Sanihelp.it – Ci sono le ultraleggere, quelle in poliuretano e le nanotesturizzate. Di nuove protesi al seno si è parlato al congresso dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) che ha riunito a Firenze 300 chirurghi plastici. «Per ottenere un miglior risultato, è determinante la qualità dei materiali – afferma Luca Siliprandi, già vicepresidente Aicpe – . Le protesi devono essere della migliore qualità. Non esiste una ideale: la donna deve essere informata su vantaggi e svantaggi di ciascun tipo di protesi e aiutata nell’individuazione del modello che meglio si addice alle sue propensioni e al suo stile di vita».
Tra le novità, le protesi nanotesturizzate, realizzate in materiale hi-tech, promettono risultati esteticamente migliori e una maggior sicurezza. «Il rivestimento esterno è liscio al tatto e dunque meno irritante per il corpo – afferma Siliprandi -. All’interno sono riempite con un particolare gel di silicone che ha la caratteristica di dare una forma molto naturale.
Inoltre, pur appartenendo alla categoria di quelle rotonde sono ergonomiche: una volta inserite dietro al muscolo, assumono una forma naturale e non espongono ad alcuni rischi tipici delle protesi anatomiche, come la rotazione. Infine, hanno all’interno un chip che permette di identificarne il tipo e il lotto di produzione grazie a uno scanner esterno».
Le protesi al poliuretano, materiale nato 50 anni fa, negli ultimi 5 anni hanno registrato una crescita del 15-20% all’anno. «Hanno cancellato quasi del tutto il rischio di indurimento della mammella e del cambiamento di forma del seno causato dalla rotazione delle protesi – ha detto Mario Pelle Ceravolo, già presidente di Aicpe -. Inoltre, mantengono perfettamente la loro forma e non sono influenzate dalla reazione del corpo: possiamo prevedere la forma che il seno avrà e offrire alle donne un risultato più aderente alle loro aspettative».
Tra le novità presentate, ci sono anche le protesi ultra-leggere, con un peso minore del 30% rispetto a quelle tradizionali. «Consentono di incidere meno sulla discesa della mammella col passare dei lustri, specie se inserite direttamente dietro alla ghiandola mammaria, anziché dietro il muscolo pettorale» afferma Siliprandi.
Chi invece vuole un décolleté più prosperoso senza protesi, può valutare il trapianto di grasso: «Non tutte le donne possono candidarsi – afferma Siliprandi -. Se una donna ha del grasso in eccesso e vuole aumentare le dimensioni del seno, il lipofilling consente di rimodellare il profilo corporeo e di correggere seni poco sviluppati. Ma se una donna desidera aumentare solo di due o tre taglie il seno, le protesi rappresentano l’unica soluzione».