Sanihelp.it – Il 17 novembre si celebra ogni anno la Giornata Mondiale dei Prematuri, un evento riconosciuto dal Parlamento Europeo grazie all'impegno della'European Foundation for the Care of Newborn Infants (EFCNI) e istituito per richiamare l'attenzione su un tema spesso dimenticato.
Il 7% del totale dei nati in Italia, circa 32.000 all’anno, sono prematuri cioè vengono al mondo prima della 37a settimana di età gestazionale. Le cause non sono sempre note ma bisogna tener conto che ci sono fattori che possono aumentare le probabilità che questa evenienza si presenti.
Tra questi ci sono la gravidanza gemellare o multipla, alcune condizioni di salute che interessano la mamma o il feto oppure il fatto di aver avuto un bambino prematuro in precedenza.
«I neonati prematuri» spiega il dottor Luigi Piero Biondi, responsabile Pronto Soccorso e Reparto Casa pediatrica Ospedale Fatebenefratelli di Milano «presentano tratti gastrointestinali immaturi che possono causare problemi di digestione e assorbimento delle sostanze nutritive; hanno quindi bisogno di un alimento che sia facilmente gestibile dai loro delicati intestini».
«Il latte delle mamme dei neonati prematuri contiene più grassi e immunoglobulina secretoria rispetto al latte delle mamme dei bambini nati a termine, particolari enzimi che aiutano il neonato nella digestione e il fattore di crescita epidermico che favorisce la maturazione del loro intestino» continua l’esperto.
«I neonati prematuri alimentati con il latte della mamma tendono a essere dimessi in media due settimane prima rispetto a quelli alimentati con latte artificiale: il latte materno è così importante per i neonati prematuri che, se per qualsiasi motivo le loro mamme non riescono a fornirlo in giusta dose, è possibile ricorrere al latte donato da altre mamme che allattano anziché ricorrere al latte artificiale» conclude il dottor Biondi.
«I bambini nati prematuramente sono caratterizzati da una fragilità che, generalmente, rende necessario il loro ricovero in Terapia Intensiva Neonatale dove vengono posti in incubatrici che ne assicurano la sopravvivenza finchè non saranno sufficientemente maturi e autonomi per tornare a casa» spiega la dottoressa Beatrice Casoni, psichiatra presso la casa di cura Quisisana Ferrara e direttore sanitario presso NeuroCare Clinic Bologna.
«Nascere pretermine, quindi, oltre ad avere ovvie ripercussioni sullo stato di salute del bambino può influenzare in modo negativo anche lo sviluppo del legame genitore-figlio» commenta l’esperta.
«Una nascita prematura e il successivo ricovero del neonato sono eventi bruschi e violenti che generano nei genitori una condizione di forte stress in un momento in cui non hanno ancora completato il cammino verso la genitorialità» spiega la dottoressa Casoni.
«Possono quindi insorgere nei genitori sintomi e segni caratteristici del disturbo post traumatico da stress come rabbia, autosvalutazione, sentimenti di colpa, sensazione di perdita del controllo, impotenza, ansia, depressione, una condizione che non solo compromette il benessere dei genitori, ma può influenzare negativamente lo sviluppo del legame genitori-figlio» spiega l’esperta.
«Ecco perché è fondamentale favorire il contatto fisico con il bambino in modo da rinforzare l'identità genitoriale riducendo la preoccupazione e l'ansia oltre a creare le basi per un attaccamento sicuro» spiega la psichiatra.
«Diversi studi in particolare sottolineano che l'allattamento e il contatto fisico con il bambino ne migliorano lo sviluppo neurologico oltre a favorire lo sviluppo del legame madre-figlio limitando il senso di impotenza e l'ansia della madre» conclude Casoni.