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Alghe in cucina sempre più presenti

Sanihelp.it – L’uso delle alghe in cucina nei paesi marittimi si perde nella notte dei tempi.


Anche in Italia esiste una vera e propria tradizione culinaria legata alle alghe: il Mauro della zona del catanese che altro non è che un'insalata di alghe rosse condita con limone.

Se si visita il mercato del pesce di Cagliari, inoltre, si trova una vasta zona dedicata solo alle alghe.

Proprio per accelerare lo sviluppo dell’industria europea e sensibilizzarla all’uso delle alghe in cucina, la commissione europea ha lanciato la piattaforma EU4Algae.

In una nota la stessa Commissione precisa che le alghe possono vantare numerosi vantaggi, come l'alto valore nutritivo e la sostenibilità.

Le alghe, inoltre, rappresentano un'importante fonte di proteine e costituiscono per questa, una valida alternativa per un sistema alimentare sostenibile.

Le alghe sono anche materia prima per applicazioni industriali, come la plastica biodegradabile.


In una recente intervista Marina Carcea, dirigente tecnologo del CREA Alimenti e Nutrizione ha ricordato che le alghe rappresentano sicuramente una risorsa sulla quale puntare, anche se non tutti possono consumarne a volontà.

Nello specifico vanno evitate o consumate con parsimonia dalle persone con problemi alla tiroide per il l’elevato contenuto in iodio, tipico soprattutto di alcune varietà come  l’alga Kombu.

Un certo numero di alghe commestibili sono state riconosciute come novel food in Europa. 

é bene tenere  presente, infine, come sottolinea uno studio recentemente pubblicato su Nutrition Review  che le alghe tendono a immagazzinare i contaminanti eventualmente presenti nell’acqua.

Ecco dunque, che le alghe possono immagazzinare grandi quantità di arsenico, alluminio, cadmio, piombo, silicio, stronzio e stagno, con le inevitabili ripercussioni negative di salute se usate in cucina. 

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FonteCREA

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