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Vai in montagna? Attrezzati così

Beauty invernale

Sanihelp.it – Ad alta quota il viso e i punti scoperti del corpo chiedono protezione, nutrimento e riparazione. La settimana bianca ma anche un semplice week end di sci possono rappresentare infatti un pericolo per la pelle se non si adottano le opportune precauzioni. Sotto accusa il freddo intenso e il sole forte che mettono a dura prova l’equilibrio della cute, non solo quella del viso ma anche quella delle mani e del décolleté se ci si scopre sulle piste. Solari, creme ricche e stick sono un aiuto prezioso per affrontare i rigori del gelo e le insidie dei raggi ad alta quota senza danni per l’epidermide.


Partire per la montagna senza portarsi un solare è un errore. Ad alta quota, infatti, la pelle ha bisogno di massima protezione dagli Uv innazitutto per evitare pericolose scottature ma anche per scongiurare che si segni precocemente con rughe e macchie scure. Il sole in montagna è forte e diventa tanto più intenso quanto più si sale di quota: i solari ideali hanno un SPF alto o molto alto, dal 50 al 50+.

La potenza dei raggi aumenta non solo per via dell’altitudine, ma anche dell’aria limpida e della presenza della neve che, come uno schermo, riflette i raggi solari con una percentuale di radiazione riflessa che arriva fino all’80%, ben quattro volte di più di quella riflessa dalla sabbia. Senza dimenticare che l’aria frizzante e il vento riducono la sensazione di calore invitando a restare al sole più del dovuto.

Se il solare è fondamentale per proteggere la pelle dagli Uv, lo è anche per creare uno scudo isolante contro vento e freddo che inaridiscono e screpolano. Nelle formule con SPF alto sono presenti infatti oli, burri vegetali e altre sostanze emollienti e nutrienti come la glicerina, l’allantoina e l’acido ialuronico che impediscono la disidratazione. Vale comunque sempre la buona regola di rimettere il solare ogni due ore: i formati ridotti e i pratici stick sono ideali perché stanno nella tasca della giacca a vento, pronti per essere applicati con facilità anche sulle piste.

Anche se non si scia e non si sale ad alta quota, resta il fatto che in montagna serve proteggere la pelle dal gelo e dal vento. Ecco perché servono formulazioni che all’azione schermante uniscano un effetto nutriente per contrastare la disidratazione dovuta al freddo e calmante per addolcire la cute, soprattutto la più sensibile, che tende ad arrossarsi e irritarsi per il gelo e i bruschi sbalzi di temperatura tra l’esterno e l’interno.

Attenzione poi alle labbra che soffrono in modo particolare. Per isolarle dall’esterno, mantenerle morbide, evitare le screpolature può essere d’aiuto uno stick o un balsamo a base di oli e burri vegetali dall’azione nutriente e rigenerante da aplicare più volte sulle labbra e da mettere eventualmente anche sotto il trucco.

E le mani? Vanno sempre protette con i guanti che devono essere caldi ma lasciar traspirare per evitare ristagni di umidità che impoveriscono la cute. In più serve un crema che per affrontare le temperature rigide della montagna dovrebbe essere particolarmente ricca, a base di burri e oli vegetali più sostanze antiossidanti che prevengono il formarsi di rughe e macchie.


La sera è d’aiuto una decisa azione addolcente e restitutiva per riparare i danni che la pelle ha subito di giorno e restituirle equilibrio e benessere. Si può usare una maschera idratante per dissetare la cute impoverita dal gelo e restituirle dolcezza e morbidezza. Ma rimane fondamentale l’applicazione di una crema o di un olio a base di oli e burri vegetali, acido ialurinico, ceramidi, fitosteroli e fosfolipidi che ridanno equilibrio, forza e morbidezza all’epidermide. Senza dimenticare zone molto esposte come le mani che a sera chiedono l’azione riparatrice e addolcente di creme ricche in burri vegetali come quello di karité da applicare in dose generosa come fossero un impacco.

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