Sanihelp.it – Migliorare l’accesso al cibo sano vuol dire migliorare la salute delle persone e la loro aspettativa di vita, ecco perché la Sicurezza Alimentare deve essere una responsabilità condivisa da tutti.
è questo il messaggio che lascia la giornata dedicata alla Sicurezza alimentare che si è svolta il 7 giugno.
Non si può dimenticare che le malattie di origine alimentare sono causate da batteri, virus, parassiti o sostanze chimiche che entrano nel corpo per ingestione di cibo o acqua contaminati.
Secondo le stime della FAO sulla sicurezza alimentare ogni anno si verificano 600 milioni di casi di malattie di origine alimentare che colpiscono soprattutto le persone più vulnerabili, in particolare donne e bambini, le popolazioni che si trovano al centro di conflitti, i migranti.
Circa 420.000 persone in tutto il mondo muoiono ogni anno dopo aver ingerito cibo contaminato, ma sono soprattutto i bambini sotto i 5 anni di età i più colpiti: 125.000 decessi ogni anno, ovvero il 40% del totale.
Ecco perché la Sicurezza alimentare è un tema che tocca tutta la popolazione mondiale. Per poter contare su un’effettiva sicurezza alimentare il cibo deve essere sicuro e accuratamente controllato in ogni fase della catena alimentare, dal campo alla tavola.
Servono controlli sul metodo di produzione, l’immagazzinamento, su come viene manipolato e quindi consumato.
Conformità agli standard igienici, definizione di efficaci sistemi di controllo degli alimenti, accesso all’acqua potabile, applicazione di buone pratiche agricole, uso di sistemi di gestione della sicurezza alimentare da parte degli operatori del settore, responsabilizzare i consumatori a compiere scelte alimentari sane: solo così si può dire che si sta lavorando per un’effettiva Sicurezza alimentare.
L’Italia, dal punto di vista della sicurezza alimentare occupa una posizione di grande prestigio. Negli ultimi dieci anni le vendite di pesticidi sono diminuite del 32%, come emerge dall’anali Coldiretti sulla base dei dati Eurostat (l’Ufficio statistico dell’Unione Europea), mentre in altri Paesi europei (Spagna e Germania) il consumo di pesticidi aumenta.
La Francia registra un calo di appena il 10%.
Questi dati rappresentano una rassicurazione per i consumatori italiani.
Secondo l'analisi della Coldiretti, realizzata sulla base dell'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) i cibi e le bevande prodotte in Italia risultano sei volte più sicuri di quelli degli altri Paesi.
Lo studio ha analizzato capillarmente 96.302 campioni di alimenti in vendita nell'Unione Europea, fornendo uno spaccato della presenza dei residui di pesticidi su frutta, verdura, cereali, latte e vino. Dall'analisi emerge inoltre che i prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari sono pari al 5,6% rispetto alla media Ue dell'1,3% e ad appena lo 0,9% dell'Italia.
La pandemia che ancora viviamo, come ricordato dalla FAO ha imposto una delicata riflessione:
« la pandemia ha affinato l'attenzione sulle questioni relative alla sicurezza alimentare, come igiene, resistenza antimicrobica, malattie zoonotiche, cambiamenti climatici, frodi alimentari e i potenziali benefici della digitalizzazione dei sistemi alimentari, identificando inoltre debolezze o vulnerabilità nei sistemi di produzione e controllo degli alimenti».