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Bimbi maltrattati: i 10 comportamenti più pericolosi

Una campagna per dire basta

Sanihelp.it – Nel nostro Paese, le forme di maltrattamento e trascuratezza infantile più diffuse non sono necessariamente o soltanto legate alla povertà economica delle famiglie, ma anche a situazioni familiari di fragilità educativa, emotiva e relazionale. Cesvi ha scelto di intervenire creando la rete IoConto, che si avvale di partnership importanti sul territorio nazionale, e avviando un programma nelle città di Bergamo, Roma/Rieti e Napoli con l’obiettivo di prevenire e contrastare queste problematiche.


La campagna #Libertutti – a cui si può contribuire con un sms da 2 euro o chiamata da rete fissa da 5 o 10 euro al 45535 dall’8 al 21 aprile – mira a sostenere le attività di questo programma: spazi d’ascolto per bambini e ragazzi, interventi specialistici per la cura del trauma, supporto ai genitori in condizioni di vulnerabilità, rafforzamento del ruolo della comunità e formazione di operatori specializzati. 

Tra le varie forme di violenza, il maltrattamento e la trascuratezza stanno acquisendo una portata sempre più vasta. Secondo un report dell’OMS, circa 850 bambini tra 0 e 15 anni muoiono ogni anno in Europa a causa di forme di maltrattamento. La maggioranza dei casi di violenza e di abuso si verifica all’interno delle mura domestiche e alla base di questi fenomeni vi è spesso un adulto in difficoltà, inadeguato nel garantire cure fisiche, affettive, intellettive e sociali adeguate, condizionato dai propri problemi, da un disagio psichico o dall’insufficienza di risorse emotive. Le conseguenze sulla psiche del bambino sono tanto più gravi quanto più il bambino è piccolo e quanto più si protraggono nel tempo.

Cesvi ha messo a punto anche un decalogo, in collaborazione con esperti, psicologi e psicoterapeuti specializzati, che elenca i 10 comportamenti da evitare per evitare forme, anche indirette, di maltrattamenti nei confronti dei piccoli. Eccoli.  

1. Trascurare i suoi bisogni, vestirlo in modo non adatto alla stagione, lasciarlo molto tempo a casa da solo, non lavarlo, non dargli cibo a sufficienza, non portarlo a scuola regolarmente; non portarlo dal medico quando è ammalato, non ascoltarlo, non tenere conto di emozioni, idee, preferenze espresse.

2. Curarlo in modo eccessivo, portarlo continuamente dal medico o da medici diversi per confrontare le diagnosi, medicalizzare il suo sviluppo, non consentirgli di fare le cose che fanno gli altri bambini per paura che si ammali, non fargli mangiare alcuni cibi normalmente presenti nella nostra alimentazione per paura che gli facciano male; proteggerlo da ogni frustrazione, attribuirgli emozioni, idee, preferenze che non ha espresso, o nutrirlo in modo eccessivo.

3. Umiliarlo, denigrarlo, dire ripetutamente che è stupido, brutto, non sa fare niente, non gli vogliamo bene, minacciare di abbandonarlo se non si comporta come vogliamo.


4. Pretendere prestazioni eccessive, pensare e volere che il bambino sia sempre il migliore, a scuola, nello sport o in altre attività che pratica. 

5. Trattarlo come se fosse più piccolo della sua età (infantilizzare): dare il biberon a un bambino che va già a scuola, vestirlo e lavarlo quando sarebbe in grado di farlo da solo, non spiegargli nulla degli eventi, anche gravi, che avvengono intorno a lui (lutti, malattie, crisi, separazioni). 

6. Relazionarsi come se fosse più grande (adultizzare): pretendere che si comporti come un piccolo adulto badando a se stesso o ad adulti malati o a fratelli minori; fargli frequentare luoghi e persone a rischio e non adatte alla sua età (sale per il gioco d’azzardo o ambienti frequentati da persone che abusano di alcol o di sostanze stupefacenti).  

7. Coinvolgerlo nei litigi con il partner, chiedere chi ha ragione tra i genitori, squalificando l’altro genitore, connotare negativamente qualunque caratteristica del bambino che sia simile a quella dell’altro genitore, impedirgli di frequentare-voler bene all’altro genitore minacciando abbandoni e/o punizioni.

8. Esporlo a scene di violenza fisica o verbale, picchiare l’altro genitore, umiliarlo, minacciarlo alla presenza del bambino o in un modo per cui il bambino ne percepisca l’effetto anche dopo.

9. Usare violenza fisica nei suoi confronti, picchiarlo, tirargli i capelli, lanciargli oggetti, dargli calci, pugni, spintoni, cinghiate, frustate, bruciarlo con le sigarette, scuotere un neonato per farlo smettere di piangere.

10. Avere con lui contatti di natura sessuale. Toccare i genitali di un bambino al fine di eccitarlo e di eccitarsi sessualmente, farsi toccare i genitali da un bambino, avere rapporti sessuali con lui, farlo assistere ad atti sessuali tra gli adulti, fargli vedere materiale pornografico.

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FonteCesvi

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