Sanihelp.it – Una delle sfide della medicina estetica è il trattamento dei cosiddetti distretti difficili, cioè le zone del volto dove è più difficile intervenire.
«Il distretto difficile per eccellenza è la regione peri-orbitaria, cioè l’area intorno all'occhio: la zona delle occhiaie, la zona del margine dell’occhio e della palpebra, la zona del sopracciglio – spiega la dottoressa Gloria Trocchi, docente della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della FIF – Il sopracciglio è una zona molto mobile, che può essere aiutata dalla tossina botulinica.
Quando questa non è sufficiente è necessario intervenire con i filler di sospensione, i filler di acido ialuronico o di idrossiapatite di calcio. Infine è possibile ricorrere alla correzione chirurgica.
Per quello che riguarda le occhiaie, se non si usa un prodotto adatto, è facile che si sviluppi un edema. Le sostanze che abbiamo a disposizione per correggere questa regione non sono moltissime: acido ialuronico, idrossiapatite di calcio, policaprolattone, carbossimetilcellulosa. Adesso sta tornando di moda anche l’agarosio, una sostanza uscita qualche anno fa.
La soluzione va ritagliata su misura, perché le occhiaie possono essere dovute a numerosi fattori: legamento orbitario troppo corto, borse che iniziano a essere preminenti, cute scura, pelle molto sottile che lascia vedere in trasparenza un vaso, pelle spessa con un legamento molto tirato.
Una tempia incavata conferisce un aspetto vecchieggiante. Diverse le possibilità di trattamento. Si può riempire in profondità, tra osso e muscolo temporale, o tra muscolo temporale e la pelle. Se la pelle non è sottile si può riempire in superficie in modo che si scolli un po’ la pelle dal vaso e il vaso si mimetizzi un po'.
Linea mandibolare, i cosiddetti bargigli? Anche questa è una zona difficile. In genere sono due gli errori: tentare di correggerli con il filler, che non sono indicati perché il bargiglio non è una ruga, ma una zona in cui il tessuto si accumula perché qui c'è un legamento, al di sotto del quale il tessuto non scivola, si blocca.
Il riempimento quindi rappresenta una sorta di camouflage, più che una correzione vera e propria. Ma oltre un certo livello non funziona più, è necessario rimodulare tutto il bordo mandibolare e deve essere fatto in associazione a un rimodellamento della zona zigomatica e prezigomatica, cioè tra il naso e lo zigomo. Ma questo non significa riuscire a tirare su il bargiglio riempendo gli zigomi. Altrimenti si cade nell’eccesso e nell'inestetismo di alcuni personaggi famosi.
Anche la correzione medica del collo continua a essere un problema. Il collo va trattato tempestivamente, senza aspettare che diventi cadente: è necessario sottoporlo a una buona manutenzione, alla base della quale c'è una buona idratazione.
Questo implica il ricorso alla biostimolazione, all’acido ialuronico, al plasma arricchito in piastrine (PRP). Dopo essere riusciti a garantire e mantenere un buon trofismo cutaneo, si può passare al trattamento con i fili (il cosiddetto soft lift), di sospensione, di biostimolazione, in polidiossanone.
Stimolano la produzione di collagene tale da ridare un po’ di spessore alla pelle: vengono usati in particolare quando la pelle è molto sottile. Con i fili di sospensione si riescono a ottenere risultati discreti che durano circa 6 mesi – un anno. I fili costano 200-300 euro l’uno e per il collo se ne usano 2-3».