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Farmaci per la carenza di enzimi pancreatici

Sanihelp.it – L’appello lanciato da Fedez via Istagram ha avuto il merito di accendere i riflettori su un grave problema che coinvolge i pazienti di tutta Italia: nelle farmacie è praticamente introvabile un farmaco che consente a chi è stato operato al pancreas, ma anche a chi soffre di patologie a coinvolgimento pancreatico come la fibrosi cistica di poter mangiare e assimilare il cibo.


«Il pancreas è per molti un organo »misterioso», di cui spesso si ignora l’importanza e addirittura la posizione. Si tratta di una ghiandola di circa 20 cm posizionata tra la colonna vertebrale e lo stomaco ed il suo ruolo è fondamentale per l’equilibrio metabolico dell’intero organismo – chiarisce Filippo Antonini, membro della Commissione Nazionale Pancreas dell’AIGO e Direttore dell’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Interventistica di Ascoli Piceno (AP), Marche che puntualizza- Da una parte produce ormoni, come l’insulina ed il glucagone, necessari per mantenere i corretti livelli di glicemia nel corpo (la cui alterazione può portare a diabete), dall’altra produce molti enzimi che sono necessari per la digestione di tutti gli alimenti (carboidrati, grassi e proteine)».

«Proprio questi enzimi – prosegue lo specialista – a volte non sono prodotti a sufficienza (come nei pazienti con tumore del pancreas, pancreatite o dopo chirurgia del pancreas) oppure, sebbene prodotti in giusta quantità, non sono correttamente »utilizzati» dal corpo umano, come ad esempio nei pazienti che hanno subito un intervento chirurgico allo stomaco. In tutti questi casi si parla di »insufficienza pancreatica esocrina» ed il paziente ha bisogno di assumere gli enzimi pancreatici sottoforma di capsule (in Italia, il farmaco ha il nome commerciale di Creon). In queste situazioni non assumere correttamente gli enzimi può portare a molti problemi, tra cui una sgradevole diarrea »untuosa» derivante proprio dall’eccessiva quantità di grassi non digeriti, oppure può condurre ad un evidente dimagrimento con perdita di massa muscolare (per carente assorbimento di proteine), o possono svilupparsi molteplici altre condizioni come deficit vitaminici, stanchezza cronica, gonfiore addominale, depressione».

 

«Questi pazienti –conclude il Dottor Antonini- possono essere a volte molto complessi con una ridotta qualità della vita ed i sintomi, a volte molto subdoli, non vanno assolutamente sottovalutati. È evidente come sia necessario affidarsi a medici specializzati nella gestione delle malattie del pancreas che avranno il compito, tra le altre cose, di ottimizzare una terapia personalizzata per garantirne la migliore efficacia».

Il Ministero, in risposta all’appello di Fedez che ha sicuramente avuto il merito di portare alla luce una situazione complessa ha subito diramato una notanella quale ha precisato come: la carenza di enzimi pancreatici riguarda, nello specifico, il farmaco Creon. Si tratta di una situazione nota e indipendente dalle attività regolatorie di AIFA, che ha già da tempo fornito ai pazienti e agli operatori sanitari adeguate informazioni anche di carattere operativo. Ad oggi l’unica azienda produttrice (Viatris Italia S.r.l.) ha comunicato l’impossibilità di soddisfare la domanda per eccesso di richiesta. Tuttavia, come peraltro già comunicato da AIFA attraverso le procedure ordinariamente utilizzate in caso di carenza di farmaci, l’Agenzia consente alle strutture sanitarie l’importazione per analogo farmaco autorizzato all’estero, nel caso in cui le strutture stesse dovessero riscontrare discontinuità nella fornitura, a livello delle reti distributive cui hanno accesso. Le farmacie che non dovessero tuttavia reperire il prodotto negli usuali canali distributivi possono effettuare un ordine diretto al titolare tramite l’apposito servizio di Customer Service.

Il comunicato del Ministero fa riferimento a una nota di AIFA dello scorso 25 ottobre: l'Agenzia Italiana del Farmaco, infatti, già mesi fa aveva segnalato che a causa di problemi produttivi ed elevata richiesta, i medicinali a base di pancrelipasi Creon e Creonipe sono attualmente distribuiti in maniera contingentata», e che tale situazione si protrarrà presumibilmente fino al 31 dicembre 2025.


L'AIFA, inoltre, aveva invitato gli operatori sanitari a prescrivere Creon 10.000 e 25.000 e Creonipe 35.000 solo per le indicazioni autorizzate, a informare i pazienti già in trattamento, anche al fine di evitare fenomeni di accaparramento, e a prescrivere questi farmaci solo se strettamente necessario, nella minima dose efficace, e se per l’indicazione in questione non esistono valide alternative terapeutiche o se, per i pazienti in trattamento, non è possibile effettuare lo switch ad altri medicinali. 

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