attesa.


Non è mai troppo presto infatti per proteggere i dentini dei piccoli. Si parte già in gravidanza prendendosi cura della propria dentatura di mamma per pensare di riflesso al benessere odontoiatrico del figlio. Curare l’igiene orale e la salute dei denti è infatti da parte della mamma un gesto d’amore nei confronti del bebè che deve nascere; significa infatti contrastare il proliferare dei batteri e l’insorgere di carie e infiammazioni gengivali che, se trascurate, possono degenerare in malattie dentali e gengivali serie: alcuni studi evidenziano che questi problemi possono portare a complicanze come una maggior probabilità di nascite pre-termine o di neonati con scarso peso.

Avere una bocca sana poi una volta nato il bebè significa ridurre il rischio di trasmettergli batteri; sempre in questa direzione è buona regola che la mamma pulisca bene il capezzolo e l’areola prima di allattare e che eviti gesti che pur essendo segni d’amore (pulire il ciuccio caduto nella propria bocca, testare la temperatura del latte dalla tettarella oppure assaggiare la pappa) sono in realtà un veicolo di trasmissione di germi dalla mamma al piccolo.

Anche prima che spuntino i dentini è importante pulire la bocca. È un gesto che andrebbe fatto dopo ogni poppatain modo che  non restino residui di latte che possono creare un ambiente favorevole allo sviluppo di batteri. L’operazione è semplice e può essere eseguita facilmente passando sulle gengive e sulla lingua del bebè una garzina di cotone imbevuta di acqua tiepida. Un tempo era abitudine aggiungere all’acqua un po’ di bicarbonato: lo si può fare ma non rende il gesto più efficace.

Quando spuntano i primi dentini si può continuare ancora per un po’ a passare la garza questa volta oltre che sulle gengive anche sui denti. In questa fase è particolarmente importante compiere questa operazione ogni volta che il bebè beve il latte o mangia la pappa perché i residui, restando a lungo a contatto con i dentini soprattutto durante il riposo notturno, possono provocare la cosiddetta carie da biberon che intacca gli incisivi superiori e inferiori e che può risultare molto fastidiosa e difficile da curare nei più piccolo.

Dopo la garzina è il momento dello spazzolino. Inizialmente lo si può dare in mano al bebè perché tenendolo in bocca come qualunque altro gioco diventi a poco a poco un oggetto familiare. Sono i genitori invece che si devono occupare della pulizia dei dentini. Possono farlo con uno spazzolino in silicone che si inserisce sul dito e che facilita l’operazione permettendo anche di massaggiare le gengive. La stessa funzione può essere assolta da uno spazzolino piccolo e con le setole morbide, specifico per i neonati.

Il dentifricio invece può fare la sua comparsa solo quando il bambino più grandicello è in grado di non ingoiarlo come fa invece un neonato: nonostante il dentifricio infatti non sia tossico è sempre opportuno che non venga ingerito. Se si effettua la prevenzione con il fluoro occorre fare attenzione che il dentifricio che si utilizza non sia fluorato: in ogni caso è sempre utile chiedere consiglio al dentista o all’igienista dentale, le figura di riferimento per qualsiasi dubbio sull’igiene orale dalla nascita in avanti.


Alcune mamme sono portate a credere che la pulizia dei denti da latte non sia così importante visto che devono cadere per lasciare il posto ai denti permanenti. In realtà un’adeguata cura dei dentini è fondamentale non solo per evitare fastidiose carie ma per assicurare lo sviluppo corretto delle arcate dentarie.

La salute dei denti è affidata, oltre che a una corretta igiene orale, anche a sane abitudini alimentari. Anche in questo caso è bene cominciare presto, addirittura prima di quando spuntano i dentini. La prima buona regola?  Non intingere il ciuccio nello zucchero o nel miele per evitare che il piccolo si abitui ad avere in bocca sempre qualcosa di dolce che favorisce la creazione di un ambiente acido e la conseguente proliferazione dei batteri, causa della carie.

No anche al biberon con liquidi zuccherati prima di dormire perché i residui di latte, di camomilla oppure di succo di frutta restando a contatto tutta notte con i denti, anche per via della minor salivazione, possono favorire la comparsa della carie. Se il piccolo non riesce ad addormentarsi senza ciucciare qualcosa gli si può proporre un biberon di acqua o il succhiotto. Meglio limitare in ogni caso l’assunzione di cibi zuccherati soprattutto se consumati lontano dei pasti; quando il bimbo cresce è fondamentale abituarlo a lavare i denti dopo aver mangiato qualcosa di dolce.

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