Calcolosi urinaria
La malattia è anche conosciuta come:
calcolosi delle vie urinarie, calcolosi renale, nefrolitiasi, urolitiasi
INDICE
Patologia molto comune dovuta alla formazione di calcoli, un’aggregazione di cristalli presenti nelle urine. Si stima che circa il 10% della popolazione abbia avuto nel corso della propria vita un episodio di calcolosi urinaria. Gli uomini sono colpiti più frequentemente rispetto alle donne.
Categoria: Malattie urologiche
Sigla: UTI
Che cos’è – Calcolosi urinaria
La formazione dei calcoli
Cos'è la calcolosi urinaria? Cosa sono i calcoli? La parola al dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona). Il calcolo è una massa solida formata dall'aggregazione di cristalli che possono essere presenti nelle urine. I cristalli, aggregandosi, crescono di dimensione e vanno a formare i calcoli che possono essere di grandezza molto variabile, da un granello di sabbia a una pallina da golf.
Nel 70-80% dei casi i calcoli sono costituiti dal solo calcio ossalato o da calcio ossalato e calcio fosfato; nel 10-15% dei casi i calcoli urinari sono costituiti da fosfato di ammonio e magnesio (struvite). Tali calcoli sono correlati a infezioni delle vie urinarie. Nel 10-15% dei casi sono costituiti da acido urico. Vi sono infine i calcoli di cistina (1% dei casi).
La calcolosi renale (o nefrolitiasi) è una delle patologie più comuni. Si stima che circa il 10% della popolazione abbia avuto nel corso della propria vita un episodio di calcolosi urinaria. Gli uomini sono colpiti più frequentemente rispetto alle donne. La prevalenza di nefrolitiasi aumenta notevolmente dopo i 40 anni e continua ad aumentare fino ai 70 anni.
Le complicanze più rilevanti della nefrolitiasi sono l'ostruzione urinaria con dilatazione delle vie urinarie a monte (idronefrosi) e le infezioni delle vie urinarie.
L'idronefrosi può causare colica renale, a volte solo dolore sordo, a volte non essere accompagnata da alcun disturbo. In quest’ultimo caso il paziente non se ne rende conto e ne possono derivare seri danni al rene fino alla perdita irreversibile dello stesso, ostruito dai calcoli, in caso di mancato intervento.
Le infezioni delle vie urinarie sono tanto più frequenti quanto più voluminoso è il calcolo. Sono difficili da eradicare in quanto i germi si nascondono all’interno del calcolo, dove più difficilmente possono essere raggiunti e distrutti dagli antibiotici.
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Prevenzione – Calcolosi urinaria
Le strategie preventive
Un'attenta prevenzione e una gestione medica adeguata della calcolosi evitano la formazione di nuovi calcoli. Quali comportamenti adottare? Ecco i consigli del dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona).
1. Bere molta acqua. I calcoli si formano molto più difficilmente in urine diluite.
2. Modifiche dietetiche. In base al tipo di alterazioni urinarie riscontrate, si mettono in atto specifici cambiamenti nel regime alimentare.
3. Utilizzo di farmaci. Si possono utilizzare specifici farmaci che riducono l'eliminazione urinaria di calcio, o di acido urico, o di cistina o di altri elementi che possono essere responsabili di calcolosi.
Come viene diagnosticata la calcolosi urinaria?
L'ecografia consente di rilevare la maggior parte dei calcoli, per la presenza del caratteristico cono d'ombra posteriore. Utile anche la radiografia diretta dell'addome che consente di distinguere i calcoli radio-opachi.
L'urografia è spesso necessaria per un accurato iter diagnostico. Richiede l'iniezione di un mezzo di contrasto in vena che, sia pur raramente, può essere allergizzante.
L'URO-TAC è l'indagine d'elezione perché è precisa e non richiede l’iniezione di mezzo di contrasto per diagnosticare la calcolosi.
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Sintomi – Calcolosi urinaria
Una patologia silenziosa
La calcolosi renale non causa abitualmente alcun disturbo fino a quando non intervengono complicanze, ci spiega il dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona).
Anche calcoli molto voluminosi che ostruiscono in parte o completamente le vie urinarie possono non causare dolore. Talvolta invece si ha dolore con sensazione di peso nella regione lombare che si può irradiare verso l’inguine. Il calcolo, danneggiando la mucosa urinaria può determinare microematuria (sangue che si evidenzia solamente all’esame delle urine). In altri casi invece il dolore è particolarmente intenso e si manifesta la classica colica renale, abitualmente causata dal passaggio del calcolo dal rene all’uretere.
Il dolore, spesso violentissimo, inizia nella regione lombare corrispondente a quella del rene colpito, e si irradia in avanti verso i genitali. Può essere accompagnato da nausea e vomito. Può durare poche ore o può ripetersi anche per molti giorni se il calcolo continua a muoversi. Spesso è accompagnato da macroematuria (sangue nelle urine che si evidenzia anche aocchio nudo). Può essere infine presente pollachiuria (frequente emissione di piccole quantità di urine) e disuria (difficoltà nell’urinare). Questi sintomi si possono presentare quando un calcolo passa dall’uretere in vescica.
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Cura e Terapia – Calcolosi urinaria
Terapia medica della calcolosi e della colica
Come si interviene in caso di calcolosi? La parola al dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona).
I calcoli inferiori ai 5 mm di diametro di solito transitano spontaneamente e vengono eliminati con le urine. Quelli tra i 5 ed i 7 mm transitano spontaneamente nel 50% dei casi, quelli tra i 7 e i 10 mm in circa il 20% dei casi. I calcoli più grandi di 10 mm raramente passano spontaneamente e richiedono l'intervento medico. Le modalità di intervento sono molteplici.
Il primo approccio è la terapia medica che permette, nel caso dei calcoli di acido urico (10-15% del totale), di scioglierli completamente, evitando qualsiasi manovra di carattere urologico. Negli altri casi, con un adeguato approccio di carattere dietetico e/o farmacologico si riesce spesso a evitare che il calcolo si ingrandisca; non di rado è possibile ottenerne la riduzione di volume consentendone l'eliminazione naturale attraverso le vie urinarie. La terapia medica può facilitare anche l'espulsione spontanea dei calcoli ureterali che sono quelli potenzialmente più pericolosi. Infatti, l’utilizzo di specifici farmaci rilassanti la muscolatura ureterale, quali calcioantagonisti e alfabloccanti, premette una più alta probabilità di eliminare i calcoli ureterali.
Le tecniche endourologiche (ureteroscopia e PCNL – nefrolitotripsia percutanea)nel trattamento della calcolosi urinaria sono quelle metodiche che consentono di giungere al rene e all'uretere e di effettuare interventi terapeutici mediante strumenti (nefroscopio o ureteroscopio) introdotti o dalla schiena (nefroscopio) o per via endoscopica attraverso il meato urinario (ureteroscopio). Presentano indubbi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale: consentono una più rapida guarigione delle ferite, meno giorni di degenza in ospedale, consistente riduzione delle spese mediche.
La terapia della colica renale prevede l’utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS) per via intramuscolare. Nel caso in cui il dolore sia molto violento è necessaria la terapia per via endovenosa. Il cosiddetto carico di acqua (bere moltissima acqua in poco tempo) per favorire l'espulsione del calcolo non è più consigliabile. Si è infatti dimostrato che potrebbe causare sofferenza al rene in caso di calcolo ostruente.
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La litotrissia axtracorporea a onde d’urto (ESWL)
La litotrissia axtracorporea a onde d'urto consiste nella somministrazione di onde d’urto extracorporee, generate dall’apparecchio, che vengono focalizzate sul calcolo con metodica radiologica, ecografica o mista. La microcavitazione provocata dalle onde d’urto sul calcolo ne induce una frantumazione. La ESWL prevede l’eliminazione per via naturale con le urine dei frammenti di calcolo.
Secondo il dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona), basandosi esclusivamente sulle dimensioni del calcolo, l'ESWL è indicata come metodica di prima scelta nelle calcolosi renali di diametro inferiore a 2 cm. Per calcoli inferiori a un centimetro la probabilità di successo è superiore all'84%, per calcoli tra 1 e 2 cm e del 77%: maggiore è la dimensione del calcolo e minore è la probabilità di eliminazione dei frammenti, con necessità di più trattamenti di ESWL o di altre manovre terapeutiche.
Basandosi sulla sede del calcolo la metodica è indicata per i calcoli situati nella pelvi renale (percentuale di successo dell'80%), per i calcoli dei calici superiori (percentuale di successo del 75%) mentre è meno indicata per i calcoli dei calici inferiori (percentuale di successo di circa il 50%).
Basandosi sulla composizione del calcolo, la ESWL è maggiormente indicata per i calcoli di calcio-ossalato e struvite (successo nell'80% dei casi) rispetto a cistina e brushite (successo in circa il 50% dei casi). Questi ultimi sono molto più duri e resistenti al trattamento. I calcoli di acido urico possono essere invece sciolti mediante farmaci specifici e non dovrebbero essere sottoposti a ESWL.
La ESWL è anche comunemente utilizzata per il trattamento della calcolosi ureterale. Secondo le Linee Guida, il calcolo ureterale deve però avere dimensioni non superiori a 10 mm ed essere radio-opaco. Infatti, i calcoli ureterali si frantumano meno facilmente dei calcoli renali, per cui richiedono onde d’urto con maggiore energia e più sedute.
Tuttavia con il miglioramento delle conoscenze e della tecnologia, la ESWL nella calcolosi ureterale si è imposta come metodica efficace e con sempre minori effetti collaterali; ha attualmente una percentuale di successo tra il 40 ed il 100%
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Chirurgia – Calcolosi urinaria
Chirurgia: un ruolo marginale
Come spiega il dottor Giuseppe Campo, urologo e andrologo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar (Verona), attualmente il ruolo della chirurgia tradizionale (chirurgia a cielo aperto) nella calcolosi urinaria è marginale. La possibilità di effettuare la litotripsia extracorporea o quella di ricorrere alle tecniche endourologiche, consente di evitare molto spesso la chirurgia a cielo aperto. Non più del 5% dei calcoli urinari è trattato mediante chirurgia tradizionale.
Come avviene l'Intervento chirurgico a cielo aperto? Dopo l'anestesia generale il chirurgo pratica un'incisione nella cute e apre il bacinetto renale o l’uretere in modo che il calcolo possa essere rimosso manualmente. Il successo nella calcolosi a stampo è di circa il 90-95%. Per la guarigione dall'intervento sono necessarie da 4 a 6 settimane. Questo tipo di intervento può essere effettuato una sola volta, o al massimo due, senza che permangano significativi danni renali. Si stima infatti che ogni volta che il chirurgo interviene effettuando un'incisione sul rene, questo perde circa il 20% della sua funzione.
Inoltre vi possono essere danni renali da altre cause: durante l'intervento l'arteria renale è clampata (chiusa) per alcuni minuti per impedire un'eccessiva emorragia quando il rene è inciso; il rene è pertanto esposto a ischemia che, se prolungata, può essere altra causa di danno renale.
Pur nel più sempre limitato spazio per la chirurgia tradizionale, si possono dare alcune indicazioni per il suo utilizzo:
1. Fallimento di altri trattamenti
2. Anomalie anatomiche
3. Obesità
4. Chirurgia aperta concomitante
5. Calcolosi a stampo complessa non risolta dalle altre modalità di intervento.
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Glossario per Calcolosi urinaria – Enciclopedia medica Sanihelp.it
Farmaci
– ALLOPURINOLO MOLTENI*30CPR300M
– ALLOPURINOLO MOLTENI*50CPR100M
– CISTALGAN*30CPR RIV 200+250MG
– GENURIN*30CPR RIV 200MG
– NORFLOXACINA SAND*14CPR 400MG
– ZYLORIC*30CPR DIV 300MG
– ZYLORIC*50CPR DIV 100MG
Tag cloud – Riepilogo dei sintomi frequenti
sangue nell’urina
nausea
vomito
disuria
dolore che dalla zona lombare si irradia ai genitali
colica renale