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Pasta, i dieci piatti più amati dagli italiani

La pasta che tutti amiamo

Sanihelp.it – Sono dieci le ricette di pasta più amate dagli italiani, come conferma la ricerca Doxa/Unione Italiana Food Gli italiani e il consumo di pasta. Del resto quando si parla di pasta gli italiani sono maestri e anche se nell’ultimo anno hanno avuto più tempo da dedicare alla preparazione dei cibi o alla ricerca di nuovi piatti, il trend dei consumi dimostra che a vincere è sempre la classica tradizione. Soprattutto a cena.


Al primo posto della classifica delle ricette più amate con il 33% delle preferenze ci sono gli spaghetti al pomodoro, uno dei piatti simbolo della cucina italiana. Il formato di pasta per eccellenza, il sugo fatto con i pomodori, l'olio extravergine di oliva e il basilico per una ricetta che soddisfa tutti, sempre. A pranzo o a cena, in famiglia o tra amici, si può portare in tavola con la serena certezza che piaccia sempre a tutti. Gli ingredienti? Pochi ma tutti essenziali: pomodori maturi ma sodi, spaghetti, aglio, basilico, olio EVO, sale.

Che sia con pasta lunga o corta, ognuno ha la sua versione. Ma in ogni caso la carbonara è la ricetta preferita del 26% degli italiani. Per i puristi esiste solo una maniera per farla e 5 ingredienti canonici: pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe. Forse la Carbonara è così amata e replicata perché le sue origini sono incerte. Per alcuni, sarebbe nata nel 1944 dall’incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della Razione K dei soldati americani, altri attribuiscono la paternità ai carbonai appenninici come evoluzione del piatto detto cacio e ova.

Menzionati persino nel libretto della Bohème di Puccini, i rigatoni al ragù sono al terzo posto delle preferenze. Nato come piatto a base di carne nella Francia rinascimentale, la ricetta del ragù ha viaggiato fino alla corte borbonica napoletana per poi diffondersi in tutta la penisola. Arrivando fino a Bologna dove trionfa non solo sui maccheroni ma anche sulle tagliatelle.

Pasta al tonno, pomodori e olive. Ecco un altro grande classico della tradizione mediterranea, soprattutto durante la stagione estiva. Tre ingredienti che hanno conservato nel tempo la loro caratteristica vincente: la semplicità.

Benché siano apprezzate su tutte le coste d’Italia, è la provincia di Napoli a vantare la codifica e i natali delle linguine alle vongole, piatto che, la sera della Vigilia di Natale, diventa un vero e proprio must del menu festivo. Una ricetta che come tutte quelle all’apparenza semplici nasconde parecchie insidie. Gli ingredienti sono appena cinque: pasta, vongole, olio, aglio, peperoncino e prezzemolo. Ma devono essere di qualità perché il patto risulti al meglio. Un segreto per l’esecuzione è quello di ottenere la giusta cremosità per legare tutti gli ingredienti: un trucco è quello di scolare gli spaghetti molto, molto presto e finire la cottura nell’acqua delle vongole filtrata. L’amido contenuto nella pasta farà il resto. 

E la pasta al pesto? La leggenda narra che il primo pesto alla genovese fu realizzato da un frate che abitava sulle alture di Prà, che raccolse tutte le erbe del luogo ed iniziò a mescolarle e a pestarle insieme a pinoli, noci e formaggio che gli erano stati portati in dono dai fedeli del luogo. Per creare questo buonissimo condimento bisogna dotarsi di un mortaio di marmo e di un pestello in legno. Un procedimento che richiede una certa dose di pazienza, ma la fatica viene sicuramente ricompensata dal gusto eccezionale di questa ricetta.


L’aglio, l’olio e il peperoncino sono davvero tutto quel che c’è in questa pasta ma nonostante l’estrema semplicità degli ingredienti, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino vantano una storia lunga e interessante. Sono un piatto che nasce nel Sud Italia: a Napoli, dove pare che questa pasta sia nata, si usavano e si usano ancora non solo spaghetti ma anche linguine o vermicelli. I vermicelli alla borbonica sono infatti un altro nome della pasta aglio e olio e prevedono anche una dose generosa di prezzemolo tritato.

Che siano, come vuole la tradizione, di carne, o anche di verdure o di pesce, i tortellini sono uno dei tipi principali di pasta della tradizione italiana. Queste delizie che in origine servivano per riciclare la carne non mangiata dai nobili, oggi sono molto diffusi e richiesti non solo in Italia, ma anche all'estero.

La storia e il nome raccontano che il luogo di origine di dei bucatini all’amatriciana è la cittadina di Amatrice. Merito della sua diffusione si deve anche a una donna coraggiosa, certa Anna De Angelis: partita da Amatrice con la sua mappatela, un capace tascapane usato dai viandanti, che conteneva pasta fatta in casa ed essiccata, tranci di carne stagionata, cacio pecorino ed erbe di campo, arrivò in città in prossimità della stazione e incominciò a preparare l’originaria versione di pasta all’amatriciana, attirando tutti i passanti.

Nel tempo poi si è aggiunto il pomodoro, e l’amatriciana è stata ribattezzata il piatto delle 5 P: pasta, pancetta, pomodoro, peperoncino, pecorino. Dal 6 marzo 2020 è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dell'Unione europea.

Le farfalle con le verdure di stagione sono un piatto tipicamente mediterraneo. Dal connubio con le verdure, nascono primi piatti dal gusto fresco, leggero e appetitosi, nutrizionalmente completi e che, con qualche accortezza, risulteranno graditi a tutti i palati. Dalle orecchiette con le cime di rapa pugliesi, alla pasta alla Norma siciliana, negli anni ogni regione ha trovato la sua versione tipica in base anche alla stagionalità e territorialità delle verdure.

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