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Tumore al seno nell’uomo

COLLEGAMENTI

Tumore al seno nell’uomo

La malattia è anche conosciuta come:
cancro al seno maschile, cancro del seno nell’uomo, carcinoma della mammella maschile, tumore del seno maschile, tumore mammario maschile


INDICE

Il tumore del seno viene spesso considerato una malattia femminile, ma in realtà può svilupparsi anche negli uomini, anche se è una malattia piuttosto rara, Anche nell’uomo sono presenti piccole quantità di tessuto mammario che possono mutare e dare il via alla formazione tumorale. 
Categoria: Malattie oncologiche

Che cos’è – Tumore al seno nell’uomo


Il tessuto mammaria nell’uomo

Il seno è formato da diverse ghiandole chiamate lobuli e piccoli tubi che prendono il nome di dotti. Lobuli e dotti sono circondati dallo stroma, un tessuto grasso e connettivo. Vi sono poi vasi sanguigni e linfatici. Nella donna i loblui producono latte e i dotti lo trasportano dal lobulo al capezzolo.

Il tumore al seno è una malattia prevalentemente femminile, ma può interessare anche il sesso maschile. Anche negli uomini , infatti, sono presenti piccole quantità di tessuto mammario che possono mutare e dare il via alla formazione del tumore e alla sua successiva diffusione negli organi vicini.

Nell'infanzia uomini e donne hanno più o meno la stessa quantità di tessuto mammario, con l’arrivo della pubertà gli ormoni femminili prodotti dalle ovaie fanno crescere dotti, lobuli e stroma nelle donne, mentre gli ormoni maschili tengono sotto controllo la crescita negli uomini.
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Diffusione ed evoluzione

Il tumore maligno del seno è una delle neoplasie più diffuse tra le donne, nell'uomo è piuttosto raro. L'incidenza minore è, in parte, dovuta al fatto che il tessuto mammario che si può trasformare in senso tumorale è molto scarso nell’uomo e, in parte, anche alla diversa esposizione di questo tessuto agli ormoni nei due sessi: manca infatti nell’uomo l’esposizione costante agli ormoni femminili che promuovono la crescita delle cellule mammarie.

Per indicare l'estensione di una malattia si ricorre alla classificazione per stadi; nel caso del tumore al seno nell'uomo se ne distinguono cinque stadi diversi, definiti in base al sistema di stadiazione TNM, dove T indica la dimensione del tumore, N lo stato dei linfonodi e M la presenza di metastasi. Lo stadio 0, il più basso, è il tumore in situ che non ha ancora raggiunto linfonodi e altri organi, mentre lo stadio IV, il più alto, include i tumori che hanno dato metastasi in organi lontani.

Gli stadi sono utili per la prognosi della malattia: più basso è lo stadio, più alte sono le possibilità di curarla.
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I fattori di rischio

Sebbene sia raro, sono molti i fattori che contribuiscono al rischio di insorgenza per questo tipo di tumore; in alcuni casi si tratta di comportamenti dannosi, che possono essere modificati. Il rischio di tumore al seno nell'uomo aumenta con l'avanzare dell'età, in genere la malattia viene diagnosticata poco prima dei settanta anni, mentre se insorge in una persona più giovane si può pensare a fattori di rischio di tipo ereditario o genetico. 

La presenza di casi di tumore al seno in familiari molto stretti può essere un campanello d’allarme: un uomo su cinque con tumore del seno ha parenti stretti (maschi o femmine) colpiti dalla stessa malattia. A livello genetico, sono molto importanti le mutazioni presenti nel gene BRCA2, responsabili del 10% circa dei tumori mammari maschili, mentre quelle nel gene BRCA1 sembrano meno legate all’aumento del rischio. Anche alcune sindromi genetiche presenti alla nascita, come la sindrome di Klinefelter, o l’esposizione del torace a radiazioni possono influenzare in modo negativo il rischio.

Anche nei soggetti di sesso maschile gli ormoni influiscono nello sviluppo e nella crescita del tumore del seno e tutto ciò che sposta l’equilibrio ormonale può far aumentare il rischio di malattia: problemi a livello dei testicoli, terapia ormonale in caso di tumore della prostata, obesità (che induce la produzione di livelli più elevati di estrogeni), ma anche abuso di alcol e malattie del fegato.
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Le varie tipologie di tumore

Il tumore del seno nell'uomo prende nomi diversi a seconda del luogo in cui origina o della diffusione. Parliamo di carcinoma duttale se si sviluppa a partire dalle cellule dei dotti o lobulare, se prende invece il via dalle cellule dei lobuli. La malattia può essere poi infiltrante, quando supera la parete di dotti e lobuli e si diffonde anche ai tessuti vicini, o in situ, se le cellule malate non danno origine a metastasi.
Nell’uomo, il carcinoma duttale infiltrante è la forma più diffusa (8 casi su 10), mentre il tumore lobulare è piuttosto raro considerata la scarsità del tessuto lobulare.

Il morbo di Paget si sviluppa nelle cellule dei dotti e si diffonde al capezzolo e all’areola, provocando cambiamenti visibili nella pelle di quell’area che appare arrossata e come ricoperta da una sorta di eczema.
La ginecomastia è invece un esempio di tumore benigno, si tratta dell'aumento della quantità di tessuto mammario ed è molto più diffusa nell’uomo rispetto al tumore maligno. In caso di ginecomastia è possibile sentire e a volte anche vedere, masse di tessuto mammario nell’area vicina al capezzolo, noduli che devono sempre essere tenuti sotto controllo. La ginecomastia può essere associata a farmaci (per insufficienza cardiaca, ipertensione e ulcera) o, in rari casi, alla presenza di malattie delle ghiandole che producono ormoni (endocrine), a patologie del fegato, obesità e altre condizioni cliniche che aumentano la produzione di ormoni femminili nell’uomo. Negli adolescenti e negli anziani è spesso legata ai cambiamenti ormonali.
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Sintomi – Tumore al seno nell’uomo


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Sintomi e prevenzione del tumore al seno

In genere il tumore al seno nelle sue fasi iniziali non provoca dolore o altri sintomi particolari e per questo motivo gli unici campanelli d’allarme sono rappresentati dalla formazione di noduli che possono essere riconoscibili al tatto o alla vista e da cambiamenti nel seno come, per esempio, pelle arrossata o che cambia aspetto, capezzolo che si ritrae o liquido che fuoriesce dal capezzolo.

Le strategie preventive possono prevendere l'attenzione al peso, cercando di non prendere chili di troppo, e contenere il consumo di alcol. È comunque importante anche per gli uomini non sottovalutare eventuali noduli o cambiamenti nella forma del seno e del capezzolo e non farsi cogliere da imbarazzi o paure non giustificati: un parere del medico può chiarire se sono necessari esami di approfondimento.
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Diagnosi – Tumore al seno nell’uomo


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Le fasi della diagnosi

La convinzione che il tumore al seno sia una malattia di stampo esclusivamente femminile causa la difficoltà negli uomini a rendersi conto dei cambiamenti in atto. È più semplice scoprire la presenza di un nodulo mammario in un uomo che in una donna, dal momento che la quantità di tessuto lobulare e adiposo è molto scarsa nel seno maschile, spesso però gli uomini si accorgono di avere un tumore quando la malattia è già in fase avanzata. 

Non esistono esami di screening per gli uomini di diagnosi precoce, la diagnosi si basa dunque sulla visita medica, sarà proprio il medico a valutare se, dopo aver esaminato eventuali noduli e studiato la storia clinica e familiare, ricorrere ad esami più approfonditi.

Anche per l’uomo vengono utilizzati ecografia e mammografia per visualizzare la struttura del seno oppure l’analisi del liquido che in alcuni casi fuoriesce dal capezzolo, ma l’esame che permette di formulare una diagnosi certa è la biopsia: il prelievo di una parte del tessuto e l'analisi in laboratorio alla ricerca di cellule tumorali. 

In seguito a una diagnosi di tumore è possibile determinare alcune caratteristiche delle cellule tumorali come la presenza/assenza di recettori per gli ormoni (estrogeni e progesterone) o i livelli della proteina HER2neu, molto importanti per guidare il medico nella scelta del trattamento più efficace.

Risonanza magnetica, tomografia computerizzata (CT), tomografia a emissione di positroni (PET), ecografia e scintigrafia ossea sono gli esami più comunemente utilizzati per identificare la presenza di metastasi in altri organi.
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Cura e Terapia – Tumore al seno nell’uomo


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La chirurgia e le altre terapie

Una delle prime scelte di trattamento per il tumore del seno maschile è la chirurgia e di norma richiede un ricovero di un paio di giorni in ospedale, anche se sono sempre più frequenti gli interventi in day-hospital. In genere nell’uomo è piuttosto rara la chirurgia conservativa, cioè l’intervento che asporta solo una parte del tessuto mammario, mentre è molto più diffusa la mastectomia. Si distingue tra mastectomia semplice o totale (quando l’intervento si limita a rimuovere il tessuto mammario e capezzolo senza toccare linfonodi o tessuto muscolare circostante) e mastectomia radicale (in cui si asportano anche i linfonodi e i muscoli della parete toracica al di sotto del seno).

La tecnica del linfonodo sentinella consente di verificare se il tumore ha iniziato a metastizzare ai linfonodi: si preleva e si esamina il linfonodo ascellare che per primo viene in contatto con eventuali cellule del tumore e lo si analizza. In base al risultato di questo esame il medico deciderà se è necessario procedere con altri trattamenti.

La radioterapia non è molto utilizzata in questo specifico tumore, mentre si può ricorrere alla brachiterapia, che consiste nel posizionare semi radioattivi in zone molto vicine al tumore, per rilasciare le radiazioni in modo più mirato.

Resta valida la chemioterapia sistemica, somministrata con tempi e combinazioni di farmaci diverse a seconda dei singoli casi, e che può essere utilizzata anche come terapia adiuvante (dopo l’intervento chirurgico, per eliminare cellule tumorali rimaste dopo l’operazione) o neoadiuvante (prima dell’intervento chirurgico, per ridurre le dimensioni del tumore e renderlo più facilmente asportabile).

La terapia ormonale è un trattamento efficace in tutti i casi di tumore del seno che presentano sulla superficie delle cellule i recettori ormonali e può essere rappresentata sia da farmaci specifici sia da rimozione chirurgica dei testicoli, organi che producono ormoni capaci di favorire la crescita del tumore. Sono stati anche inseriti i cosiddetti farmaci intelligenti che mirano a bersagli precisi presenti sulle cellule tumorali senza danneggiare le altre: tra i bersagli principali la proteina HER2/neu e proteine coinvolte nell’angiogenesi.
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Glossario per Tumore al seno nell’uomo – Enciclopedia medica Sanihelp.it


Tag cloud – Riepilogo dei sintomi frequenti

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