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Ottobre mese della prevenzione del cancro al seno

Sanihelp.it – Il tumore al seno si conferma la prima causa di morte per tumore nelle donne. Ogni anno in Italia ne vengono diagnosticati oltre cinquantamila nuovi casi anche se, grazie ai progressi continui in ambito medico e agli screening per la diagnosi precoce, al giorno d'oggi si muore meno che in passato.


La prevenzione è quanto mai fondamentale, anche la cosidetta prevenzione terziara quella volta cioè a impedire il ritorno della malattia.

A questo proposito  è bene sottolineare come seguire una dieta troppo ricca di grassi aumenta fino al 24% il rischio di recidiva del tumore della mammella.

Ingrassare di 5 Kg può incrementare fino al 13% la mortalità per la neoplasia.

«Ingrassare dopo la diagnosi di cancro della mammella e durante le terapie successive è strettamente correlato al rischio di recidiva, un fenomeno legato all’incremento dei livelli di insulina – spiega Alessandra Fabi dell’Oncologia Medica 1 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma -. Uno studio su più di 3.000 pazienti ha evidenziato che l’assunzione eccessiva di grassi è correlata con un incremento del 24% del rischio di recidiva. Nella dieta di queste donne, l’introito calorico quotidiano era rappresentato per più del 28% da grassi di origine vegetale e animale. La ricerca ha dimostrato l’efficacia dei consigli dei medici per modificare il tipo di alimentazione, con i migliori risultati nelle donne che presentavano una circonferenza addominale superiore a 88 cm».

Non bisogna monitorare solo la dieta, ma adottare uno stile di vita adeguato, con 150 minuti di attività fisica a settimana (ad esempio camminata veloce o giardinaggio) si riduce del 25% la mortalità per tumore della mammella nelle pazienti che hanno già ricevuto la diagnosi rispetto alle sedentarie.

Uno stile di vita sano esclude di sicuro il fumo di sigaretta: le donne che hanno abbandonato il vizio, ma che in passato hanno fumato da 20 a 35 sigarette presentano un rischio di ricomparsa di carcinoma della mammella del 22%, del 37% per le fumatrici di più di 35 sigarette e, addirittura, del 41% per coloro che non hanno mai smesso.


«Oggi sempre più donne sconfiggono la malattia, in Italia in quindici anni le percentuali di guarigione sono cresciute di circa il 6%, passando dall’81 all’87 per cento – afferma Stefania Gori, presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Pazienti che si lasciano la malattia alle spalle e tornano alla vita di prima, spesso senza abbandonare i comportamenti scorretti, dal fumo, alla sedentarietà fino alla dieta sbagliata. Infatti solo l’11% delle donne guarite incrementa l’attività fisica, appena il 15% sceglie una dieta più sana».

Niente di più sbagliato dunque.

Ecco perché in questo mese dedicato alla prevenzione è giusto insistere anche sulla prevenzione terziaria che prevede dieta sana, zero fumo e l’adozione di uno stile di vita attivo

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