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Appendicite acuta

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Appendicite acuta

L’appendicite acuta è un’irritazione, infiammazione e infezione dell’appendice vermiforme ed è la causa più comune di urgenza chirurgica nell’età pediatrica. I dettagli con il professor Alessandro Inserra del Dipartimento di Chirurgia e Centro Trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Categoria: Malattie apparato digerente
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Che cos’è – Appendicite acuta

Appendicite acuta in età pediatrica

 

Grazie al contributo del professor Alessandro Inserra del Dipartimento di Chirurgia e Centro Trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (www.ospedalebambinogesu.it), approfondiamo che cos’è l’appendicite acuta.

L’appendicite acuta è un’irritazione, infiammazione e infezione dell’appendice vermiforme (un sottile tubulo che origina dalla prima porzione del grosso intestino chiamato cieco) che normalmente è posizionata a livello del quadrante inferiore destro dell’addome. In genere l’appendice funziona come parte del sistema immunitario durante il primo anno di vita, divenendo poi un organo bersaglio di infezioni nelle età successive. L’appendicite acuta è la causa più comune di urgenza chirurgica nell’età pediatrica, è infatti uno degli interventi più comuni tra i 6 e i 20 anni.

La patologia risulta meno comune sotto i 4 anni di età. Quanto più sono piccoli i bambini tanto più facilmente ci si può trovare di fronte a un’appendicite già perforata (peritonite) a causa di alcuni fattori anatomici (impianto largo della base appendicolare, brevità dell’epiploon) e alla difficoltà che hanno i bambini in questa età a riferire con precisione la sintomatologia soggettiva. L’appendicite colpisce sia maschi che femmine e si valuta che vengano eseguite all’incirca quattro asportazioni chirurgiche ogni mille bambini al di sotto dei 14 anni di età.

Sintomi – Appendicite acuta

 

Le cause e i sintomi della patologia

Il Professor Alessandro Inserra del Dipartimento di Chirurgia e Centro Trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (www.ospedalebambinogesu.it), ci spiega cosa dà origine all’appendicite e come si manifesta.

L’appendicite acuta si rende evidente quando l’interno dell’organo risulta rigonfio dalla presenza, per esempio, di muco, feci, parassiti, o coproliti (concrezioni di feci); il ristagno di questi materiali provoca la virulentazione dei germi presenti all’interno dell’appendice. La rottura o perforazione dell’appendice sono la causa della trasformazione dell’infezione dell’organo in contaminazione della cavità addominale da parte di materiale francamente infetto (feci) cui l’organismo risponde con la produzione di pus (peritonite).


La sintomatologia varia a seconda del paziente e può dipendere dall’età, dalla posizione dell’appendice e dal rapporto che si instaura con il clinico.

Tra i sintomi più frequenti si segnalano:

1. Dolore addominale che può nascere nell’area circostante l’ombelico e quindi spostarsi a livello del quadrante inferiore destro dell’addome ovvero nascere e persistere direttamente in tale zona (peggiora con il movimento, con i respiri profondi, con la palpazione, la tosse o lo starnutire); il dolore può interessare tutto addome nel caso di rottura dell’appendice (perforazione peritonite).
2. Nausea e vomito.
3. Inappetenza.
4. Febbre anche non molto alta (37,2 – 38°C) nelle forme iniziali non complicate da peritonite e malessere generale;
5. Modificazioni nel comportamento.
6. Stipsi o diarrea.

Diagnosi – Appendicite acuta

La diagnosi di appendicite

Quando consultare il medico? Come si effettua la diagnosi? Ce lo racconta il Professor Alessandro Inserra del Dipartimento di Chirurgia e Centro Trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (www.ospedalebambinogesu.it).

La sintomatologia legata a un processo di infezione dell’appendice può assomigliare ad altre condizioni di interesse medico e chirurgico per cui è indispensabile rivolgersi al medico curante o lo specialista chirurgo, unici in grado di effettuare una corretta diagnosi.

Una diagnosi corretta e tempestiva ricorre alla raccolta della storia clinica e all’esame clinico. Possono essere un utile complemento , una valutazione degli esami ematochimici (valore dei globuli bianchi, della velocità di sedimentazione, della proteina C reattiva) e un’ecografia, da eseguire solo in casi selezionati e comunque dopo un’accurata visita chirurgica.

Chirurgia – Appendicite acuta

Quale trattamento per l’appendicite?

Grazie al contributo del Professor Alessandro Inserra del Dipartimento di Chirurgia e Centro Trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (www.ospedalebambinogesu.it), scopriamo come si interviene in caso di appendicite.

Il trattamento specifico per questo tipo di patologia viene deciso e determinato dal chirurgo, che tiene conto di diversi fattori come: l’estensione della malattia, l’età del bambino, la situazione clinica generale, la storia medica, la tolleranza del bambino a determinate procedure o terapie. In caso di rottura dell’appendice, si va incontro a peritonite che si tratta con appendicectomia. Il solo trattamento medico, che prevede il raffreddamento dell’appendicite con antibiotici e borsa di ghiaccio, espone al rischio di recidiva, in forma spesso anche più virulenta.

Il trattamento chirurgico avviene in anestesia generale; si esegue un’incisione a livello del quadrante inferiore destro dell’addome e il chirurgo, dopo averla individuata, procede alla rimozione dell’appendice. Nel caso in cui sia presente una rottura dell’appendice, viene lasciato un piccolo drenaggio nella cavità addominale per consentire al pus o agli altri fluidi di essere eliminati all’esterno. Il tubo viene rimosso dopo pochi giorni, quando si ha la sicurezza che non esiste più pericolo di infezione addominale.

Dopo la terapia – Appendicite acuta

E dopo l’intervento?

Cosa avviene dopo l’intervento? Quanto il bambino sta in ospedale? Risponde il Professor Alessandro Inserra del Dipartimento di Chirurgia e Centro Trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (www.ospedalebambinogesu.it).

In seguito al trattamento chirurgico al bambino non viene consentito di bere o mangiare per un periodo di tempo che varia da caso a caso (normalmente dalle 24 alle 72 ore) e pertanto il paziente viene sottoposto a una terapia reidratante per via endovenosa associata o meno a una terapia antibiotica di protezione. Passato questo periodo e quando riappare la canalizzazione intestinale, al paziente viene consentita prima una dieta idrica e poi solida.

Un paziente trattato per una peritonite, normalmente rimane in ospedale per qualche giorno in più rispetto a i pazienti operati di appendicite acuta (mediamente 7-12 giorni).

Una volta tornati a casa è opportuno però mantenere alcune attenzioni. È consigliabile che le attività abituali ricomincino in maniera prudente e graduale, si consiglia di aspettare di 4 o 5 settimane prima di riprendere le attività sportive dopo l’intervento ed è importante evitare di fare il bagno o la doccia prima che la ferita si sia chiusa definitivamente.

Potrà essere necessario in qualche caso continuare la terapia antibiotica (che solitamente viene sospesa in ospedale) ed eseguire delle medicazioni che normalmente non sono dolorose.

In seguito all’intervento, all’allettamento e al digiuno il bambino potrebbe avere difficoltà ad evacuare: è consigliabile aumentare in via temporanea la quantità di cereali e vegetali introdotti quotidianamente nella dieta.

Glossario per Appendicite acuta – Enciclopedia medica Sanihelp.it

 – Appendice
 – Addome
 – Coprolito
 – Chirurgia
 – Anestesia
 – Muco
 – Feci
 – Globulo
 – Ecografia
 – Peritonite
 – Parassita
 – Pus


Tag cloud – Riepilogo dei sintomi frequenti

stipsi
febbre
inappetenza
vomito
nausea
dolore all’addome

 

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