Sanihelp.it – Ha raggiunto, il 5 febbraio scorso, l’11.ma edizione la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, istituita dalla Campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.
Il tema di quest’anno è stato Make the Difference. Stop #foodwaste.
Si è ampiamente dibattuto sulla necessità di moltiplicare le buone pratiche quotidiane a tutti i livelli, coinvolgendo cittadini, enti pubblici, imprese, associazioni e scuole per raggiungere insieme l’obiettivo comune.
A partire dalla prevenzione e riduzione dello spreco alimentare nelle case, nella filiera di produzione, distribuzione e commercio del cibo, nella ristorazione, nelle mense, nelle abitudini di acquisto e di conservazione degli alimenti, con l’obiettivo di sensibilizzare sulle strette connessioni tra spreco alimentare e impatto ambientale.
Per l’occasione Ambiente Mare Italia ha lanciato la campagna: semplici buone pratiche per ridurre lo spreco alimentare. « Evitare lo spreco – ha dichiarato Alessandro Botti, Presidente di Ambiente Mare Italia – AMI ETS – significa utilizzare in maniera più sostenibile le risorse della nostra natura, proteggere la biodiversità, accrescere le risorse naturali, limitando l’inquinamento ambientale. Per ridurre lo spreco dovremmo in primis cambiare le nostre abitudini in casa e a tavola».
Come?
In Italia, dalla fotografica scattata dal CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, si evince come »lo spreco alimentare sia generato per il 70% dal consumo domestico e da quello fuori casa, il 20% dalla distribuzione e vendita al dettaglio e, solamente, il 10% dal comparto agricolo tra post raccolta e trasformazione».
Nell’ultimo anno in Italia sono stati sprecati 524,1 grammi pro capite a settimana di cibo pari a circa 75 grammi di alimenti al giorno e a 27,328 chilogrammi all’anno di beni alimentari.
Nella top list degli alimenti più sprecati ci sono:
frutta fresca (24 grammi pro capite a settimana);
insalata (17.6 grammi);
cipolle, aglio e tuberi pari a 17,1 grammi pro capite a settimana; pane fresco (16,3 grammi);
verdure (16 grammi).
Secondo l’esempio dell’Osservatorio di Waste Watcher International quei 24 grammi di frutta fresca equivalgono a 5-6 mele gettate all’anno da ogni individuo, ovvero circa 300-350 milioni di mele sprecate annualmente dalla popolazione italiana.
»Questi dati ci fanno riflettere e dimostrano come – continua Botti – in ambito domestico siano ancora troppi gli errori commessi. Basterebbe che ognuno facesse la propria parte, seguendo poche e semplici regole quotidiane. Per questo Ambiente Mare Italia inaugura la campagna social @AcasaNonSpreco».
»Attualmente assistiamo a veri paradossi del sistema agroalimentare – continua Ilaria Falconi, delegata e Responsabile per Ambiente Mare Italia dell’Area »Terra, Suolo e Agricoltura sostenibile» produciamo cibo per 9 miliardi di persone ma, nonostante la popolazione mondiale sia di circa 7 miliardi, ci sono 828 milioni di persone che soffrono per fame; 2,3 miliardi di persone vivono in condizioni di moderata o grave insicurezza alimentare e 3,1 milioni di individui a livello globale non hanno accesso ad una dieta sana».
E aggiunge »Tali valori raffigurano l’esistenza di una consistente differenza fra la reale potenzialità produttiva del sistema agroalimentare globale e l’effettiva quantità di alimenti che vengono consumati dalla totalità della popolazione. Tale differenza è rappresentata dalle perdite e dallo spreco alimentare che si verificano lungo tutte le fasi della filiera».
Ognuno di noi può fare la differenza! #AcasaNonSpreco
Semplici e buone regole da seguire per ridurre lo spreco alimentare in ambito domestico.
Acquistiamo poco, ma di frequente, consumando sempre prodotti freschi.
Prediligiamo i prodotti a filiera corta e/o Km zero, facendo sempre attenzione alla stagionalità-
Congeliamo i prodotti (ad es. pane e carne) che non vengono consumati nel breve termine.
Posizioniamo i nuovi acquisti sul fondo al fine di organizzare il frigo e la dispensa per scadenza dei prodotti.
Predisponiamo la lista della spesa basata su menu settimanale al fine di fare acquisti oculati in base alle proprie esigenze e non dettati dal senso di fame, dal desiderio o dall’offerta.
Scegliamo le dosi di prodotto da utilizzare/cucinare valutando attentamente le quantità necessarie.
Controlliamo la scadenza dei prodotti acquistati.
Riutilizziamo gli avanzi, riducendo lo scarto di prodotti vegetali e animali.