Sanihelp.it – Le bufale corrono sui social. E non solo. La disinformazione è un fenomeno con numeri in costante crescita da cui anche la medicina estetica non è esente. Anzi, soprattutto sui social influencer e beauty addicted lanciano sempre più spesso messaggi che non hanno fondamento scientifico. Messaggi che se in alcuni casi si limitano a non sortire gli effetti desiderati, in altri rischiano di compromette salute e benessere.
L’allarme è stato lanciato in questi giorni da Isplad (International-Italian Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology) che ha deciso, prima società scientifica a farlo, di scendere in campo per fare opera di debunking, cioè contrastare e smascherare le »bufale» e soprattutto la disinformazione, svolgendo al contempo un'opera di diffusione di notizie e pratiche scientificamente validate.
Il progetto si chiama #lapellealcentro e vedrà coinvolti, oltre ai dermatologi ISPLAD anche altri attori, al fine di creare una solida rete di alleati contro le fake news. Tra questi i giornalisti scientifici, le aziende interessate in modo incondizionato, ma anche i pazienti stessi che attraverso le loro domande rappresentano il vero motore di una corretta divulgazione.
Proprio per sostenere le buone pratiche in medicina e dermatologia, Isplad ha deciso di sbarcare sui canali social (Facebook, Instagram, LinkedIn) creando contenuti coinvolgenti e di immediata comprensione per raggiungere una platea più vasta possibile; si avvarrà di una redazione giornalistica per diffondere le novità più rilevanti in dermatologia attraverso il sito (www.isplad.org), comunicati stampa e newsletter.
«Non possiamo più stare a guardare: nei nostri studi medici arrivano pazienti confusi, che hanno provato rimedi fai da te per curare patologie cutanee, peggiorando la situazione o perdendo tempo prezioso, solo perché si sono informati presso il tal influencer» commenta Mariuccia Bucci, presidente ISPLAD.
«Per non parlare di trattamenti di medicina estetica: filler, botulino e peeling si possono trovare in vendita anche online e in rete sono disponibili persino video tutorial che hanno la pretesa di mostrare come si utilizzano. I danni che si creano con il fai da te possono essere molto seri. È un fenomeno che si sta diffondendo sempre più e ci preoccupa molto. Con il progetto #lapellealcentro vogliamo contrastare anche queste pratiche pericolose e diventare un punto di riferimento per chi desidera un'informazione dermatologica, cosmetologica ed estetica corretta, aggiornata e accessibile a tutti» conclude la dottoressa Bucci.