tipologia di vite inserita nell'elenco delle 50 erbe fondamentali in medicina tradizionale cinese, ove si utilizza un estratto delle sue radici per le proprietà diuretiche e analgesiche. Solitamente commercializzato assieme all'astragalo, la cui interazione porta ad una riduzione significativa dei livelli di glicemia, e alla berberina, della quale potenzia l'effetto, alcune ricerche attribuiscono a questa pianta anche capacità neuroprotettive e cardioprotettive: in particolare, sembra che possa risultare utile per quel che concerne l'aritmia. Inoltre, sebbene il meccanismo d'azione non sia noto, pare che la Stephania tetrandra riesca a inibire la genesi degli osteoclasti, con la diretta conseguenza di prevenire l'osteoporosi. Occorre però fare attenzione: essendo una delle quattro piante denominate anche Fang Chi, è facile confonderla con, ad esempio, l'Aristolochia Fanchi, che può provocare seri danni renali.