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Sorriso, stop all’effetto fake

Bellezza del sorriso

Sanihelp.it – Da George Clooney a Nicholas Cage, fino a Emma Watson, Ben Affleck e persino all’insospettabile Tom Cruise: sono solo alcune delle più note star hollywoodiane che hanno ceduto alla tentazione del sorriso perfetto grazie all’applicazione delle faccette dentali.


Sorrisi talmente brillanti e modellati da apparire tutti uguali, mettendo a rischio la stessa riconoscibilità di chi li indossa. Ecco perché il trend per gli ultimi mesi del 2023 è per denti dall’effetto naturale, rivestiti da gusci in ceramica sottili come lenti a contatto e disegnati nel segno della personalizzazione.

«La paura più diffusa è che le faccette siano sinonimo di sorriso finto, con denti tutti perfettamente uguali tra loro e troppo bianchi. Ecco, non è affatto cosi: si può ottenere un sorriso più armonioso, bianco e luminoso, senza stravolgerlo e uniformarlo, mantenendone però l’unicità» spiega Clotilde Austoni, Odontoiatra Specialista in Chirurgia Odontostomatologica. «Se le faccette vengono realizzate con progetti sartoriali e tecniche artigianali, il sorriso sarà più bello, ma pur sempre unico e riconoscibile».

Tutti I vantaggi delle faccette

Le faccette dentali consentono di migliorare l’estetica del sorriso: giocando con forme, volumi e colore, il sorriso risulta più ordinato, armonioso e brillante. Ma non solo: in caso di usura dentale, quando cioè i denti hanno perso parte dei loro tessuti costitutivi, le faccette possono fare parte di un progetto che restituisce il sorriso di un tempo, anche da un punto di vista funzionale.

Le faccette sono particolarmente indicate in caso di: 

Spazio tra i denti (diastema): le faccette possono essere realizzate per chiudere gli spazi tra i denti, anche se di per sé il diastema può persino piacere e regalare al sorriso una carica di sensualità in più. Laura Pausini, ad esempio, ne ha fatto la sua caratteristica distintiva, mentre Ornella muti ha deciso di chiuderlo proprio con le faccette.


Denti gialli o scuri: quando lo smalto dentale è quasi assente o molto ridotto, perché si è consumato digrignando o stringendo i denti, oppure perché si è soliti bere bevande acide, lo sbiancamento non è sufficiente. In questi casi, se si desidera tornare ad avere un sorriso bianco e luminoso, le faccette dentali consentono di scegliere il colore che si desidera. Bianco, ma pur sempre con sfumature che riprendono l’anatomia naturale del dente. 

Denti piccoli e corti: può succedere di sorridere senza mostrare i denti, se questi sono piccoli e corti e scompaiono dietro le labbra. Grazie alle faccette è possibile ingrandirli, creando le proporzioni e le forme più adatte al viso.

Denti storti: nel caso in cui il disallineamento sia minimo e non si sia disposti a mettere l’apparecchio e nemmeno le mascherine quasi invisibili, le faccette sono perfette per camuffare e allineare il sorriso.

Forma: ogni sorriso è speciale, ma in presenza di denti dalla forma poco estetica, grazie alle faccette è possibile modificarne la linea, migliorando il sorriso senza stravolgerlo.

Denti consumati: anche in questo caso, le faccette consentono di modificare la forma, ridonando quella che i denti avevano prima di usurarsi. In caso di usura dentale, ripristinare il volume dei denti non è solo questione di estetica, ma prima di tutto salute. Un dente consumato è più fragile e si usura ancora più facilmente, portando anche sensibilità dentale. 

Dalla forma alla scelta del colore dello smalto

«Spesso si desidera tornare al sorriso che si aveva un tempo ma si è frenati dalla paura di cambiare. E se poi non mi piaccio con le faccette? La soluzione è semplice, infatti le faccette sono sempre preceduta da un progetto e da una simulazione» prosegue la dottoressa Austoni. 

Dopo aver studiato il sorriso e ipotizzato come ripristinarlo per esaltarne l’unicità, si esegue una simulazione: con un materiale provvisorio si posizionano delle faccette che vengono rimosse al termine dell’appuntamento. In questo modo, il paziente può vedere in anteprima come il sorriso potrebbe tornare ad essere. Solo se il progetto piace, si procede con la realizzazione delle faccette definitive. Tecnicamente per realizzarle servono due appuntamenti, nel primo si prendono le impronte, nel secondo, se tutto è come previsto, si cementano. Diventano dunque un tutt’uno con i denti naturali: l’igiene domiciliare, i controlli e l’alimentazione restano gli stessi che per i denti naturali. 

Il falso mito: per mettere le faccette bisogna limare i denti

Il timore di dover limare i denti per applicare le faccette è molto diffuso, ma spesso si tratta di un mito da sfatare. «L’applicazione delle faccette dentali non è una procedura invasiva. A volte i denti non vengono nemmeno toccati e se devono essere ridotti di spessore, la riduzione è davvero minima» rassicura l’odontoiatra. «Tutto dipende dal caso clinico: se le faccette hanno lo scopo di chiudere gli spazi tra i denti, oppure di ripristinare lo smalto perso sono del tutto additive ed i denti non vengono affatto ridotti di spessore. Se i denti sono tanto disallineati, per poterli allineare sarà necessario ridurre lo spessore di quelli più storti, mentre se i denti sono più o meno allineati, la porzione ridotta sarà davvero minima».

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