Sanihelp.it – Una scorretta posizione dei piedi incide sulla postura e si traduce in un modo di camminare sbagliato che incide negativamente su schiena e articolazioni. Questa è la conseguenza diretta di un mancato intervento di correzione in età infantile che difficilmente si può risolvere da adulti. Una volta cresciuti infatti, è difficile pensare di correggere una posizione sbagliata o una patologia plantare senza dover ricorrere ad un intervento di chirurgia del piede. Per questa ragione è importante che i genitori mantengano alta l’attenzione sulla postura, sui piedi e sul modo di camminare dei loro bambini, e che non esitino a rivolgersi al pediatra e, se necessario, anche ad uno specialista.
Se un bambino presenta problemi di deambulazione, il pediatra, già in una prima fase, quando il piccolo sta iniziando a compiere i suoi primi passi, può farsi un’idea della difficoltà e tenerla sotto controllo. Questo accade perché per ottenere una diagnosi precisa di ciò che può compromettere una corretta deambulazione, è necessario attendere che il bambino abbia compiuto i 4 anni. Infatti, a partire da questa età e non prima, è possibile rilevare la presenza di una condizione patologica e iniziare a correggerla. Tuttavia, se il problema dovesse sussistere anche con l’avanzare dell’età, è bene che il bambino venga affidato alle cure di uno specialista – un podologo, un ortopedico o un fisiatra – a seconda delle indicazioni ricevute dal pediatra di fiducia.
Diverse sono le patologie che caratterizzano i piedi e gli arti inferiori che si possono diagnosticare già in primissima età: problemi alle ginocchia e pollice valgo, displasia d’anca e piede piatto. Quest’ultima è decisamente una delle patologie più diffuse nel mondo occidentale.
Quali sono gli accorgimenti che i genitori possono adottare nei primi anni di vita dei loro bambini, per evitare che crescendo insorgano disturbi e difetti nella deambulazione?
È fondamentale che i bambini – nella fase di apprendimento motorio, cioè da quando cominciano a muovere i primi passi ai due anni di età – indossino le scarpe il meno possibile: meglio lasciarli scalzi oppure usare dei calzini antiscivolo.
Quando sono obbligati ad indossare le scarpe per uscire è importante che i bambini utilizzino scarpe senza plantari, il più possibile morbide e flessibili, preferendo l’uso di materiali traspiranti e calzini per evitare che il piede venga affetto da vesciche e infezioni. È bene che i bambini non indossino calzature usate, perché significherebbe costringerli ad adattare il loro modo di camminare ad una scarpa che ha già l’impronta di un altro piede. L’indicazione più importante da osservare, affinché l’arco plantare si sviluppi adeguatamente e si riduca il rischio di sviluppare patologie del piede più gravi, è che il bambino cammini scalzo il più possibile, anche all’aperto, quando le condizioni climatiche e del terreno lo permettono.