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Malnutrizione: un problema diffuso

Sanihelp.it – Cosa mangiare quando si è malati  e affrontare al meglio il percorso terapeutico al quale bisogna sottoporsi?


È una domanda che spesso resta senza risposta.

Si parla moltissimo di diete e nutrizione per le persone sane, ma quando si tratta di dettare regole precise in fatto di alimentazione in corso di patologie più o meno gravi, i protocolli validati e le regole certe diventano pochissime.

Ecco perché la Società Italiana di Nutrizione Clinica ha fortemente voluto NUTRENDO®, il primo forum sulla nutrizione clinica italiana che si svolgerà il 18 e 19 dicembre.

L’evento si propone di avviare un percorso di sviluppo e integrazione delle conoscenze, armonizzare la formazione delle varie figure coinvolte nella cura, rispondere a bisogni largamente insoddisfatti del paziente, sviluppando e facendo conoscere strategie efficaci e a basso costo, che attualmente non vengono utilizzate né implementate.

Rendere effettivamente disponibili i trattamenti nutrizionali per tutti i malati che oggi ne hanno bisogno, avrebbe un impatto economico irrisorio rispetto a quello che costa trattare le conseguenze mediche e sociali della malnutrizione.

«Sulla base di quanto prodotto da ciascun gruppo di lavoro, il Forum si concluderà con l’elaborazione de I fogli di Roma, un documento di consenso che potrà essere consultato e utilizzato dagli addetti ai lavori e che verrà diffuso in Italia tramite gli organi di stampa, per fornire una corretta informazione sul ruolo e le potenzialità della Nutrizione Clinica» spiega Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC – Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo.


Si parla tanto di sovrappeso e obesità, ma esiste anche un altro aspetto sottovalutato ovvero quello della malnutrizione.

Secondo le stime in Europa, ci sono 33 milioni di adulti a rischio di malnutrizione (700mila solo in Italia) che rappresentano una spesa complessiva in servizi sanitari di oltre 170 miliardi di Euro. Essere malnutriti e malati significa essere a maggior rischio di sepsi, ma anche di sviluppare infezioni o insufficienza d’organo per il 60% dei pazienti ricoverati, con conseguenze quali l’aumento significativo di morbilità e mortalità evitabile.

Nel paziente affetto da neoplasia, inoltre, la perdita di peso è associata a una diminuita sopravvivenza, a una scarsa risposta e/o tolleranza ai trattamenti radioterapici e chemioterapici, a una ridotta qualità di vita, a una più alta incidenza e durata di ospedalizzazione.

I Percorsi Assistenziali di Nutrizione Clinica, a fronte della dimostrata costo-efficacia, sono ancora scarsamente implementati in Italia e sono poco presenti o addirittura assenti all’interno della maggior parte dei PDTA per malattie croniche, anche per quelle a riconosciuto forte impatto nutrizionale.

All’opposto, la richiesta di specifiche competenze medico-scientifiche di interventi diagnostico-assistenziali nel campo della Nutrizione Clinica sono in crescente aumento da parte delle altre specialità mediche e dei pazienti.

La nutrizione clinica richiede una serie di attività che vanno dalla prevenzione allo screening; dalla diagnosi della malnutrizione alla terapia e al monitoraggio da svolgere in genere trasversalmente a molte specialità mediche e chirurgiche.

Per quanto si suggerisca sempre, che tali interventi siano svolti da medici specialisti in scienza dell'alimentazione/nutrizione clinica, resta comunque molto importante comunicare non solo internamente, ma anche esternamente i contenuti e gli standard dell’assistenza in ambito nutrizionale.

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