Sanihelp.it – Dopo parecchi studi internazionali, arriva anche dalla ricerca italiana la conferma dell’efficacia dello xilitolo, un edulcorante naturale di origine vegetale utilizzato nel chewing gum come sostituto dello zucchero, nel ridurre la concentrazione di Streptococcus mutans, la principale specie batterica responsabile della carie.
La carie è una malattia che colpisce i tessuti duri dentari, portando alla loro distruzione. Sono necessari tre fattori perché la malattia si manifesti: la presenza di batteri cariogeni come lo Streptococcus mutans, una dieta ricca di zuccheri fermentabili e un abbassamento delle difese naturali dell’organismo. In particolare, lo Streptococcus mutans aderisce alle superfici dei denti e, utilizzando gli zuccheri contenuti in bevande e alimenti, produce acidi che riducono il pH della placca batterica danneggiando i tessuti dentali, fino a distruggerli.
Lo studio, realizzato dall’Università degli Studi di Milano con il proprio Centro di Collaborazione OMS per l’Epidemiologia e l’Odontoiatria di Comunità e l’Istituto di Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Sassari, con il supporto di Perfetti Van Melle, ha valutato la concentrazione salivare di S. mutans in un campione di 153 bambini di 7-9 anni con elevato rischio di carie prima e dopo l’utilizzo quotidiano di chewing gum allo xilitolo per sei mesi, allo scopo di verificare la reale efficacia di questa sostanza nel controllo della flora cariogena.
I risultati dello studio sono incoraggianti. L’assunzione quotidiana di xilitolo tramite la masticazione di chewing gum ha ridotto significativamente le concentrazioni di S. mutans nei bambini sottoposti a sperimentazione, rispetto al gruppo di controllo. È possibile dunque ipotizzare che se l’assunzione di chewing gum continuasse per un periodo più prolungato, la contrazione di S. mutans continuerebbe a ridursi.
Non solo: lo xilitolo ha dimostrato un effetto positivo nei confronti del pH della placca. Infatti, l’analisi delle curve del pH della placca ha evidenziato che i soggetti che utilizzavano il chewing gum a base di xilitolo mostrano una minore acidità della stessa dopo assunzione di zucchero e una più rapida risalita verso valori di neutralità.
Quindi, l’uso del chewing gum allo xilitolo può rappresentare una metodica di prevenzione della carie di supporto a quelle tradizionalmente utilizzate, soprattutto in situazioni in cui le comuni pratiche di igiene orale siano di difficile applicazione.
Ma lo xilitolo eserciterebbe la stessa funzione se fosse contenuto in caramelle? Non proprio. L’attività anti-carie dello xilitolo trova completamento nell’azione meccanica della masticazione imposta dal chewing gum. La masticazione infatti svolge una positiva azione di stimolazione della saliva, che è la principale arma di difesa nei confronti della carie: la saliva infatti contiene sostanze capaci di neutralizzare gli acidi prodotti dai batteri, nonché importanti sistemi antimicrobici e immunitari.