Sanihelp.it – Un incidente stradale, una brutta ustione da bambina, una storia di bullismo, una gravidanza difficile, una vita di derisioni. Sono tante le situazioni che possono minare l’autostima e portare a situazioni anche di forte disagio. La chirurgia plastica pèuò essere d’aiuto in questi casi? A dare una risposta affermativa è la nuova serie »Il mio amico bisturi: confidenze intime», in onda su Real Time a partire dal 22 luglio.
Lontano da quelle serie patinate sulla chirurgia estetica, al centro del programma ci sono 15 pazienti veri (nessun attore) di estrazione sociale eterogenea: dall’avvocato al macellaio, dallo stuntman alla podologa, dall’infermiera alla commessa. Sono loro a dar vita a otto episodi di forte impatto emotivo grazie alle storie, alle confidenze dei protagonisti e agli interventi a cui si sottopongono, spinti da un disagio psicofisico associato a patologie dolorose e non da un problema puramente estetico.
«La vera rivoluzione di questa serie è proprio questa» commenta l’autrice e ideatrice Chiara Panzieri -. «Ci piace definire ‘Il mio amico Bisturi’ come la prima serie etica sulla chirurgia plastica. A distanza di mesi dalla registrazione i pazienti sono rinati: c’è chi è più felice, chi ha trovato l’amore avendo recuperato fiducia in sé stesso, chi ha sconfitto la depressione… Sono proprio queste le storie che volevamo raccontare quando abbiamo pensato alla serie, volevamo rendere dal punto di vista televisivo l’importanza della chirurgia nel risolvere problemi funzionali non solo estetici. Volendo anche un po' riscattare la figura dei chirurghi plastici, abbiamo voluto coinvolgere un dottore particolarmente empatico, comunicativo, umano, semplice, solare come il dottor Tambasco>
I pazienti si sottoporranno davanti alla telecamera a interventi di chirurgia plastica, raccontando la propria vita e le motivazioni che li hanno spinti ad affrontare questo cammino, con un messaggio estremamente positivo: il coraggio di rivelarsi, la forza di volontà, lo spirito di sacrificio, la speranza di migliorarsi, l'etica e l'empatia. Conosceremo ogni protagonista nel proprio intimo, affiancandolo nella vita quotidiana e negli incontri con il chirurgo, fino al giorno dell’intervento, dove lo seguiremo in sala operatoria. In ogni episodio accompagneremo il paziente in tutte le fasi pre e post-operatorie, fino al raggiungimento del risultato finale.
A raccontare le storie al centro della serie sono i protagonisti stessi, che scelgono di metterci la faccia e di raccontare le loro emozioni e il loro vissuto. Ma a metterci la faccia sarà anche il dottor Tambasco, che vedrà realizzato il proprio sogno in diretta: durante le riprese della serie infatti, arriverà proprio la nomina a responsabile dell'Unità Operativa Chirurgia e Medicina Estetica dell'Ospedale San Carlo di Nancy a Roma. Un’emozione e un traguardo che ha voluto condividere in diretta con pazienti e spettatori. Il dr. Tambasco è una persona semplice, giovane ma con una lunga carriera alle spalle, empatico e professionale, scelto dai suoi pazienti in primo luogo per le sue qualità umane. »Uno di noi, che ti conquista con il suo sorriso e il suo modo di fare» dicono di lui i suoi pazienti.
In ogni puntata, di circa 30 minuti, si affrontano due storie: le immagini girate in ospedale si alternano con immagini private dei pazienti, che si raccontano a tutto tondo, non nascondendo le loro fragilità, le loro paure e le loro aspettative per un intervento che cambierà le loro vite. Chirurgia plastica non vuol dire solo seno, labbra o zigomi, ma vuol dire un’addominoplastica dopo diverse gravidanze, un trapianto di capelli dopo un’ustione al cuoio capelluto, una rimozione di un »bozzo adiposo» dopo un terribile incidente stradale, una soluzione agli inestetismi causati da una fibromialgia o all’incontinenza causata dalla diastasi.
Raffaella, Riccardo, Tommaso, Chiara, Aurora sono solo alcuni dei nomi che impareremo a conoscere e ad amare seguendo »Il mio amico bisturi: confidenze intime» la nuova serie, in onda su Real Time dal 22 Luglio alle ore 14:50, prodotta dalla romana Artlouder, guidata da Federico Di Giambattista.