Sanihelp.it – Stando ai dati statistici disponibili circa il 30% della popolazione adulta italiana riporta valori pressori compresi tra 130 e 140 di massima e tra 85 e 90 di minima, tipicamente rilevabili nella fascia di età 30-50 anni.
Sono molte le persone, dunque, che vivono costantemente con valori pressori al limite della normalità.
Per tenere sotto controllo i valori pressori e mantenerli nel range della normalità è fondamentale rispettare buone abitudini alimentari, mantenersi normopeso e svolgere un’attività fisica costante.
Tutto semplice?
Solo in teoria purtroppo, perchè in pratica rispettare queste regole è tutt’altro che facile.
Ecco allora che in questo contesto sapere che ci sono alimenti specifici che possono concorrere, se consumati regolarmente, a tenere sotto controllo la pressione può essere di aiuto.
L’erucina, nello specifico, è il principio attivo contenuto nella rucola, ma anche nel broccolo e nel cavolo, che fanno parte insieme alla rucola della famiglia delle Brassicacee o crucifere, si comporta come un profarmaco capace di rilasciare acido solfidrico, gas dal caratteristico odore di uova marce.
è proprio l’acido solfidrico quello che si sprigiona in alcune sorgenti termali e che già i Romani sfruttavano per le sue proprietà benefiche.
L’organismo è in grado di produrre acido solfidrico autonomamente ma in alcune situazioni patologiche, come ad esempio in caso di ipertensione arteriosa, risulta carente ed è pertanto necessario assumerlo da fonti esterne.
E proprio l’erucina ha un duplice effetto sul sistema cardiovascolare: da una parte induce la dilatazione dei vasi sanguigni abbassando la pressione arteriosa, dall’altra ha proprietà antiossidanti, quindi protegge la parete dei vasi sanguigni dai fenomeni ossidativi dell’invecchiamento.
«Studiamo l’erucina da più di 10 anni – ha spiegato Alma Martelli, professoressa associata di Farmacologia presso il dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa e membro della Società Italiana di Farmacologia intervenuta il 1st Joint Meeting on Natural Products SIF – SIPHAR – IMGNPP recentemente svoltosi a Napoli – prima attraverso test in vitro, poi su colture di cellule umane provenienti dalla parete dell’aorta e dell’endotelio, poi sui vasi isolati degli animali e, infine, su animale integro sano e iperteso. Attualmente, grazie alla collaborazione con il dipartimento di medicina interna dell’Università di Pisa, stiamo studiando gli effetti dell’erucina sui vasi umani di pazienti obesi, prelevati durante gli interventi di chirurgia bariatrica. Dopo questa fase, si passerà alla sperimentazione clinica con somministrazione, quindi, di erucina ai pazienti. I dati ottenuti finora sono molto promettenti, ma mancano ancora dati su un numero significativo di pazienti».
Uno studio cinese e uno australiano hanno verificato i parametri cardiovascolari generali su pazienti che erano soliti mangiare rucola, broccolo o cavolo, evidenziando una riduzione significativa delle morti per cause cardiovascolari.
Rispetto a cavoli e broccoli, va detto che la rucola ha un vantaggio: dal momento che viene consumata cruda, preserva intatto il principio attivo dal deterioramento conseguente alla cottura, cosa a cui cavoli e broccoli vanno inevitabilmente incontro, trattandosi di verdure che vengono mangiate cotte.
Oggi si può fare dell’erucina un uso nutraceutico, integrando la dieta con una ciotola di rucola al giorno.
«Non per tutti quelli che soffrono di ipertensione, però, è indicato assumere rucola – precisa la professoressa Martelli – attenzione se si assume warfarin (Coumadin) o si soffre di problemi alla tiroide».