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12 consigli psicologici per dimagrire

Come seguire una dieta, trucchi e consigli per dimagrire

Sanihelp.it – Come faccio a dimagrire? Come funziona una dieta? Chi o cosa mi può aiutare a portarla a termine? Qui sotto troverai fasi, trucchi e consigli psicologici per perdere peso! Riuscire a perdere peso è una sfida che può spaventare. Ma con una dieta ben studiata l’obiettivo è alla portata: bisogna solo convincersi che, oltre i trucchi, i rimedi e i consigli per dimagrire che trovate qui sopra, la convinzione di fare qualcosa di buono per sé stessi e la propria salute è fondamentale.


La psicologia gioca un ruolo importante: ecco perché, forse, piuttosto che come faccio a dimagrire la domanda da porsi è perché perdere peso? Convincersi infatti è il primo passo per intraprendere un viaggio che merita di essere affrontato. Lo step successivo è riuscire a seguire una dieta: ecco perché abbiamo inserito in questa sezione i nostri 12 consigli psicologici su come dimagrire.

Ti aiuteranno a avere una visione completa della strada da percorrere verso il peso forma ideale. Dal consumo calorico all’importanza del movimento fisico, ogni piccolo passo ti aiuterà  a stare meglio con il tuo corpo garantendoti una vita più serena ed in salute.

Le fasi della dieta

Ogni dieta ha un andamento particolare e non è quindi possibile sapere in anticipo quanti chili perderai.
Allo stesso modo, però, osservando tutte le diete, è possibile notare alcune somiglianze e individuare delle vere e proprie fasi. Ciò che è importante è che tu sappia che in associazione a tali fasi è possibile osservare la presenza d’aspetti caratteristici anche dal punto di vista psicologico: questa conoscenza ti sarà  molto utile per affrontare gli scogli che inevitabilmente s’incontreranno durante il cammino.

La prima fase è quella della buona perdita di peso, quella in cui il tuo peso scenderà  con maggior velocità . è caratterizzata psicologicamente dalla soddisfazione e dalla piacevole sorpresa per i risultati ottenuti. In questa fase ci sarà  da parte tua un notevole accostamento alla dieta e avrai la sensazione di poter andare avanti senza intoppi fino a raggiungere il peso ottimale.

A questa prima, succederà  la seconda fase in cui il peso scenderà  in modo molto meno appagante. Questa è la fase in cui le (false) aspettative del periodo precedente vengono disattese, poiché il peso che prima scendeva così velocemente adesso scende lentamente. Questa fase è psicologicamente caratterizzata dalla presa di coscienza che la dieta non ha virtù magiche e quindi non è in grado di produrre risultati così rapidi e consistenti come si era immaginato. A questo punto potrai avere due differenti reazioni:

  • Delusione, a causa della quale la disponibilità  a seguire la dieta diminuirà  progressivamente fino all’abbandono definitivo del programma.
  • Accettazione cioè: si passa alla fase successiva di stabilizzazione.

Ti consiglio vivamente di prepararti ad affrontare questo momento con grande serenità , pena una demoralizzante e frustrante esperienza di sconfitta. Se supererai questo momento difficile, incontrerai la terza fase, che sarà  quella in cui, pur permanendo una lenta riduzione della perdita del peso, non ci si perderà  d’animo e si continua senza farsi troppi problemi.


Questa fase sarà  possibile se prenderai coscienza che:

  • l’abbandono della dieta ti farebbe ingrassare. Ti porterebbe cioèrapidamente alle condizioni iniziali, con qualche chilo in più.
  • raggiungere il peso ottimale in pochi o tanti mesi non conta, visto che sei alla ricerca del tuo modo definitivo di alimentarti;
  •  i vantaggi a lungo termine sono maggiori delle difficoltà  per raggiungerlo.

Una volta che avrai raggiunto questa fase, accederai progressivamente alla fase successiva, quella del mantenimento.

L’obesità  non è una colpa

Il sovrappeso rappresenta una situazione molto particolare nell’ambito delle circostanze che inducono una persona a intraprendere un programma alimentare. Se anche tu sei in sovrappeso devi partire avendo almeno una certezza: che molti dei tuoi pensieri riguardanti il tuo corpo e il tuo disagio sono perfettamente comprensibili ma, allo stesso modo, possono essere rivisitati e corretti. Poiché viviamo in una società  che ha fatto dell’immagine uno dei capisaldi della cultura contemporanea, è comprensibile che tu sia portato a vivere negativamente i tuoi chili di troppo.

Ai nostri giorni, infatti, i canoni di bellezza impongono una figura asciutta, espressione di leggerezza, armonia, efficienza ed eleganza. Non per questo, però, devi sentirti carente in tutto ciò. Soprattutto, poi, non è giusto che tu ti senta in giudizio per il fatto di essere in sovrappeso o, soprattutto, per il fatto di non riuscire a non esserlo.

Devi cercare di evitare di portare uno dei fardelli più pesanti del sovrappeso: quello di sentirsi giudicati per non impegnarsi abbastanza per essere magri. Probabilmente, buona parte della tua difficoltà  ad accettare serenamente il sovrappeso è la diffusa credenza che il sovrappeso sia legato ad una voracità  insaziabile. Anche se tu sei la prima persona a sapere che questo non è vero (e cioèche sono piuttosto le persone magre a mangiare all’eccesso) può capitare di sentire il peso del giudizio altrui circa il fatto di essere etichettabile come mangiatutto.

Dovresti, pertanto ed anzitutto, evitare di dare ai tuoi chili in più una possibile connotazione morale, dato che il sovrappeso non è una colpa ma solo la conseguenza di un metabolismo alterato. Una delle cause di questi pensieri (che, ripeto sono molto presenti ma non dovrebbero avere ragione d’essere) è il difetto tipicamente umano di cercare sempre la colpa di ciò che accade, facendo collegamenti e correlazioni elementari e fallaci.

Così la persona grassa viene dipinta come una mangiona la cui colpa è quella di non saper resistere alle tentazioni. E invece è proprio l’opposto: la colpa del sovrappeso, non è quella di un corpo che mangia troppo ma piuttosto di un corpo che consuma troppo poco. Se tu hai ben chiaro questo concetto, ma soprattutto sei convinto che questo è il pensiero generale della gente nei confronti del sovrappeso, potresti affrontare i chili in più con molta più serenità . La stessa dieta che sei in procinto di fare risulterebbe più semplice da seguire se, nel caso ce l’avessi, evitassi qualsiasi pensiero circa il giudizio altrui.

Eviteresti infatti il patema tipico di molti inizi di dieta, e cioèil timore di non farcela e di subire l’ennesimo giudizio di incapacità . Un ultimo elemento che ti consiglio di prendere in considerazione (anche se ce ne sarebbero ancora molti altri) riguarda la comprensibile aspettativa di dimagrimento in tempi brevi ed il desiderio di apprezzamento dello stesso dimagramento dal maggior numero di persone possibili.

Ti consiglio estrema attenzione a non introdurti in questo meccanismo che ha alla base il desiderio di entrare al più presto nel novero delle persone normali. Ricorda che non esistono persone normali, ma infinite persone che differiscono per qualcosa e il peso corporeo, non rappresenta sicuramente l’elemento diversificante più importante.

Fame nervosa: come combatterla?

È importante che tu sappia che probabilmente la fame che hai avvertito non fosse dovuta alla riduzione dell’apporto calorico, bensì ad altri fattori.

Sicuramente, tra i termini usati per definire l’origine della fame, avrai sentito e utilizzato l’espressione fame nervosa. Questo termine è molto importante, perché indica che molto del cibo che assumiamo è richiesto dalla nostra mente e non dal nostro organismo.
Esistono molte teorie sorte per spiegare questo fenomeno. Probabilmente tutte hanno un fondo di verità . Indipendentemente da quale possa essere la causa più accostabile a ciascuna persona, resta il fatto che è assolutamente importante che tu sappia riconoscere la presenza di una fame non legata alle richieste dell’organismo.

Essere a conoscenza dei meccanismi che causano ciò può essere utile per affrontare meglio i momenti di maggior difficoltà .
Te ne riporto alcuni tra i tanti possibili:

  • fissazione orale – Questa teoria si riferisce alle prime esperienze del bambino, che conosce il mondo e prova piacere mediante l’allattamento. Uno scorretto allattamento (troppo o troppo poco) può portare in età  adulta a cercare il cibo più del dovuto e non solo per alimentarsi. Molte persone, infatti, danno al cibo significati eccessivi, molto oltre il concetto di alimentazione.
  • confusione di stimoli – Anche questa teoria fa riferimento al bambino in fase di allattamento. Afferma che la mania di mangiare per ansia, rabbia, noia, ecc. dipenderebbe dalla tendenza delle madri di allattare il bambino ad ogni pianto di quest’ultimo. Si faticherà  in seguito a distinguere la fame del corpo da altri fattori quali ansia, rabbia, noia ecc. e si cercherà  di rimediare col cibo anche a questi stati emotivi.
  • senso di privazione – è relativo a chi, vistosi obbligato a rinunciare a certe sostanze, le desidera maggiormente, proprio per il fatto che gli sarebbero proibite.

Qualunque sia la causa, la fame nervosa non dipende da necessità  fisiche. Dipende invece da ben altri fattori, tutti legati alla sfera emotiva. Anche in questo caso te ne riporto alcuni:

  • tristezza: non depressione ma semplice tristezza, dovuta a motivi più o meno evidenti
  • ansia: la fame legata all’ansia è dovuta probabilmente alla somiglianza tra le caratteristiche della fame vera e propria, in particolare il buco allo stomaco
  • noia: qui il cibo rappresenta la via più semplice (e dannosa) per liberarsi dalla morsa della noia, interrompendo un pomeriggio inoperoso, una mattina senza impegni
  • solitudine: il cibo sostituisce qualcosa che manca. Si tratta di una persona specifica, di semplice compagnia o contatti sociali, a volte esistenti ma poco significativi
  • rabbia: molte persone mangiano per risentimento, amarezza, indignazione e frustrazione. In questo modo non si risolve la situazione e se peggiora un’altra
  • felicità : qui il pensiero non è assolutamente negativo, anzi il cibo rappresenta il giusto completamento di un evento piacevole, di una ricorrenza, di una bella giornata, di un incontro sociale: senza un bon pasto non è la stessa cosa.

I vantaggi di un peso ideale:

Ecco 10 validi motivi per raggiungere e mantenere il proprio peso ideale:

  1. Negli anni il tuo peso aumenterà  complessivamente meno: se hai un peso basso in gioventù e in età  adulta, ti accorgerai che sarà  più facile mantenere negli anni il peso entro limiti molto più accettabili;
  2. insieme al peso ridurrai anche il rischio di molte patologie (prevalentemente di tipo metabolico e cardiocircolatorio) per le quali il sovrappeso può esserne una causa. Poiché viviamo in un periodo in cui la prevenzione è diventata l’elemento cardine per il benessere quotidiano, raggiungere e mantenere un peso corretto significa fare molto per la tua salute;
  3. seguendo un programma alimentare corretto eliminerai determinati disordini alimentari di tipo qualitativo, spesso associati col sovrappeso. Combattere l’obesità  significa combattere le cattive abitudini alimentari, spesso causa di disordini anche pericolosi
  4. le comuni attività  quotidiane diventeranno meno faticose con un peso minore: il muoversi, il fare sforzi, il semplice allacciarsi le scarpe diventano molto più fattibili con meno chili addosso;
  5. pesando meno, quando questa arriverà , affronterai meglio le patologie dell’età  avanzata (osteoporosi, artrosi, indebolimento muscolare): gli anni che passano sono portatori di molti disagi… con un fisico in forma li affronterai molto più facilmente che con un fisico in disordine;
  6. il ritorno al peso ideale ti restituirà  un’immagine più gradita e gratificante: potrai guardarti allo specchio e trovare un volto e un corpo gradevoli e ciò sarà  sicuramente confortante e stimolante;
  7. nel caso il soprappeso ti creasse difficoltà  nelle relazioni sociali, il raggiunto normopeso ti aiuterà  moltissimo: solo chi ha vissuto il sovrappeso come fattore limitante può rendersi conto di quanto sia importante essere finalmente in condizioni soggettivamente accettabili;
  8. l’avvenuto successo e la capacità  di possedere finalmente un peso ottimale sarà  per te un iniezione di autostima: indipendentemente dai chili persi, perdere peso e mantenere i risultati raggiunti rappresenta un successo che fa bene a chiunque;
  9. nel caso fossero presenti (ora e i futuro) la riduzione del peso migliorerà  il decorso di particolari patologie, attenuando i sintomi, riducendo la necessità  di farmaci oppure rallentandone l’evoluzione: la cura dell’obesità  porta benefici anche a tutte le altre patologie concomitanti;
  10. indipendentemente dall’età , poi, conviene sempre pensare al futuro, disponibili a fare qualche sacrificio ora per vivere meglio gli anni a venire.

Seguire una dieta: gli extra

Per extra si intende tutto ciò che può accadere al di fuori di quanto programmato nella dieta. In particolar modo si fa riferimento ai fuori pasto e agli inviti a pranzare o a cenare fuori casa.
Per quanto concerne i fuori pasto, ricorda che non solo È giusto di tanto in tanto concedersi qualche extra, ma è addirittura necessario per rendere la dieta meno drastica, ridurre la tensione, evitare sensi di colpa, perdere il peso in modo più naturale e prolungare la disponibilità  verso dieta.

Visto che puoi concederti, di tanto in tanto, qualche strappo, sarebbe sensato optare per qualcosa di poco calorico:

Alimento Quantità  Kcal
Thè o caffè senza zucchero 1 tazza 0
Finocchi, fagiolini, cetrioli, zucchine, insalata, pomodori, senza olio a piacere < 30
Thè o caffè zuccherato (2 cucchiaini) 1 tazza 40
Yogurt magro 125 gr 40
Spremuta di agrumi 200 cc 70
Frutta (anguria, fragole, pesche, albicocche) 200 gr 70
Cracker ½ pacchetto 70
Ghiacciolo uno 70
Succo di frutta bottiglietta 70
Macedonia (¼ pera, ¼ banana, ¼ mela e limone) una porzione 80
Yogurt magro alla frutta 125 gr 90
Frutta (pere, mele, kiwi, arance, prugne) 200 gr 90
ThÈ e biscotti 1 tazza e 4 biscotti 100

Anche per quel che riguarda gli inviti fuori casa a pranzo o a cena non dovresti mai rinunciare a priori, perché la rinuncia potrebbe essere fonte di malintesi e contrasti interiori. Accettare di uscire a cena non significa abbuffarsi e non riduce a priori la volontà  di continuare la dieta, anzi… una buona cena con amici di tanto in tanto alleggerisce la pressione della dieta.
Come nel caso dei fuori pasto può risultare utile che tu abbia qualche asso nella manica:

  • indossa un abito ben attillato così che tu senta per tempo il senso di ripienezza
  • allontana il cesto del pane e dei grissini
  • scegli bene il tuo posto a sedere: vicino al supporto sociale e lontano da traviatori
  • se occorre riempiti un po’ prima di uscire con sostanze poco caloriche (insalata)
  • se necessario risparmia qualche caloria nel pasto precedente e in quello successivo
  • trova il modo per informare i vicini di tavolo di essere felicemente a dieta spiegando i motivi di quel felicemente

Cosa aspettarsi da una dieta

In ogni persona, nessuna esclusa, la tendenza naturale del peso è quella di aumentare nel corso degli anni. Se hai intenzione di seguire una dieta devi avere ben presente che questa tendenza non scomparirà  semplicemente facendo una dieta.
Prendi pertanto tutte le misure per evitare di fare la fine di milioni di persone che, dopo avere fatto una dieta si ritrovano con un peso superiore a quello di prima. Altrimenti scoprirai anche tu, nel caso non lo avessi già  fatto, che dimagrire e restare magri non è la stessa cosa.

Per prima cosa è importante che tu sappia che la tendenza a ringrassare dopo una dieta è la cosa più giusta per il nostro corpo, che considera ogni dimagramento un attentato alla salute. è per questo motivo che il dimagramento non prevede un’eliminazione delle cellule che contengono il grasso, ma solo il loro svuotamento.
Non venendo eliminate, queste cellule restano sempre disponibili ad accumulare grasso. Cosa che faranno puntualmente appena verrà  fornita loro l’occasione, dato che questa è la loro funzione geneticamente prestabilita.

In pratica è come se ci fossero tante piccole spugne che, quando sono strizzate, occupano poco spazio, mentre appena vengono a contatto con i liquidi si gonfiano. Così, facendo la dieta, non fai altro che spremere fuori da queste cellule-spugna più grasso possibile. è ovvio che, date le caratteristiche delle cellule-spugna, queste si gonfieranno appena si ritroveranno nelle condizioni di assorbire nuovamente grasso.

Associato a questo fattore sostanzialmente fisico, ne incontrerai altri, di tipo psicologico; te li propongo sotto forma di consigli:

  • Diffida dell’appagamento che potresti osservare al termine del periodo della dieta
  • Cerca di arrivare al mantenimento con sufficienti conoscenze su come affrontalo
  • Non scoraggiarti quando inizierai a perdere peso in modo meno apprezzabile
  • Non svolgere la dieta in modo troppo serrato, così non attenderai spasmodicamente la sua fine e non rischierai di riprendere la precedente alimentazione (che ti aveva fatto ingrassare)
  • Non limitarti a mangiare di meno cerca di imparare a mangiare meglio
  • Non racchiudere tutte le speranze di dimagramento unicamente nella restrizione calorica, ma un programma più ampio, comprendente, per esempio, anche l’attività  fisica
  • Non avere eccessiva fiducia nei tuoi mezzi, e se hai seguito i consigli di uno specialista, continua a seguire i controlli per il tempo necessario per abituarti alla nuova condizione
  • Cerca di trovare l’equilibrio per quando passerai da un regime dietetico più attento ad un regime più libero
  • Coinvolgi le persone che ti sono vicine nel tuo intento di raggiungere il peso forma
  • Proponiti un programma a lunga scadenza, puntando ad un buon risultato nel tempo piuttosto che a raggiungere al più presto il peso desiderato.

Come gestire il cibo

È bene che tu la faccia sempre con razionalità , acquistando solo gli alimenti richiesti dalla dieta ed evitando nel limite del possibile quelli non contemplati. Ovviamente la possibilità  di fare acquisti mirati dipende dalla presenza delle condizioni familiari necessarie, cioèla disponibilità  degli altri membri della tua famiglia ad adeguarsi alla situazione e l’assenza di bambini o altri membri della famiglia con richieste particolari e via dicendo. In quest’ultimo caso, puoi risolvere il problema facendo la spesa con una lista, dopo avere mangiato, possibilmente senza nessuno che determini acquisti «pericolosi». Sempre nel limite del possibile e mantenendo la necessaria convenienza potresti ricorrere a negozi o magazzini che non inducano tentazioni.

Sarebbe da ultimo vantaggioso che tu evitassi le grandi scorte, con conseguenti accumuli di provviste che qualcuno dovrà  pur ultimare. Mancando le condizioni sopra citate possono ritornare utili i consigli relativi alla gestione delle scorte. La gestione delle scorte è il secondo anello della catena. Ora: anziché fare fatica resistere alle tentazioni di mangiare fuori pasto è sicuramente meglio evitare di esser indotti in tentazione. Una buona gestione delle provviste ha proprio questa funzione.

In particolare ti consiglio di provvedere a tenere lontano dagli occhi e fuori portata tutti i cibi pericolosi, conservandoli in contenitori anonimi e non trasparenti posti in posti poco accessibili e in secondo piano rispetto a quelli meno calorici. Metti quest’ultimi in buona evidenza e a diretta portata di mano. Per esempio tieni una bottiglia di thÈ senza zucchero in bella evidenza in cucina: quanto di meno calorico e più immediato possa esserci.

La preparazione del momento del pasto è il successivo anello. L’importanza di questo anello è legata alla necessità  di chiarire quali sono i momenti del pasto e quali no. Serve cioèa separare correttamente i momenti in cui si mangia dai momenti in cui non si mangia. Per questo motivo è bene che tu impari a non mangiare o bere nulla che non sia stato posto prima sulla tovaglia, nel suo solito posto a tavola.

Atto del mangiare. Deve svolgersi evitando tutte le attività  e le distrazioni, quali ad esempio guardare la televisione, ascoltare la radio, leggere il giornale: devi renderti conto che ti stai alimentando. Sempre per ben distinguere i momenti devi imparare a non mangiare durante lo svolgimento di altre attività . Mangia sempre con calma, senza fretta, cercando di apprezzare le sensazioni gustative anziché masticare e ingerire e basta: la stessa quantità  di cibo mangiata con tranquillità  e gusto ti sazia di più che mangiata velocemente. Se può essere utile, fa piccoli bocconi e non prepararne altri finchÈ quello precedente non sia finito del tutto. Fare tutte queste cose non ti costa alcuna fatica: ti aiuta a non farne.

Dieta: chi ben comincia

Se non riesci più a sopportare i tuoi chili di troppo e vuoi tornare a vederti in forma, è proprio ora di mettersi a dieta.
Tra il dire e il fare, però, c’È di mezzo un mare…di errori! Per dimagrire davvero, infatti, non basta la semplice decisione di mettersi a dieta.

Per partire con il piede giusto, e sperare di ottenere risultati validi e definitivi in tempo per l’estate, occorre avere ben chiari alcuni principi. Ecco quali:

  • La dieta aiuta a dimagrire: non cambia il metabolismo! Quando si inizia una dieta, ma soprattutto mentre la si segue, si porta sempre nel cuore il pensiero di quando si potrà  finalmente tornare a mangiare come al solito. Purtroppo questo non è possibile: riprendere a mangiare come prima della dieta significherebbe riprodurre le condizioni che avevano condotto al sovrappeso. Il mantenimento, però, è meno duro della fase di dimagramento, e questo permetterà  di raggiungere un buono stato d’equilibrio tra ciò che si potrà  fare e ciò che sarà  meglio evitare.
  • Occorre un’educazione alimentare e comportamentale come parte integrante del programma alimentare. Il termine dieta infatti non significa mangiare meno bensì igiene di vita. Non bisogna limitarsi a eseguire rigidamente e superficialmente una dieta… meglio cercare di comprendere e imparare il più possibile per non ricadere negli errori precedenti!
  • È indispensabile un programma a lunga scadenza, che si estenda fino al consolidamento del risultato raggiunto. Se metà  del lavoro consiste nel raggiungere il peso ideale, l’altra metà  consisterà  nel mantenerlo per sempre.
  • Fare da soli non paga. Di tutti i modi per fare una dieta, quello che da solitamente meno frutti è quello fai da te, che di solito inizia e finisce in breve e per di più senza alcun risultato. Proprio perché non si tratta semplicemente di dimagrire ma di imparare ad alimentarsi, è importante avere un punto di riferimento non solo psicologico (che è già  molto) ma anche informativo.

Esisterebbero un’infinità  di altri aspetti da tenere presenti, ma ciò che conta davvero non è tanto il numero di consigli letti, quanto la disponibilità  a metterli in pratica.

È evidente che limitarsi a mangiare meno non può bastare: occorre sostenere la volontà  di stare meglio con qualche altro importante puntello.

Le figure d’appoggio in una dieta

Il primo passo che devi fare, una volta deciso di fare una dieta, è quello di chiedere apertamente aiuto a una persona di fiducia, senza aspettare che quest’aiuto arrivi spontaneamente.
Puoi chiedere aiuto a chiunque, purché sia una persona alla quale stia realmente a cuore il tuo obiettivo di dimagrire e risponda ad alcuni piccoli requisiti.

Ma quali qualità  deve avere la persona alla quale puoi chiedere aiuto? Sicuramente deve essere capace di cogliere i minimi cambiamenti che avvengono durante l’esecuzione di una dieta. Se hai già  provato a fare una dieta, infatti, saprai che uno degli aspetti più gratificanti è rappresentato dai complimenti che si ricevono, mentre uno degli aspetti più demoralizzanti è costituito dalla mancanza di riconoscimento dei risultati dei propri sforzi. La presenza di una persona che dia le giuste gratificazioni ti sarà  fonte di soddisfazione ed uno stimolo al proseguimento.

L’aiutante della dieta deve poi sapere apprezzare l’impegno, incoraggiandoti non solo quando i risultati si vedono, ma anche quando, pur senza risultati, si è stati attenti e si è messo tutto l’impegno possibile.
Deve essere disposto a non tacere eventuali errori, e disponibile a trovare volta per volta il modo migliore per evidenziarli. Se avrai una persona attenta ai tuoi errori, sarà  più facile scoprire i tuoi sbagli e correggerli per tempo.
L’ideale sarebbe se potesse cambiare te certe abitudini, quali la frequentazione di determinati ambienti, la partecipazione ad attività  sportiva…

Di figure d’appoggio puoi cercarne più di una. Il principale supporto dovrebbe essere rappresentato da persone presenti in casa. Altri potrebbero essere ricercati all’interno dell’ambiente di lavoro e tra gli amici.
In definitiva gli impegni che ti consiglio di chiedere alla figura d’aiuto sono i seguenti (tieni conto che alcuni sono esclusivi delle figure domestiche):

  1. Tenere la casa e la famiglia in condizioni di rilassamento;
  2. Chiederti come desideri essere aiutato;
  3. Fare esercizio fisico con te;
  4. Indicarti sempre eventuali disordini, scegliendo volta per volta il modo più opportuno;
  5. Farti memoria dei benefici della dieta e delle conseguenze di un eventuale abbandono;
  6. Modellare il suo comportamento per renderlo il più possibile adatto al ruolo;
  7. Farti gli elogi per i risultati che ottieni volta per volta;
  8. Sviluppare una lista dei comportamenti da modificare per promuovere la tua perdita di peso.

Pensieri durante una dieta

 È estremamente importante, pertanto, che tu sappia che ci saranno momenti difficili. In tali momenti sarà  importante che tu abbia delle risorse di riserva, rappresentate da questi buoni pensieri. Quella che segue è solo una piccola lista di questi pensieri: a essa puoi accedere per trovare la miglior risposta a qualcuno dei cattivi pensieri che potrebbero insorgere nel tempo. È, comunque, importante imparare ad affrontare il problema della perdita di peso in modo ragionevole piuttosto che meccanico.

Negativo “Sono stanco di fare la dieta perché ci vuole troppo tempo.”
Positivo “Nel corso di una dieta non è solo importante perdere peso, ma soprattutto imparare a non riacquistarlo. Pertanto, la cosa migliore è perdere anche poco peso ma nel frattempo imparare a risolvere i problemi che si presenteranno di volta in volta”
 
Negativo “Ho perso solo 2 chili in 2 mesi… che senso ha fare la dieta?”
Positivo “La perdita di 2 chili non è poco, anzi devo considerare che, se non fossi stato a dieta, sarei aumentato di almeno 1 kg e quindi il calo effettivo è di 3 chili!”
 
Negativo “Nella mia famiglia sono tutti grassi, per cui anch’io sono destinato ad essere grasso per sempre.”
Positivo “Questo è quello che mi succederà  se non mi deciderò a stare attento a ciò che mangio.”
 
Negativo “Mettermi a dieta significa non poter più mangiare dolci, cioccolatini, gelati”
Positivo “Non è necessario essere drastici nell’eseguire una dieta: si può seguire un programma alimentare senza obbligatoriamente instaurare un supplizio.”
 
Negativo “Sono delusa perché mi ero fissata l’obbiettivo di perdere tot chili, ma purtroppo non ce l’ho fatta.”
Positivo “Il processo di cambiamento nel corso di una dieta deve essere lento e progressivo. Molto spesso i risultati troppo rapidi sono quelli che non si mantengono.”
 
Negativo “Che vita è senza il piacere del cibo?”
Positivo “Giusto! E proprio stando a dieta posso permettermi questo ed altri piaceri, solitamente preclusi dal soprappeso.”
 
Negativo “Una dieta va seguita con estrema attenzione e non si può concedere infrazioni.”
Positivo “È bene evitare troppe infrazioni, però occorre non drammatizzare nel caso in cui la dieta non fosse seguita a dovere. è meglio pensare ad un risultato onorevole piuttosto che rischiare di interrompere la dieta perché questa viene seguita troppo rigidamente.”
 
Negativo “Una volta deciso di iniziare una dieta, non si potrà  più andare alle feste, alle cene, ecc.”
Positivo “Non è vero, anzi, proprio grazie alla dieta potrò frequentare feste e cene perché grazie alla dieta potrò smaltire rapidamente gli etti assunti a causa di questi extra.”
 
Negativo “Non intendo mettermi a dieta perché non voglio far aumentare le rughe.”
Positivo “Può anche essere vero che aumentino le rughe, ma questo è solo uno degli aspetti da tenere presente…”
 
Negativo “Con il passare degli anni si ingrassa un po’ tutti, quindi è inutile tentare di dimagrire.”
Positivo “Questo è vero, ma proprio per questo è necessario combattere questa tendenza naturale con una sana alimentazione.”
 
Negativo “Tanto sono grassa che cerco di non guardare mai il mio corpo”
Positivo “Non guardarsi significa mettersi una benda davanti agli occhi. Meglio affrontare la realtà , piuttosto che non guardarla.”
 
Negativo “Devo sbrigarmi a diventare magro così potrò mangiare tutto ciò che voglio”
Positivo “Tornare a mangiare come prima significa rischiare di tornare grasso come prima, quindi devo cercare di trovare un equilibrio onorevole tra quello che potrò e quello che non potrò mangiare.”
 
Negativo “Vorrei tanto fare ginnastica, ma mi fanno troppo male le gambe”
Positivo “Probabilmente mi fanno male le gambe perché sono senza allenamento… proprio per questo motivo devo convincermi a fare attività  fisica.”
 
Negativo “Sono a dieta da tanto tempo e credo che mi meriterei una bella mangiata… ma come faccio: sono a dieta!”
Positivo “Una “mangiata” ogni tanto è proprio il premio che si merita chi fa la dieta con attenzione, quindi nessun senso di colpa…”
 
Negativo “A volte mangio troppo e mi sento in colpa”
Positivo “Riconoscere di avere sbagliato è giusto, sentire sensi di colpa no. La dieta non è una prova di valore e si può portare avanti anche con qualche “sgarro” occasionale”
 

Aiuta la dieta con il movimento

Il peso corporeo è il risultato di due fattori: energia introdotta con gli alimenti ed energia consumata attraverso il metabolismo basale e l’attività  fisica quotidiana.
Non è un caso infatti che i nostri nonni, abituati a un’attività  fisica molto più importante, non avessero problemi di peso: il sovrappeso è un problema specifico della sedentaria società  moderna.

Per ritrovare il peso forma giusto in tempo per la prova costume, allora, la cosa migliore è associare alla dieta una buona dose di movimento.
Non è necessario praticare sport veri e propri, che comunque andrebbero scelti in base alle inclinazioni personali: per aumentare il movimento è sufficiente dedicarsi maggiormente alle attività  quotidiane rinunciando a comodità  moderne come ascensori, scale mobili e automobili.

Se poi si rispolvera la vecchia bicicletta, e ci si munisce di qualche peso per fare esercizi a casa, il gioco è fatto: a trarne giovamento non sarà  solo il peso, ma anche il cuore, i muscoli, le articolazioni e… l’umore!

Qui sotto vi riportiamo una tabella con diverse attività  da svolgere per aumentare il consumo d’energia; per ognuna è riportata la quantità  di energia richiesta ogni 10 minuti, calcolata in base ai pesi corporei di 60, 90 e 120 chili. Buon movimento!

Attività  60 kg 90 kg 120 kg
Necessità  personali
dormire 10 14 20
sedere alla TV 11 16 23
sedere e parlare 12 17 24
vestirsi e lavarsi 26 37 53
stare in piedi 15 21 30
Movimento
scendere le scale 56 78 111
salire le scale 146 202 288
camminare lentamente 29 40 58
camminare allegramente 52 102 75
correre piano 90 125 178
correre velocemente 164 228 326
bicicletta da turismo 42 58 83
bicicletta da corsa 89 124 178
Lavori di casa
fare i letti 32 46 65
lavare i pavimenti 38 53 75
pulire i vetri 35 48 69
spolverare 22 31 44
tagliare l’erba 38 52 74
Occupazioni sedentarie
sedere e scrivere 15 21 30
lavoro d’ufficio 25 34 50
Lavori leggeri
riparare l’auto 35 48 69
pitturare un muro 29 40 58
Lavori pesanti
spaccare la legna 60 84 121
lavorare col badile 56 78 110
trasportare peso 158 220 315

Il mantenimento del peso ottimale

Questo compito non sarà  sicuramente uno dei più facili. Devi sapere, infatti, che tutti gli studi svolti a riguardo affermano che la stragrande maggioranza delle persone che si sottopongono a dieta recuperano il peso perduto. Anzi, moltissimi guadagnano anche qualche chilo in più.
Per questo motivo è importante che tu sappia perché questo avviene e cioè:

  • terminata la dieta ci si sente soddisfatti e rilassati, per cui si inizia a badare molto meno a certe attenzioni;
  • si è vissuto la dieta come un sacrificio che non si vedeva l’ora di terminare, come se fosse un impegno da portare a termine per orgoglio più che per coscienza;
  • si è data importanza solo alla restrizione calorica alla perdita di peso, e non ci si è preoccupati di altro, per esempio di imparare tutto quanto veniva proposto durante gli incontri;
  • non si è capito che il metabolismo non è cambiato pur essendo dimagriti e che tornare a mangiare come prima della dieta significa riprendere il peso di prima della dieta;
  • si affronta il mantenimento con troppa disinvoltura, senza badare all’andamento del proprio peso e lasciando che etto dopo etto si riacquistino tutti i chili persi;
  • non si è capita la necessità  di un trattamento a lunga scadenza, dato che l’obesità  è un problema cronico, come diabete, ipertensione, colesterolo elevato…

Per svolgere il mantenimento nel modo più serio e proficuo e poter continuare a tempo indefinito, pertanto, occorrerà  che tu abbia il giusto equilibrio tra attenzione e tranquillità . Dovrai in primo luogo abituarti a tenere sotto controllo il tuo peso, pesandoti una volta alla settimana, ad esempio al sabato mattina, appena alzati, con la sola biancheria intima addosso. Questo sarà  un momento molto importante perché potrai:

  1. tenere sotto controllo il peso;
  2. verificare la correttezza delle scelte fatte in termini alimentari
  3. definire il grado di attenzione alla dieta nella settimana entrante, lasciando maggior libertà  in caso di buon peso o richiedendo maggior attenzione in caso di peso aumentato.

Un’altra prassi fondamentale che ti consiglio di adottare riguarda la disponibilità  a combattere immediatamente gli aumenti di peso. Se non togli infatti subito i chili rimessi, questi saranno destinati ad aumentare, fino al ritorno al peso iniziale.
Terzo elemento indispensabile, soprattutto se hai fatto ricorso all’aiuto di uno specialista, è la prosecuzione dei controlli fino al raggiungimento della massima sicurezza circa la capacità  di mantenere il peso raggiunto.

Ricordati che per arrivare al mantenimento hai fatto fatica e sarebbe è un vero peccato vanificare tutti gli sforzi.

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