Sanihelp.it – Uno studio pubblicato sulla rivista Cell ha evidenziato come ogni individuo metabolizza in maniera diversi gli alimenti e quindi, non è raro che anche un alimento in teoria innocuo, provochi picchi glicemici in chi l’ha mangiato, determinando l’insorgenza di stati patologici.
Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver reclutato 800 adulti sani, in buona salute, nessuno affetto da diabete e di età compresa fra i 18 e i 70 anni.
Per più di una settimana tutti i volontari hanno utilizzato una App per smartphone per registrare le loro abitudini quotidiane, pasti inclusi e hanno usato anche un monitor per tenere sotto controllo la loro glicemia subito dopo i pasti; ogni partecipante si è impegnato, inoltre, a fornire anche dei campioni di feci, in modo che i ricercatori ne potessero studiare la composizione della flora batterica intestinale.
Tutti i partecipanti hanno potuto mangiare quello che volevano anche se, tutti hanno dovuto consumare la stessa colazione: è emerso che la risposta glicemica per ingestione anche degli stessi alimenti, è profondamente diversa da individuo a individuo.
A questo punto dello studio sono stati selezionati dal gruppo principale, altri 26 volontari che sono stati suddivisi casualmente in due gruppi: il gruppo 1 ha seguito le indicazioni relative alle diete normalmente assegnate a persone che devono tenere sotto controllo la glicemia, il gruppo 2 non ha rispettato alcuna indicazione di sorta.
Alla fine dell’esperimento si è visto che in generale i dettami della dieta per tenere sotto controllo la glicemia si sono rivelati veritieri, ma la composizione della flora batterica intestinale si è rivelata estremamente diversa per ciascun componente del gruppo e tale assetto dei batteri, nel tempo può determinare condizioni di salute anche in termini di sviluppi delle malattie, del tutto imprevedibili a tavolino.