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Frutta di stagione e bambini: i consigli del pediatra

Sanihelp.it – Le vacanze sono iniziate e bisogna incentivare i bambini a vivere all’aria aperta e sfruttare questo periodo di riposo per ricrearsi e anche per curare la loro alimentazione. D


a questo punto di vista la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), ricorda a tutti i genitori l’importanza di non trascurare la frutta nell’alimentazione dei propri piccoli.

L’ideale sarebbe scegliere frutta fresca, di stagione, a km 0 e proveniente da coltivazione biologica, che garantisce almeno l’assenza di pesticidi nella produzione.

I prodotti ortofrutticoli di stagione sono quelli che in origine contengono il maggior quantitativo di vitamine e sali minerali

I lunghi tempi di trasporto e di conservazione sono un elemento che determina importanti perdite vitaminiche.

L’estate, d’altra parte, permette di spaziare fra ciliegie, susine, pesche, albicocche, meloni, angurie, fichi, pere, susine, uva e frutti di bosco.

Oltre alla stagionalità, bisogna alternare in tavola anche i colori della frutta, poiché a ogni colore rosso, giallo-arancio, verde, bianco, blu-violetto corrispondono caratteristiche nutrizionali differenti. 


Tale consapevolezza è alla base delle raccomandazioni della piramide alimentare, ma anche delle numerose campagne lanciate negli anni e orientate a favorire il consumo di almeno 5 porzioni al giorno tra verdura e frutta, meglio se di colori diversi nei diversi pasti, dalla prima colazione, agli spuntini e alle merende, oltre che a pranzo e a cena, al fine di garantire quotidianamente l’assunzione di adeguate quantità dei diversi micronutrienti in esse contenuti.

L’ideale sarebbe somministrare la frutta variandone il più possibile le proposte e prevedendo almeno 3 tipologie diverse nell’arco della stessa settimana.

In particolare, durante i mesi estivi, per il loro contenuto in acqua e sali minerali, i frutti di stagione possono aiutare a combattere la disidratazione e costituiscono un ottimo spuntino a basso contenuto calorico. L’eventuale cottura della frutta incide fortemente sul contenuto dei suoi micronutrienti, in particolare delle vitamine.

 È meglio quindi sceglierla fresca, di stagione, da consumare, se ben lavata, con la buccia che fornisce fibra, e preferibilmente assumerla a pezzi o morsi, non frullata o passata, perché ciò contribuisce ad aumentare il senso di sazietà.

Dalla SIPPS, infine, un importante messaggio agli adulti: i gusti dei bambini cambiano spesso ed è bene essere perseveranti davanti ai rifiuti, in quanto sono necessari almeno 12 assaggi affinché il bambino inizi ad apprezzare un nuovo alimento. Quindi, anche se i piccoli rifiutano, i genitori devono continuare a proporre frutta con creatività, ad esempio realizzando forme di animali o spiedini e utilizzando molti colori in modo che i bimbi ne siano attratti.

«Frutta e verdura – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – sono particolarmente importanti per una sana alimentazione anche grazie al loro valore nutritivo, associato ad un ridotto apporto calorico. Una porzione di frutta corrisponde a circa 150 g, ovvero un frutto medio/grande (arance, mele) o 2-3 frutti piccoli (albicocche, mandarini, ecc.). La frutta è una buona fonte di zuccheri semplici, prontamente disponibili a scopo energetico come fruttosio, glucosio e saccarosio, oltre a vitamine, sali minerali, fibre ed è ricca di acqua. Vitamine e sali minerali svolgono un ruolo importante nel corretto svolgimento di tutte le funzioni di sviluppo e accrescimento in queste fasce di età. Gli effetti benefici del consumo di frutta dipendono anche dal fatto che alcuni loro componenti (vit C, carotenoidi, composti fenolici) svolgono un’azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante».

«Quasi tutti i frutti – conclude il Presidente SIPPS – sono caratterizzati da uno scarso apporto proteico, un buon apporto di carboidrati e un ridotto apporto di grassi, ad eccezione di quelli detti oleosi, come la frutta a guscio (noci, nocciole e simili), e alcuni frutti come l’avocado e il cocco. L’apporto calorico dipende, soprattutto, dal contenuto di acqua che può arrivare in quelli meno calorici (anguria, pompelmo) a superare il 90%: varia da 15-70 Kcal/100 g per la frutta fresca a 550-660 Kcal/100 g per quella oleosa. La frutta oleosa contiene comunque grassi vegetali di elevata qualità grazie al contenuto in acidi grassi essenziali, sia di tipo omega-6 che omega-3, che migliorano il rapporto colesterolo buono / colesterolo cattivo».

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FonteSIPPS

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