Sanihelp.it – L’OMS Europa, nella giornata internazionale dedicata all’obesità, il 4 marzo scorso, ha rilevato che le ragazze adolescenti abbandonano piuttosto presto l’attività sportiva, ma ha avuto segnali incoraggianti da un nuovo studio su Ostacoli e facilitatori della partecipazione all’attività fisica nelle ragazze adolescenti, per un’inversione di tendenza. Il fenomeno dell’allontanamento dallo sport, chiamato drop out, è una tendenza in crescita fra i giovani, che in campo non si divertono più e avvertono il peso della competitività. Ben l’84,7% delle ragazze, contro il 77,6% dei ragazzi (che comunque non è poco), non soddisfa gli standard raccomandati dall’OMS, che è di un’ora al giorno di attività da media a vigorosa.
Quali sono le cause che spingono i ragazzi al drop out? I motivi sono molti. La mancanza di tempo, in quanto passare dalle scuole medie al liceo è impegnativo, la mancanza di supporto da parte della famiglia e dei coetanei che a loro volta abbandonano lo sport, quindi il ritrovarsi soli. La competitività non a tutti piace e, soprattutto per le ragazze, il cambiamento fisico nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza con il cambiamento ormonale è a volte vissuto in modo difficile, bisogna familiarizzare con un corpo che non si riconosce come proprio. Succede così che il confronto viene percepito come se non consistesse solo nella performance, ma diventasse anche un confronto di fisico.
L’attività sportiva regolare tuttavia ha effetti positivi per la prevenzione di diverse patologie dell’apparato cardiovascolare, dei tumori, del diabete e della depressione, oltre agli effetti benefici sull’apparato muscolare, sulle ossa e le articolazioni. Per questi motivi i genitori e gli insegnanti dovrebbero spronare il/la ragazzo/a facendogli proposte e facendo sì che viva lo sport come un divertimento e non come un impegno.