Sanihelp.it – Sono il frutto autunnale per eccellenza. Le pere conquistano il palato con il sapore dolce e una consistenza generosa e succosa senza dimenticare le loro virtù che suggeriscono di portarle in tavola spesso.
La varietà più coltivata, almeno in Italia, è la William, un nome che riecheggia l’origine del frutto, selezionato alla fine del Settecento in Inghilterra: di forma rotondeggiante, ha un colore uniforme che può variare dal verde al giallo, una buccia particolarmente sottile, la polpa succosa e dolce. Alla stessa famiglia appartiene la qualità William Rossa, dal colore giallo-rossastro, la buccia liscia e sapore tra il dolce e l’acidulo.
Tra le altre varietà più diffuse vi sono la Decana dalla forma tondeggiante, colore della buccia tra il verde e il giallo, sapore dolce e fondente, la Abate dal collo allungato, la buccia liscia e giallastra, il sapore dolce e aromatico, la Kaiser con la polpa consistente e leggermente granulosa. Infine c’è la Coscia, la tipica pera estiva, dalle piccole dimensioni, colore verde tendente al giallo e polpa granulosa.
Si può mangiare la pera al naturale con la buccia, che per altro è molto ricca di benefica fibra, a patto che venga ben lavata sotto l’acqua corrente. Nel caso venga invece tagliata, è consigliabile mangiarla subito, prima che inizi il processo di ossidazione che potrà essere ritardato bagnandola con un po’ di succo di limone.
Tanti i modi di utilizzarla in cucina e in questo caso la pera perfetta, sia che vanga lasciata cruda che cotta, è la varietà Madernassa di Guarene d’Alba, nel Roero. Essa può essere aggiunta nelle macedonie di frutta, utilizzata per la preparazione di torte, crostate, dessert. Può essere cotta nello sciroppo nel vino, bollita per preparare marmellate e confetture e può essere candita ed essiccata o, ancora, impiegata per ricavarne succhi di frutta.
Senza dimenticare che la pera può anche diventare protagonista di piatti salati, dai risotti alle insalate, dalle torte salate ai sughi per la pasta. Classici poi gli abbinamenti salati, i più classici con i formaggi, la bresaola e le noci.
Dal punto di vista nutrizionale le pere, oltre a buoni minerali e vitamine idrosolubili, contengono la protovitamina betacarotene, la criptoxantina, la luteina e la zeaxantina e numerosi aminoacidi.
Procurano un buon senso di sazietà e per questo sono particolarmente indicate nelle diete dimagranti iposodiche, tanto più che contengono pochissimi grassi e proteine. Al contrario contengono molte fibre, tanto che una sola pera è in grado di coprire il fabbisogno giornaliero in una quantità pari al 16%. Le fibre, sia solubili che insolubili, hanno il potere di accelerare il transito intestinale, di prevenire la stitichezza, di ridurre l’assorbimento degli zuccheri, abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e migliorare il controllo glicemico.
I flavonoidi che contengono permettono alle pere di essere alleate della giovinezza mentre la presenza di calcio riduce il rischio di osteoporosi. L’acido clorogenico, in particolare, riduce la pressione sanguigna e insieme agli altri flavonoidi riduce i rischi di malattie cardiovascolari prevenendo anche l’insorgenza di infarti.
La pera infine è tra gli alimenti più ricchi di boro, minerale che favorisce l’assorbimento del calcio, previene la perdita del magnesio e sembra che agisca anche a tutela dell’efficienza delle funzioni mentali.
Tra gli altri minerali utili all’organismo contenuti nelle pere, il potassio contribuisce al corretto funzionamento del sistema nervoso, dei reni e del sistema linfatico, prevenendo anche i crampi muscolari: via libera quindi alle pere nell’alimentazione degli sportivi.
Rinfrescante e diuretica, la pera è adatta alle gestanti grazie anche alla presenza di acido folico e di contrastare la stanchezza psicofisica e per il suo basso valore glicemico può essere consumata da chi soffre di diabete.