Circa il 15% della popolazione occidentale soffre della sindrome dell’intestino irritabile (SII), condizione che causa gonfiore e dolore addominale, diarrea o stipsi. Dalla naturopatia arriva qualche consiglio.
Assumere fibre
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L’assunzione di fibre può essere un elemento particolarmente importante all’interno di una dieta per il trattamento dell’intestino irritabile.Le fibre infatti non solo aiutano a rimuovere i batteri nocivi insediatisi sulle pareti intestinali, ma alimentano inoltre i batteri benefici, agenti importanti nella guarigione dell'intestino e nella stimolazione della produzione di vitamine.
Tra le verdure ricche di fibre vanno ricordate le Brassicacee, piante erbacee a grandi foglie (di cui fa parte anche il cavolo) che contengono glutammina, un aminoacido molto importante per il metabolismo delle proteine e per ridurre la permeabilità intestinale: una delle caratteristiche dell’intestino irritabile infatti è proprio l’aumento di permeabilità del rivestimento che ricopre la parete intestinale, condizione che permette alle tossine di filtrare dal sistema digestivo all’organismo e di mettere così sotto sforzo il sistema immunitario ed il fegato.