Sanihelp.it – I termini Yama e Niyama forse non saranno molto utilizzati, ma chi voglia approfondire lo yoga avrà certamente incontrato queste due parole. Esse fanno parte degli Otto Passi dello Yoga, e si trovano proprio all'inizio del cammino.
Yama indica le astensioni mentre Niyama i precetti che devono essere seguiti per una vita corretta e per giungere ai passi successivi dello yoga.
Queste regole, seppure tipiche dello yoga, possono però essere applicate da tutti nella vita quotidiana.
Si può partire da Ahimsa, la Nonviolenza. Si può praticare la nonviolenza non solo come atto dimostrativo, ma ogni giorno, ad esempio cercando di essere tolleranti con gli altri, di non imporre il proprio pensiero. Ed anche con se stessi, garantendo amore alla propria persona.
La verità, Sathya, può consistere nell'essere sinceri anche nelle azioni, non andando a contraddire la propria coscienza e i propri principi morali.
Asteya indica il fatto di non rubare. Molti di noi non rubano come professione, ma questo precetto si applica anche alla necessità di non prendere ciò che non ci siamo meritati e, soprattutto, di non approfittare degli altri.
E poi c'è Brahmacharya, tradotto come Castità o Celibato, ma che ha un significato molto più ampio. Infatti, si vuole indicare la moderazione, in tutte le cose. Ci si può, quindi, imporre di non passare due o tre ore utilizzando il cellulare, oppure ci si può limitare in qualche abitudine, come quella di fumare o mangiare troppi dolci.
Cercando di applicare queste regole anche nelle piccole cose e nella vita quotidiana, sarà possibile notare un cambiamento, presente in se stessi ma anche negli altri. E forse si arriverà a voler migliorare anche altri aspetti della propria vita, un giorno dopo l'altro.