colpisce soggetti ipersensibili a vari tipi di dispositivi elettronici (nel 90% dei casi video terminali ma non vanno esclusi TV, ventilatori, fax, telefoni ecc.) che determina sintomi molteplici e interessa prevalentemente le donne (rapporto donne-uomini 3/4-1).
I primi sintomi che si manifestano sono di solito cutanei: arrossamento o calore al volto, eritema rossastro, parestesie cutanee prevalentemente facciali, secchezza delle mucose. All’inizio i sintomi sono reversibili con l’allontanamento dalla sorgente elettromagnetica.
In alcuni soggetti si assiste a un peggioramento. I sintomi persistono, peggiorano di intensità (la faccia resta molto accaldata) e si estendono ad altri sistemi con la comparsa di difficoltà di concentrazione, vertigini, cefalea, nausea, dolori alle arcate dentarie e muscolo-scheletrici, palpitazioni e stato simil-influenzale.
Tra le ipotesi patogenetiche più plausibili si suppone che questi soggetti sviluppino una reazione immuno-mediata precipitata dall’elettricità, un aumento di rilascio di mercurio ad esempio dall’amalgama dentario ecc.
Questa sindrome non è ufficialmente riconosciuta e alcuni studiosi ipotizzano trattarsi di un disturbo somatico di tipo fobico esacerbato dall’ideologia new-age assimilabile alla sindrome da stanchezza cronica e alla sindrome del burn-out