Sanihelp.it – Dimagrire o rientrare nel proprio peso forma: è l’obiettivo di numerosissimi italiani per questo 2019.
Come fare per perdere peso?
Non esiste una risposta univoca a questo interrogativo.
Durante l’anno appena trascorso, come sottolinea un articolo recentemente pubblicato su Medicalxpress, alcuni studi si sono concentrati sull’importanza di tagliare i carboidrati per perdere peso.
Consumare una dieta troppo ricca di carboidrati raffinati, determina una rapida conversione nell’organismo in zuccheri semplici che determinano picchi glicemici e sensazione di fame.
D’altra parte però, uno studio ha anche sottolineato che seguire una dieta povera di grassi o povera di carboidrati, sul lungo termine produce una perdita di peso simile.
I risultati dei diversi studi non sono contrastanti semplicemente inducono a pensare che non vi è un solo modo per perdere peso e che ogni persona può scegliere una dieta povera di grassi o carboidrati in base alle proprie preferenze.
L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, durante le festività natalizie ha stilato un report dove si insiste molto sul concetto che l’alimentazione e lo stile di vita influenzano la capacità dell’organismo di contrastare le infezioni, e la probabilità di sviluppare problemi di salute quali l’obesità, le malattie cardiache, il diabete e diversi tipi di cancro.
A tale proposito ogni persona adulta dovrebbe tener ben presente che seguire una dieta sana significa consumare regolarmente frutta senza esagerare con quella zuccherine, verdura, legumi, noci e cereali integrali.
Ogni giorno bisognerebbe consumare almeno 400g fra frutta e verdura.
Dalla dicitura frutta e verdura si escludono le patate, le patate dolci, la manioca e altre radici di amido.
Il computo calorico totale non dovrebbe prevedere più di un 10% da zuccheri liberi ovvero tutti quelli aggiunti a cibi o bevande dal produttore, cuoco o consumatore, così come gli zuccheri naturalmente presenti nel miele, sciroppi, succhi di frutta e concentrati di succo di frutta.
Allo stesso modo i grassi non dovrebbero rappresentare più del 30% del computo calorico giornaliero.
I grassi insaturi quelli presenti cioè nel pesce, nell'avocado e nella frutta a guscio, e nei semi di girasole, soia, colza e oliva sono preferibili ai grassi saturi presenti nella carne grassa, nel burro, nell’olio di palma e cocco, nella panna, nel formaggio, nel burro chiarificato e nello strutto e grassi trans di tutti i tipi, compresi quelli prodotti industrialmente abbondanti nei cibi fritti e al forno e snack e alimenti preconfezionati, come pizza surgelata, torte, biscotti, biscotti, wafer e oli da cucina e da spalmare e quelli presenti negli alimenti a base di carne e latticini provenienti da animali ruminanti, come mucche, pecore, capre e cammelli.
In particolare, i grassi trans prodotti industrialmente non fanno parte di una dieta sana e dovrebbero essere evitati.
Per quanto riguarda il sale, infine, bisognerebbe usare quello iodato e non più di 5 g al giorno. Il problema in questo caso non è tanto il sale che si aggiunge mentre si cucina, ma quello presente nei cibi che si acquistano già pronti all’uso. Ecco perché bisognerebbe sempre leggere le etichette presenti sui prodotti alimentari.