La malattia è anche conosciuta come:
ascesso allo stomaco
Condizione legata all’invecchiamento dell’occhio e che si manifesta con un progressivo peggioramento della capacità di mettere a fuoco gli oggetti vicini. Solitamente si manifesta più precocemente e in maniera più eclatante negli ipermetropi e in molti astigmatici e in modo meno fastidioso ed evidente nei miopi.
Categoria: Malattie infettive
Che cos’è – Ascesso epatico
Gli ascessi epatici si possono distinguere in batterici, amebici, micotici a seconda che siano dovuti a batteri, protozoi (ameba) o miceti (funghi).
Gli ascessi batterici sono i più comuni e nella maggior parte dei casi conseguono a infezioni delle vie biliari o da un focolaio di infezione adiacente.
Gli ascessi amebici o amebiasi epatica sono gli ascessi prevalenti nei Paesi in via di sviluppo e sono provocati dal protozoo Entamoeba Hystolitica. Gli ascessi micotici si riscontrano soprattutto nel in occidente a causa dell’incremento di soggetti immunodepressi a causa dell’infezione da HIV, terapie immunosoppressive, trapianti.
L’ascesso epatico può è definito piogeno quando è causato da batteri in grado di provocare nell’organismo infezioni purulente, cioè con formazione di pus. La maggior parte degli ascessi epatici di questo tipo è polimicrobica e fra i microrganismi responsabili vengono annoverati l’Escherichia coli, la Klehsiella, il Proteus, lo Pseudomonas e le specie di Streptococcus, in particolare lo Streptococcus milleri.
Purtroppo però in circa il 40% dei casi di ascesso epatico piogenico non può essere identificata una fonte evidente di infezione, per queste patologie si ipotizza dunque che la causa possa riscontrarsi nella flora batterica orale, soprattutto nei pazienti con malattia periodontale severa.
Gli ascessi epatici causati dall’infezione da Staphylococcus aureus sono più comuni nei bambini e nei pazienti con setticemia o diminuita resistenza alle infezioni mentre gli ascessi fungini possono verificarsi nei pazienti immunocompromessi, in particolare in quelli con neoplasie ematologiche.
Prevenzione – Ascesso epatico
La sintomatologia più comune di un ascesso epatico è costituta da febbre, mal di pancia e leucocitosi, cioè un aumento complessivo del numero dei globuli bianchi maturi del sangue al di sopra della cifra media normale di 6000-8000 per mmc, fino a 20.000 e oltre.
I pazienti con amebiasi possono avere diarrea e perdita di peso, anche se in certi casi questa malattia è asintomatica.
I sintomi degli ascessi epatici comprendono dolore all’addome superiore, brividi e febbre e, in molti casi, dolorabiltà al quadrante superiore destro e ittero modesto. Altre manifestazioni che possono essere sintomo della patologia in corso sono feci color argilla, urine scure, brividi e febbre, perdita di appetito e di peso, nausea e vomito.
A seguito di questi sintomi e per avere la conferma della diagnosi, il medico può decidere di procedere con esami più approfonditi come l’esecuzione di una Tomografia Assiale Computerizzata dell’addome, sebbene possano essere utili anche l’ecografia e la scintigrafia nucleare.
Sintomi – Ascesso epatico
L’ascesso può anche avere origine da una puntura o da una ferita attraverso la quale i microrganismi penetrano all’interno dell’organismo. Non esiste quindi una vera e propria prevenzione possibile, se non quella di avere l’accortezza di fare il più possibile attenzione a non ferirsi. Tuttavia, una volta che l’infezione è in corso, per evitare che possa evolvere in un ascesso epatico, è utile trattare immediatamente queste patologie con un’adeguata terapia antibiotica e se necessario effettuare un drenaggio delle raccolte intraddominali infette, drenaggio che viene effettuato nella maggior parte dei casi per via per cutanea sotto guida radiologica.
In presenza di ascessi multipli potrebbe non essere necessario applicare il drenaggio solo alle manifestazioni più gravi, e in presenza di una patologia lieve la sola terapia antibiotica potrebbe essere sufficiente ad evitare che un decorso negativo.
Il trattamento antibiotico delle infezioni biliari e addominali possono essere ad ampio spettro, associando per esempio ampicillina ad un amino glicoside se si sospetta l’origine biliare. È tuttavia sempre consigliabile effettuare un’analisi coltura in modo da individuare con esattezza l’antibiotico più adatto per il trattamento dell’infezione in corso.
Diagnosi – Ascesso epatico<
I primi sintomi dell’ascesso epatico possono essere lievi e indurre a sottovalutare la patologia, ma all’esame del paziente il medico noterà un aumento della regione di confine del fegato https://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/2943.htmlche si estende oltre l’arco costale.
La disfunzione di un organo o di sistema, per esempio convulsioni o alterazione della funzione intestinale, può fornire una ulteriore conferma della patologia in corso.
Dopo l’esame dell’anamnesi e l’osservazione del paziente, si procede con una serie di esami che possono comprendere un’analisi generica del sangue e delle urine, tomografia assiale computerizzata, risonanza magnetica, biopsia dei tessuti danneggiati, esami a raggi X ed ecografia. Quest’ultima può essere utile a distinguere le parti solide da quelle piene di liquido e può aiutare a guidare l’aspirazione della lesione con ago.
La tomografia assiale computerizzata si rivela utile nel caso in cui l’ascesso sia localizzato in una zona delicata e sia necessario determinarne l’esatta posizione.
La colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (o C.P.R.E.), procedura utilizzata nella diagnosi e nella cura di alcune malattie dei dotti biliari, della cistifellea e dei dotti pancreatici, è indicata nei pazienti nei quali le tecniche di imaging evidenziano dei calcoli biliari o un’importante colestasi.
Cura e Terapia – Ascesso epatico
In presenza di un ascesso piogenico, la diagnosi precoce e il trattamento con antibiotici migliora il risultato, anche se il tasso di mortalità è molto alto e si attesta fra il 5 e il 30%. È necessario dunque procedere subito con la somministrazione di antibiotici ad ampio spettro come penicillina, aminoglicoside e metronidazolo prima di avere i risultati della coltura mentre una cefalosporina di terza generazione può essere somministrata ai pazienti anziani o nel caso in cui la funzionalità renale sia compromessa. In presenza di un ascesso amebico il trattamento più indicato è il metronidazolo che si rivela efficace nel 95% dei casi trattati, in questo caso il tasso di mortalità non supera il 3%.
Il trattamento antibiotico può tuttavia non essere sufficiente per la guarigione totale, in questo caso è necessario dunque procedere con un drenaggio guidato dall’ecografia o dalla TAC.
Glossario per Ascesso epatico – Enciclopedia medica Sanihelp.it
Farmaci
– METRONIDAZ.B.B.*EV 20FL 100ML
Tag cloud – Riepilogo dei sintomi frequenti
affaticabilità
disturbi dell’alimentazione
anoressia
diminuzione dell’appetito
disturbi dell’appetito
astenia
brividi
bubboni
repulsione per il cibo
conato
debolezza
dimagrimento
ematemesi
esauribilità
mancanza della fame
febbre
mancanza delle forze
ingrossamento zona ghiandolare
inappetenza
ipertermia
ingrandimento dei linfonodi
nausea
orripilazione
dolore alla pancia
pelle d’oca
calo di peso
rigetto
rigurgito
snellimento
spossatezza
stanchezza
innalzamento della temperatura
dolore al ventre
voltastomaco
vomito
sangue nel vomito
sensazione di vomito